Chissà se Berlusconi sarà mai riabilitato dalla sinistra

Di Rachele Schirle
09 Luglio 2021
Basterà il mea culpa del comico Paolo Rossi? Nel frattempo diamo un occhio anche a un paio di notiziole uscite in questi giorni
Silvio Berlusconi

Per come vanno le cose dalle nostre parti, non è che qui ci si aspetti una piena riabilitazione di Silvio Berlusconi. La sinistra, si sa, a certe conclusioni ci arriva solo con 25 anni di ritardo, dunque, lunga vita al Cavaliere e appuntamento all’anno Tremila per la ritrattazione.

Dopo quasi trent’anni di dileggio e demonizzazione, ci basta accontentarci di qualche dichiarazione di Paolo Rossi al Corriere del Veneto?

«Bisogna ammettere anche gli errori. La satira degli anni d’oro era una satira molto energica e creativa ma sbagliò bersaglio (Berlusconi, ndr). Il bersaglio è la natura umana, siamo noi, non è quel finto conforto che dà gridare “il re è nudo” e lasciare le cose così come sono. Ma quanti soldi abbiamo fatto con Berlusconi?».

La candidatura dell’ex pm di Ruby

Però, però. Se si fosse anche solo un minimo, non diremo berlusconiani, ma perlomeno onesti, bisognerebbe ammettere che due notiziole uscite di questi tempi meriterebbero altro trattamento da quello loro riservato in questi giorni dai media.

Stiamo parlando del caso di Annamaria Fiorillo, pm della tribunale dei minori che il 27 maggio 2010 si occupò di Ruby. Inutile ripercorrere l’intera vicenda, quel che conta è che Fiorillo, oggi in pensione, come anticipato dal Giornale, si sia candidata in una lista civica di sinistra. Tutto lecito, ovvio. E poi, come ha lei stessa spiegato al Corriere della Sera, «non avevo e non ho nulla contro Berlusconi né contro il suo partito». Quindi, tutto a posto.

Gli faccio un mazzo così

Caso numero due. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Giovanni Vinciguerra, ha archiviato l’indagine che era nata dalla denuncia del magistrato Antonio Esposito contro alcuni testimoni della difesa di Berlusconi. Come si ricorderà, Esposito fu il presidente del collegio della Cassazione che emise la sentenza definitiva del processo Mediaset per il quale l’ex premier fu condannato.

Esposito aveva chiesto di fare accertamenti sulle dichiarazioni di tre dipendenti di un albergo di Ischia nel quale aveva soggiornato che avevano riferito di averlo sentito pronunciare giudizi poco lusinghieri sul leader di Fi («A Berlusconi, se mi capita l’occasione, gli devo fare un mazzo così»).

Macchia non indelebile

Ma per il gip Vinciguerra quelle dichiarazioni «non possono considerarsi false» e questo, come ha notato Tiziano Maiolo ieri sul Riformista, «non può sfuggire ai difensori di Berlusconi, ancora impegnati su altri due importanti fronti per arrivare a cancellare la macchia del 2013». Il primo, a Brescia, per la revisione del processo per frode fiscale, il secondo, a Strasburgo, presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu) che ha accolto il ricorso di Berlusconi con gli audio delle parole del giudice Amedeo Franco (il giudice che gli confessò che la sua condanna era stata una «porcheria»).

Piccoli fatterelli, nota Maiolo, che servono a rendere la macchia di quella condanna «sempre meno indelebile».

Foto Ansa

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