«Berlusconi non basta più». Ostellino e la necessità di una proposta culturale nel centrodestra

Di Redazione
05 Febbraio 2015
Il giornalista analizza la situazione di un ceto medio rimasto senza rappresentanza politica. Occorre «fare ordine in casa propria» «prima che sia troppo tardi»

ostellino-giornalePiero Ostellino, che è passato dal Corriere della Sera al Giornale, scrive oggi un editoriale intitolato “L’ultima chance di ripensare il centrodestra”. Un articolo interessante, che cerca di andare al di là dei fatti contingenti (elezione Mattarella, rottura del Patto del Nazareno, sondaggi) per capire se possa esistere ancora un’area politica capace di raccogliere quello che Ostellino definisce «il ceto medio». La vicenda Quirinale dovrebbe spingere il centrodestra non solo a «ricucire le divisioni che si sono prodotte al suo interno, ma anche, in qualche modo, fare ordine in casa propria e formulare una strategia cui attenersi nel prossimo futuro nei confronti di Renzi».
Finora il magnete che ha tenuto insieme tutte le aree sociali e politiche che non si riconoscevano nella sinistra è stato Silvio Berlusconi. Funziona ancora? Non basta più, scrive Ostellino. È servito nel 1994 per fermare «la marcia della macchina da guerra del Pci», ma ora «quella paura non c’è più o, comunque, si è fortemente attenuata. Il mondo è cambiato e occorre prenderne atto. Matteo Renzi, che non è un riformista, ma un furbo trasformista, lo ha capito e ha sostanzialmente adottato per il centrosinistra le tematiche che erano state del centrodestra. Renzi è, a suo modo, un clone di Berlusconi, nel senso che, da sinistra, ne ripete le parole d’ordine dentro e contro il suo stesso partito».

MISURE CULTURALI. La domanda che si impone oggi, prosegue l’editorialista, è se la via indicata da Renzi sia sufficiente per risollevare il paese e se anche il centrodestra non debba fare al suo interno la stessa operazione che ha fatto il segretario del Pd nel suo partito. E cioè sbaragliare «la vecchia guardia post-comunista» e conquistare il ceto medio. Quel che è certo è che «Berlusconi non può sperare di dare una risposta vincente per interposta persona, mettendosi a ruota del ragazzotto fiorentino. Ma non può evitare di chiedersi, e chiedere al centrodestra, di analizzare il fenomeno Renzi e adottare le necessarie misure culturali per farvi fronte politicamente».
Ha il centrodestra al suo interno le forze, innanzitutto culturali, per fare tutto ciò? «È un’impresa difficile, se non addirittura disperata», scrive Ostellino. «Il ceto medio, per farsi sentire culturalmente e sostenere le proprie ragioni e i propri interessi politicamente, non può più contare solo su Berlusconi. E lo stesso Berlusconi dovrebbe rifletterci – facendosi promotore, all’interno di Forza Italia, di una proposta culturale – prima che sia troppo tardi…».

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10 commenti

  1. Cisco

    Ostellino – da intellettuale – sopravvaluta il ruolo degli intellettuali, di cui peraltro ne’ a Renzi ne’ a Berlusconi, e tantomeno al cosiddetto “ceto medio” (manche roba e’?) e’ mai fregato un fico secco. Renzi che cultura ha? Happy Days e i Boy Scout? E Berlusconi? Drive In e il “nipotismo”? La “cultura” che serve alla politica è l’ideale incarnato in una esperienza comunitaria, che nessuna strategia politica può inventare. E purtroppo questa esperienza comunitaria del “ceto medio” (e “operaio” no?) – ha perso consistenza, il potere ha come obiettivo la divisione. Quello che la politica può e’ ormai solo fare generiche promesse e trovare un leader simpatico e telegenico che convinca la gente a non spegnere il televisore. Per questo impazzano i comici.

    1. Raider

      Ben detto, Cisco. Ma nel pessimismo della ragione e nel menefreghismo dello sfascismo, qualcosa bisogna fare: e non me lo faccio dire dagli ‘intellettuali’ – sarebbero? Gli “Amici di Fabio” (Fazio)? Quindi, dato che ho sempre – sempre – votato per partiti “antropologicamente inferiori”, voterò Lega. E lo faranno, come me, tanti che conosco e prima votavano FI, M5S, Pd o non votavano. Almeno, un partito che sente la nostaglia di un’appartenenza e la speranza di un’esperienza comune. Gli altri, no. Per questo fanno ridere di più partiti e politici che pretendono di essere seri.

  2. Raider

    B. è stato tradito da tutti:
    – Dotti e la Ariosto (ve li ricordate?);
    – la Lega di Bossi (ricattata da avvisi di garanzia, grande stampa e magistratura di Milano);
    – Follini (quello delle continue, logoranti ‘verifiche di governo’: chi se lo ricorda?);
    – Casini (salvato dal disfacimento dela Dc e vissuto sempre nella linea di galeggiamento navigando le avventure politiche di partiti, partitini e alleanze);
    – Bondi (scomparso dalla circolazione e memorabile solo per essere l’unico a tornare nel suo lelemento naturale, l’oblio);
    – Fini (tutt’altro che memorabile e perciò, ci tiene a non farsi dimenticare);
    – Alfie ‘Bugs Bunny’ Alfano (perino nell’Ncd si sono accorti che non gli manca solo il quid, che tiene alla poltrona più che alla dignità personale epolitica e che è, ormai, un peso morto);
    – Renzie (il simpatico ‘clone diverso’, che lo scarica se appena trova in giro chi si offre a prezzi al ribasso).
    E’ una lista approssimativa, d’accordo, d’accordo, ma come indice generale di un romanzo politico avviato a qeullo che non smebra un lietpo fine per il protagonista è piuttosto fedele – a proposito di tradimenti.
    E a proposito di tradimenti, sale della vita politica e dei romanzi in cui trasformare la vita, a non tradire B. era rimasto solo il suo elettorato.
    Poi, B. ha trovato la sua “guida spirituale” in una ragazzetta che gli portò a cena un femminone: e B. tradì il suo elettorato annuciando urbi et orbi, con un’aria da rimbambito, che era favorevole a unioni gay e jus soli.
    Fine della storia.

    1. Giovanna

      Ma lo sai che sono proprio d’accordo con te Raider?

      1. Raider

        Me ne compiaccio, Giovanna. Ma non sarà il clone che, per la verità – ma senza dirlo: che motivo c’era di smascherare uno che si vedeva da ogni parola che faceva il cretino e per sentirsi furbo, eserciatava a nome di un un’altra persona? – , avevo sgamato anch’io’

        1. giovanna

          Infatti non sono io ad aver scritto sopra, ma il solito troll poveraccio.

      2. Andrea UDT

        Beh, allora manca Formigoni, CL e Compagnia delle Opere a ragionare così.

        Per me la verità è altra: Berlusconi ha svaccato.

        Ha iniziato a svaccare quando si è circondato di personaggi mediocri.

        Ha svaccato quando li ha cercati per puntellarsi (Scilipoti, Razzi)

        Ha svaccato quando li ha premiati per meriti di Bunga Bunga (Tarantini, l’igenista dentale premiata dandole un posto in regione)

        Ha svaccato quando ha fatto finta di non vedere la crisi (2009: aerei pieni, ristoranti pieni, la crisi in arrivo è un complotto d Repubblica)

        Ha svaccato dando sempre la colpa agli altri (Monti, a cui ha dato 52 volte la fiducia, Napolitano l’ha rivotato presidente, Renzi e la pretesa di “nazzarenizzare” le votazioni quirinalizie)

        Ha svaccato lisciando il pelo a arcigay e Luxuria

        E continua a svaccare perché oggi E’ IL PRICINPALE OSTACOLO per la ricerca di un nuovo leader per il centro destra. Ma questo Ostellino non può dirlo per ragioni di stipendio. Filippo Facci, su Libero, queste cose le palle per dirle le ha avute.

  3. marco

    E chi parla di ora? La situazione di allora era tale che un ribaltone sarebbe stato impossibile.E infatti lui giustificò la cosa con il senso di responsabilità.Le conseguenze si sono viste.

  4. filomena

    Peccato che non sia nelle sue facoltà decidere di andare ad elezioni e comunque non preoccuparti, in questo momento andare a nuove elezioni è l’ultima cosa che vorrebbe fare il centro destra!!!!

  5. marco

    Ma lo vedete la situazione di fi?Caos e probabilmente gente in vendita.Dove è una classe dirigente capace di fare quello che dice Ostellino? Berlusconi ripete gli stessi slogan da venti anni.Se fosse uno statista invece di rincorrere questo o quel “responsabile” sarebbe andato a elezioni e non ci sarebbero stati i vari Monti,Letta,Renzi e neppure Grillo.

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