
Berlusconi e Monti-bis. Mauro: «I moderati stanno già insieme in Europa. Perché non in Italia?»
Silvio Berlusconi ha ritirato la propria candidatura a premier per il post-Monti. Un’ennesima inversione di marcia, a fronte dei tanti politici e giornalisti che vedevano, nel suo ritorno in campo, un potenziale pericolo per la sicurezza economica di un’Italia martoriata tra conflitti europei e pesanti lacune interne. E già si strizza l’occhiolino verso Pier Ferdinando Casini, a capo dell’Unione di Centro, che alla “giravolta” di Berlusconi risponde con risentita noncuranza. Tempi.it ne parla con Mario Mauro, europarlamentare del Pdl, che nei giorni scorsi era stato molto esplicito in un’intervista ad Avvenire, sulle prospettive future del partito con in campo il Cavaliere.
Che scenario politico si apre dopo il passo indietro di Berlusconi?
Uno scenario che consenta ai partiti e ai movimenti alternativi alla sinistra di stare insieme. Più che discutere del passo indietro di Berlusconi, tuttavia, sarebbe meglio parlare di un passo avanti di chi vuole garantire quello che in questi anni non si è riuscito a fare. Adesso, è necessario trovarsi per parlare di quei fattori di contenuto indispensabili perché lo Stato sia a servizio dei cittadini, e non il contrario. Se non c’è un programma in grado di precisare in che modo intendiamo realizzare le riforme strutturali per ritrovare competitività, facendo in modo di non gravare troppo sulla fiscalità di famiglie e imprese, sarà difficile generare una leadership. E il dibattito politico rimarrà ancorato nell’unico tema che oggi domani la discussione italiana: il “cambiamento”, “Renzi sì” o “Renzi no”. Ma è un problema di percezione.
In che senso?
L’idea che gli elettori hanno della classe dirigente è evidente. Essa ha fallito nel proprio compito, non affrontando i temi caldi della modernizzazione dello Stato e, forse, anche dell’evoluzione della nostra Costituzione.
L’unione dei moderati è possibile adesso?
Porrei un altra domanda: come mai non è possibile? Essendo io nel Parlamento europeo e capo di una delegazione che comprende Pdl, Udc, Fli, Udeur, posso testimoniare che su cento voti fatti in comune, non c’è stata una volta in cui abbiamo votato diversamente. Quindi: perché non stiamo insieme? Il giudizio è semplice e duro: se il problema del centrosinistra è stato l’elevatissimo tasso ideologico, quello nostro è stato un tasso fuori dal comune di personalismi.
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2 commenti
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È vero , Berlusconi era il male assoluto… Tant’è che adesso che non c’è più la situazione è notevolmente migliorata… E le prospettive per il futuro degli italiani sono senz’altro rosee!
Ma, signori, come si fa a definire Berlusconi un moderato? Lui è stato per ventanni il massacratore del’ unità nazionale : quelli del’ Amore contro quelli del’ odio, quelli del bene contro i komunisti, nord contro sud, lavoro privato contro pubblico. Nessuno tra i veri moderati, liberali e democratici vuole avere più a che fare con lui. Tutto il suo impegno è stato, con il suo sodale Bossi, per dividere il Paese.
Ha usato per ventanni giornali e televisioni per fare disinformazione, sfacciata propaganda pro domo sua, ha inventato il “metodo Boffo”, spietato metodo di persecuzione del’ avversario trasformato in nemico.
Domanda: quale vero moderato, democratico, liberale vorrà più avere a che fare con lui e con la sua corte?