
«Benedetto XVI è stato il papa della fede amica della ragione. Rimarrà nella storia»
«Benedetto XVI è stato il Papa della fede profondamente amica della ragione, una ragione che va oltre i ristretti confini dell’intelligenza umana». Così il cardinale Giovanni Battista Re spiega ad Avvenire la grandezza del Papa emerito «che rimarrà nella storia» e che «i cultori della ragione pura e del laicismo non hanno voluto comprendere, ostacolandolo in tutti i modi».
ABBIAMO UN MOSÈ SUL MONTE. Quando alle 20, giovedì sera, si è chiuso il portone del palazzo di Castel Gandolfo «ho avvertito, penso come tutti, una grande emozione. Vedere chiuso quell’imponente portone mi ha stretto il cuore, perché si è chiuso un periodo in cui Benedetto XVI ha dato molto con i suoi discorsi e con il suo insegnamento. Ma si è aperta una nuova fase nella quale il Papa si dedica al ministero della preghiera e lascia a energie nuove il governo della Chiesa. Abbiamo in sostanza anche noi un Mosè sul monte. Benedetto XVI infatti ha detto che non lascia la croce e che non ci abbandona. Come Mosè è salito sul monte per aiutare il suo popolo a vincere contro Amalek, così Benedetto XVI si dedicherà al bene della Chiesa con le mani alzate nella preghiera».
FEDE E RAGIONE. Per Re, Benedetto XVI «si è rivelato un protagonista sul piano del pensiero e delle coscienza, nello sforzo di aiutare tutti a dare spazio alla luce che viene da Dio e che dà senso all’umana esistenza». Ha combattuto la «dittatura del relativismo facendo leva sulla legge naturale, iscritta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna. (…) Ha cercato di valorizzare la ragione e di ampliare il suo spazio, nella profonda convinzione che “il mondo della ragione e il mondo della fede hanno bisogno l’uno dell’altro”».
UN PAPA CHE HA DATO FASTIDIO. Che su tante questioni non sia stato capito per Re è «un paradosso», ma «a non volerlo capire sono stati soprattutto i cultori della ragione pura e assoluta. Amalek, in fondo, esiste anche oggi e si nasconde sotto le forme del secolarismo. Di qui l’indicazione fondamentale di questo pontificato. Il mondo, dice in pratica papa Ratzinger, ha molti problemi sociali, economici, politici, ma quello che sta alla radice di tutto è la mancanza di fede in Dio. Perciò Benedetto XVI ha mirato dritto al cuore e questo ha dato molto fastidio a chi vorrebbe cancellare Dio dall’orizzonte umano».
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