Belgio, nell’81 per cento dei casi i medici sospendono idratazione e alimentazione artificiali senza il consenso dei pazienti

Di Leone Grotti
25 Marzo 2014
Il dato incredibile è stato rivelato da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Medical Ethics

Nell’81 per cento dei casi i medici in Belgio sospendono l’alimentazione e l’idratazione artificiali ai pazienti, causandone così la morte, senza il loro consenso. È la scoperta fatta da uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Journal of Medical Ethics.

LEGGE VIOLATA. I ricercatori della Brussels University e della University of Ghent hanno analizzato 6927 casi di decesso del 2007 in Belgio, dove la legge prevede che la sospensione dei trattamenti richieda il consenso informato del paziente. Eppure nella stragrande maggioranza dei casi questo non avviene o perché il paziente è demente (40%) o perché non cosciente (35%) o perché «la decisione è stata presa nel migliore interesse del paziente» (8%). In tutti questi casi il consenso del diretto interessato è stato sostituito o con quello dei familiari o con quello di altri medici.

«IL CONSENSO È VITALE». Secondo i ricercatori il «consenso del paziente è vitale» quando si tratta di prendere decisioni che riguardano la sua vita e morte. Per questo lo studio «raccomanda che i medici dedichino ampio spazio a comunicare con i pazienti e le famiglie delle opzioni di trattamento».

EUTANASIA NON RICHIESTA. C’è una certa affinità tra quanto rivelato dal Journal of Medical Ethics e un articolo pubblicato da Jean-Louis Vincent, capo del reparto di terapia intensiva all’ospedale Erasme ed ex presidente della Società belga di terapia intensiva, che sul Le Soir chiedeva di legalizzare «la pratica dell’eutanasia non richiesta», che sarebbe «più che regolarmente praticata in Belgio».
Secondo il medico, bisogna organizzare «una discussione aperta e collegiale» per approvare l’eutanasia «in accordo con la famiglia, quando la qualità della vita del paziente è troppo mediocre e senza che il paziente in questione debba firmare alcun documento».

@LeoneGrotti

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