Belgio. Legge sulla co-genitorialità per le lesbiche fa arrabbiare i maschi gay che «si sentono discriminati»

Di Leone Grotti
24 Aprile 2014
La decisione senza precedenti equipara le coppie formate da due donne a quelle eterosessuali per quanto riguarda il riconoscimento legale e giuridico della filiazione

Il Parlamento del Belgio ha approvato ieri una legge sulla co-genitorialità, che equipara le coppie formate da due donne a quelle eterosessuali per quanto riguarda il riconoscimento legale e giuridico della filiazione. La decisione è senza precedenti perché la nuova legge riconoscerà ciò che evidentemente non esiste nella realtà.

FECONDAZIONE E ADOZIONE. In Belgio il matrimonio gay è legge dal 2003 mentre la fecondazione è completamente liberalizzata dal 2007. Una coppia formata da due donne per avere un figlio può ricorrere alla fecondazione utilizzando lo sperma di un donatore anonimo ma la donna che non porta nel grembo il bambino, per essere riconosciuta come genitore, fino ad oggi ha sempre dovuto ricorrere alla pratica dell’adozione.

PRESUNZIONE DI COSA? Ma grazie alla nuova legge approvata ieri, che sarà ratificata in via definitiva settimana prossima, la compagna della madre che partorisce il figlio verrà considerata a tutti gli effetti genitore del bambino, come avviene per il padre nelle coppie eterosessuali.
Se nel caso delle coppie eterosessuali, però, la legge per tutelare la donna e il bambino ha sempre poggiato sulla presunzione di paternità, le nuove norme approvate ieri stabiliscono qualcosa che non esiste e non può avvenire, non potendo un bambino essere generato da due donne.

GAY DISCRIMINATI. La legge non vale per le coppie omosessuali maschili, dal momento che il Belgio non ha ancora legalizzato la pratica dell’utero in affitto e per questo c’è già chi parla di «discriminazione delle coppie gay». Un controsenso, se si pensa che per approvare la norma i parlamentari hanno posto l’accento sulla lotta alle disuguaglianze: «Le coppie hanno sofferto psicologicamente di questo mancato riconoscimento. Nessun genitore, biologico o meno, è secondo all’altro. Non c’è un genitore numero uno e la filiazione omosessuale non può che migliorare il benessere e il funzionamento della coppia e della famiglia».

LEGGE NEGA LA REALTÀ. Questa soluzione «è ugualmente importante anche per il nascituro, che così non percepirà la disparità dei suoi due genitori. Questo riconoscimento è simbolico e permette alla coppia di rassicurare il bambino». Per sapere se il bambino si sentirà rassicurato a vedersi negare un padre non solo nei fatti ma anche sulla carta bisognerebbe chiederlo a lui. Ma che questo riconoscimento sia simbolico è vero, perché sancisce ufficialmente che oggi il diritto positivo può a colpi di maggioranza rendere vero il falso e reale ciò che non esiste.

@LeoneGrotti

 

Articoli correlati

13 commenti

  1. Ale

    Dovrebbe essere concessa la possibilità di adozione anche per single almeno il bimbo sa che quello è il suo genitore. Naturalmente concessa solo a chi è in grado di fare da genitore sia esso eterosessuale o omosessuale. Anche se non amo parlare delle persone in termini di tendenze sessuali. Comunque penso che un bimbo stia meglio anche con un solo genitore piuttosto che in un istituto. Se sono una coppia tanto meglio sia di un tipo che dell’altra. Il discorso dell’utero in affitto sta alle coscienze evitare ma ci sono persone che si offrono anche fuori dei paesi europei e se uno ha i mezzi e lo vuole fare non c’è nazione che possa impedirlo. Penso che siano “SEMPRE” esistititi gli uteri ed ovaie o sperma in affitto e dice che anche uno degli ultimi RE d’Italia Non era figlio del re e della regina che ufficialmente sono strati genitori..con buona pace di tutte le Belle coscienze del tempo. I genitori non hanno diritto al figlio ma se hanno una relazione stabile, una stabilità emotiva ed economica per garantire al figlio una crescita serena non vedo dove stia il problema. Se uno dice che oggi ci si divide facilmente e questo pone a rischio la stabilità emotiva del bimbo concordo ma questo vale sia per etero che per gay. Forse e dico forse i gay talvolta tardano a trovare un equilibrio con uno/una stessa/o compagno/a e per questo dovrebbero essere sicuri entrambi del passo che compiono o comunque concedere ai single la possibilità di adottare e lasciare fuori casa i vari fidanzati finché non si è trovato quello giusto per la vita familiare con un figlio. Ma penso che se una persona e’ adulta e responsabile verso il figlio questo lo fa già indipendentemente che sia etero o gay e questa e’ solo propaganda per far parlare di fatti altrui. Non sono Ale del primo post..

  2. Cisco

    Il “bello” poi sarà capire come reagiranno i bimbi – cui adesso i gay pare assegnino dei diritti, dopo averli resi orfani di madre – nel caso di una coppia bisex formata da donne, in cui magari una si risposa con un uomo, che poi magari cambia sesso e affitta un utero indiano low cost per produrre un altro infante (pieni di diritti, of course, ma tranne quelli che vorrebbe lui) perché nel frattempo la moglie/compagna e’ in menopausa. Non vorrei essere, oltre che nei panni di quei bambini, neanche i quelli degli avvocati divorzisti.

    1. Giovanni

      Scusate non capisco lo scandalo, il punto è che l’impegno a generare un bambino di una coppia gay che ricorre all’eterologa viene equiparato alla gravidanza naturale. Come succede nelle coppie etro del resto. L’uomo che non ha potuto usare i suoi spermatozooi o la donna che non ha potuto usare il suo ovulo sono comunque considerati genitori a tutti gli effetti. Non possono un domani tirarsi indietro con la scusa che i gameti non sono i loro.

      Se ti prendi l’impegno di crescere un pupo te lo prendi per sempre, tecniche di fecondazione artificiale o no. Il maschio sterile e la donna di una coppia che ricorre all’eterologa sono concettualmente sullo stesso piano, si son presi l’impegno di crescere un bimbo che non è loro discendente biologico, nessuno li ha obbligati, sapevano quel che facevano e ora sono impegnati per sempre.

      Questa elementare tutela del bambino ora è stata estesa alle coppie lesbiche, l’adozione si può ritirare la paternità no .

      Il caso proposto da Cisco non è poi così difficile, se uno ha deciso di avere un figlio con una donna tramite fecondazione eterologa resta suo padre, qualunque cosa faccia dopo. Gli avvocati che si occupano di diritto societario affrontano casi più complicati.

      1. Fran'cesco

        Ecco, riflettiamo sulla frase “ha deciso di AVERE un figlio”…

        1. filomena

          @Francesco,
          Appunto riflettiamo sulla parola “ha deciso di avere un figlio”. Questo vale anche per le coppie etero visto che crescere un figlio é una responsabilità e un impegno, si presume che alla base ci sia una decisione consapevole di mettere al mondo una persona. Poi succede di tutto anche senza una precisa volontà ma concorderai che se vogliamo parlare come piace a voi della situazione ideale, ci sono molte più probabilità che quel figlio sia accettato se era stato cercato e non capitato perché semplicemente non si usavano precauzioni.

          1. Fran'cesco

            FIlomena, vedo che (hai fatto finta di) non hai colto la mia provocazione sul “possedere” il figlio…

          2. filomena

            OK scusa, veramente non avevo capito che era una provocazione cioè avere nel senso di possedere. In questo caso concordo con te i figli non si posseggono, sono persone. Ribadisco però che siamo noi che decidiamo di farli nascere.

          3. Giannino Stoppani

            Al massimo tu decidi di non farli morire.
            Visto che non esiste un interruttore per fare figli, farli nascere, in ultima analisi, non dipende da te, ma da Dio, o se preferisci, dal “caso”.
            Fattelo spiegare dal tuo ginecologo.

          4. Fran'cesco

            Guarda, a me “decidiamo di farli nascere” fa molta paura. Mica ci sostituiamo a Dio (a alla natura, dirai tu).
            Anche perche’ senno’ e’ un attimo dire “decidiamo di farli morire” (ed e’ anche materialmente molto piu’ facile).

      2. Cisco

        Caro Giovanni, lo “scandalo” – ma chi si scandalizza più ormai? – infatti è nell’eterologa.

  3. Emanuele

    …fatemi capire… Supponiamo che due lesbiche “abbiano” un figlio. Dopo 6 mesi si separano (capiterà anche a loro, no?), poi la madre vera del pupo si risposa… Il filgio sarà cresciuto dalla madre e dalla nuova compagna, ma legalmente sarà vincolato per sempre alla prima compagna della madre…

    Quindi, non solo non vale più la paternità biologica, ma neppure conta più chi si prende cura del bambino… La donna che accidentalmente si trova presente quando la madre partorisce sarà equiparata alla madre naturale.

    Non c’è dubbio, un grande vantaggio per la stabilità psicologica del bambino…

  4. ale

    MA COME C….O STANNO ??!!! Esasperanti “questi” e “queste” omo! Basta! Sotterratevi!

    1. domenico b.

      Alida Vismara, sono d’accordo con te: se non ci fossero di mezzo dei bambini ci sarebbe solo da ridere…
      E viene freddo al cuore se poi pensi che in belgio è prevista l’eutanasia per I bambini, e se una delle due “madri” comincia ad essere gelosa chissà cosa metterà in testa al suo “figlio”.

I commenti sono chiusi.