Belgio, eutanasia minorile. «L’obiettivo non sono tanto i bambini, ma tutte le persone improduttive»

Di Benedetta Frigerio
20 Settembre 2016
Intervista a Carine Brochier, tra i direttori dell’Ieb: «Il caso è stato montato ad arte. L'obiettivo della campagna mediatica è accrescere la domanda eutanasica»

suicidio-assistito-eutanasia-shutterstock

È stato presentato (erroneamente) come il primo caso al mondo di eutanasia su un minore, permesso da una legislazione unica nel suo genere. Eppure l’episodio «pare montato ad arte». Solo qualche giorno dopo, infatti, «quando ormai tutti pensavano che fosse stato un bambino a chiedere l’eutanasia, si è scoperto che a domandarla era stato un quasi maggiorenne». A commentare a tempi.it la vicenda che in poche ore ha valicato i confini del Belgio è Carine Brochier, tra i direttori dell’Istituto di bioetica europeo.

A questo primo caso pensa che ne seguiranno altri?
Questo caso è davvero stano. La notizia è uscita come se si trattasse del primo bambino a richiedere la morte e solo ora, dopo essere passato così nell’immaginario di tutti, si scopre che il protagonista era un ragazzo che stava per compiere 18 anni. Come mai? Era necessario un episodio, perché sebbene l’eutanasia sui minori in Belgio sia permessa da oltre due anni finora non c’era stata alcuna domanda. Anche se i numeri, in generale, sono aumentati vertiginosamente da quando l’eutanasia è legale: nel 2003 la richiesero in 235 nel 2013 eravamo già a 1.816 richieste.

Perché montare un caso simile se la legge permette già tutto?
I dati dimostrano l’inutilità della norma, che fu approvata senza alcun dibattito come risposta a un problema urgente. La mancanza di altri casi svela che dietro alle spinte legislative non c’è alcuna domanda da parte della società. Una verità confermata anche dai Paesi Bassi, dove gli episodi che coinvolgono i minorenni, a dieci anni dall’introduzione dell’eutanasia infantile, sono solo cinque. Mi pare evidente che l’obiettivo della campagna mediatica sia quello di accrescere la domanda eutanasica attraverso l’incremento dell’offerta.

Nonostante la legge, le richieste da parte dei minorenni restano praticamente inesistenti.
Non serve che la legge sia applicata, basta che ci sia. E non serve che si tratti davvero di un bambino o che i casi siano molti, ne basta uno per mutare la mentalità. L’obiettivo non sono tanto i bambini, ma tutti coloro che sono improduttivi: se si accetta l’idea che un piccolo innocente possa essere ucciso, a maggior ragione è ammissibile l’omicidio dei malati, degli anziani, dei dementi. Il tentativo è quello di spingere le persone improduttive a chiedere di essere uccise. Non a caso aumentano gli anziani che ormai ragionano così: “Se per tutti sono un peso, se rappresento solo un costo, allora meglio togliersi di mezzo”.

Ottenuto questo, non resta più niente da ottenere.
Purtroppo ci sono altri step. Il prossimo sarà l’eutanasia come diritto, per cui verrà cancellata l’obiezione di coscienza di medici e infermieri. Molti di loro temono e testimoniano una pressione crescente in questo senso. Ci avviciniamo al totalitarismo vero e proprio.

Addirittura?
Questo ultimo caso rappresenta solo un piccolo tassello di un puzzle enorme per cui lo Stato deciderà chi deve vivere e chi no, a seconda della produttività e dell’efficienza del cittadino. E nei Paesi Bassi sta già accadendo che i medici si sentano in obbligo di uccidere, tanto che alcuni di loro stanno provando a reagire.

Nessuno in Belgio di fronte a quest’ultimo fatto ha protestato o avuto ripensamenti?
Sono anni che la macchina mediatica fa leva sul sentimentalismo. La gente ormai è abituata a giudicare in base alle sensazioni. È diffusissima la mentalità per cui l’eutanasia è la risposta alla sofferenza che va debellata. Questo modo di ragionare è cieco, infatti non vede il paradosso: per cancellare la sofferenza si cancella il malato che si dice di voler aiutare. La risposta ragionevole alla sofferenza resta solo una: l’accompagnamento di chi soffre e l’alleviamento delle sofferenza, anche attraverso le cure palliative oggi sempre più evolute.

In Italia le pressioni per la legalizzazione dell’eutanasia crescono. Naturalmente si parla di una legge che la permetta solo in casi eccezionali. Lei cosa direbbe ai legislatori italiani?
Che quando sei nel tuo salotto e lasci la finestra socchiusa, se c’è il vento la finestra si aprirà sempre di più. Allo stesso modo se ammetti anche un solo caso di eutanasia legale, la via non potrà che essere l’estensione totale della pratica, perché se la vita diventa giuridicamente disponibile non avrai più basi legali per giustificare la presenza di limiti. Il Belgio lo dimostra: nel 2002 la norma era rigida ed era limitata ai “casi eccezionali”, oggi siamo davanti alla più totale mancanza di controllo sulla sua applicazione (si veda quest’ultimo caso di cui non si sa quasi nulla, né le condizioni mentali del diciassettenne, né l’opinione della sua famiglia in merito). E così, se in principio l’eutanasia era presentata come un’eccezione, oggi siamo quasi all’obbligo di praticarla.

C’è ancora speranza?
Si può sperare negli uomini e nelle donne pronti ad opporsi, nei medici e negli infermieri che si rifiutano di piegarsi a uno Stato che li vuole esecutori di morte.

@frigeriobenedet

Foto siringa da Shutterstock

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37 commenti

  1. Se77e

    Leggo che ci sono lobby che vorrebbero applicare l’eutanasia indiscriminata (e cosa ci guadagnerebbero queste lobby?) e che non c’è nessuna fretta o necessità nell’approvare una legge che prenda in considerazione i casi dei minorenni in quanto in questi anni sarebbero stati “solo” 5.
    Ora, che un “esperto” rilasci tali dichiarazioni lascia molto perplessi, quali sono queste lobby e forse “pochi” casi non sono importanti? Non convinto della sincerità di queste parole sono andato sulla pagina dell’ Istituto di Bioetica Europeo che trovandosi a Bruxelles immaginavo dipendesse dall’UE, invece no… sebbene in nessun momento si menzioni, è un istituto privato formato da politici, medici e sacerdoti cattolici.
    Dico questo per far notare che non c’è peggiore forma di affrontare questi temi che farlo da un punto di vista estremamente ideologizzato, con l’aggravante oltretutto di non rendere pubblica la propria ideologia e avendo pure il coraggio di parlarci del gioco sporco di fantomatiche lobby. Insomma… credibilità zero.

    1. felpa

      Caro mio, le lobby esistono veramente, mentre certamente non esiste ne un bisogno, né un diritto all’eutanasia, pratica che è una contraddizione in termini, perché pensa di risolvere il problema della malattia eliminando il malato, infiliggendogli la sofferenza suprema proprio mentre dichiara di volerne fuggire. Una mentalità eutanasica alla lunga frena pure la scienza, poiché riduce lo stimolo a cercare nuove cure tagliando di netto il problema.

      1. Se77e

        “…non esiste un bisogno … perché pensa di risolvere il problema della malattia eliminando il malato”
        Ma siamo su Candid Camera o cosa? Altrimenti la prego di spiegarmi questo ragionamemto, perchè per tanto sforzo che faccia, mi è impossibile afferrarlo.

      2. Se77e

        E riguardo le lobby, cosa mi dice dell’Istituto di Bioetica Europeo o, se le è più comodo, dell’Institut Européen de Bioéthique?

        1. lucillo

          smettila, signorina , hai scocciato con queste tiritere,
          non è forse vero che il malato non si cura uccidendolo ?
          quando, a breve, toccherà a te, vedrai che il ragionamento lo capisci, accidenti se lo capisci
          un conto la tastiera, un conto quando ti potranno far sloggiare in tutta legalità e manco un cane che si dispiaccia, nonna dei miei stivali

          1. Pierangelo

            Se esistesse una cura per i malati terminali non si chiamerebbero “terminali”, lapalissiano, no?

        2. felpa

          Il suicidio è sempre esistito, ma non è mai stato un bisogno, casomai una grave mancanza di chi doveva vigiliare accanto al fratello sofferente. E i bioeticisti nella UE contano meno di zero, e di preti in quell’istituto ce ne sono meno di 0. Ci sono, invece, tanti laicisti che contribuiscono ad indebolirlo.

          1. Pierangelo

            Sono andato anch’io sul sito e di preti ce ne sono, non raccontare quindi frottole (frere, in francese significa “fratello”, dico bene? e una persona vestita di nero con un colletto bianco è un prete, dico bene?)

          2. Eremita

            Resta da capire su quale sito lei sia finito. Quello della Ue o quello dell’Istituto di bioetica europeo. 🙂

  2. Se77e

    Buongiorno, ho notato che è la seconda volta che la vostra testata ha pubblicato quest’intervista, quindi vorrei aggiungere una mia riflessione, già resa nota in un altro blog.

    E’ vero che davanti alle maggiori opzioni offerte da una tecnica in continuo sviluppo le possibilità di commettere errori aumentano, ma non è rimanendo ancorati al passato che si risolvono i problemi, anzi… i maggiori danni li fa l’immobilismo, cioè il non volere dare risposte in tempi ragionevoli alle questioni che pone una società in continua evoluzione.

    Riguardo il caso del diciassettenne belga è emblematica la dichiarazione rilasciata da un membro dell’Istituto di Bioetica Europeo e rimbalzata su vari media, dove afferma che ci sono lobby che vorrebbero applicare l’eutanasia indiscriminata (e cosa ci guadagnerebbero queste lobby?) o che non c’è nessuna fretta o necessità nell’approvare una legge che prenda in considerazione i casi dei minorenni in quanto in questi anni sarebbero stati “solo” 5.
    Ora, che un “esperto” rilasci tali dichiarazioni lascia molto perplessi, quali sono queste lobby e forse “pochi” casi non sono importanti? Non convinto della sincerità di queste parole sono andato sulla pagina dell’ Istituto di Bioetica Europeo che trovandosi a Bruxelles immaginavo dipendesse dall’UE, invece no… sebbene in nessun momento si menzioni, è un istituto privato formato da politici, medici e sacerdoti cattolici.
    Racconto questo per dire che non c’è peggiore forma di affrontare questi temi che farlo da un punto di vista estremamente ideologizzato, con l’aggravante oltretutto di non rendere pubblica la propria ideologia e con il coraggio di parlarci del gioco sporco di fantomatiche lobby…
    Sul fatto invece che non ci sia peggior forma per risolvere un problema che affermare: “non c’è fretta” o: “la società non ha questo bisogno”, penso che siamo tutti d’accordo che tale idiozia non merita nemmeno essere commentata.

  3. felpa

    Ma vergognati.

  4. Carolina

    Io trovo deludente e vergognoso che tanta gente (non tutta) a sinistra o laica si identifichi con le parole d’ordine “aborto, divorzio e fine vita”. Perché non “amore, famiglia, bandiere rosse al vento (eventualmente), figli, soddisfazioni, solidarietà” non so anche un misto di egoismo e altruismo, non siamo perfetti, ma non riunirsi sotto la tragicità ed essere convinti di essere dei gran fighi.

    1. Menelik

      Tra aborto, divorzio e fine vita ti sei dimenticata la droga, altro cavallo di battaglia della nuova sinistra, quella intellettuale, non quella dei falce e martello, cioè quella operaia.

      1. Carolina

        la droga è quella cosa su cui si sbattono fior di medici e intellettuali antiproibizionisti magari dicendo anche qualcosa di interessante, salvo poi essere battuti di gran lunga dai militanti che li hanno adottati come guru, che alla prima manifestazione di piazza si strafanno di ogni genere di canna (ovviamente comprandola da quegli spacciatori che a detta loro coinciderebbero perfettamente con la gente al governo). ma guarda che non voglio arrabbiarmi, noto solo che su certe cose la sinistra è masochista. farsi vedere tutti fumati dai giornalisti a una manifestazione (anche antiproibizionista) vuol dire screditarsi completamente infatti. quindi è masochismo. una categoria mentale. non un problema politico. 🙂

        1. Io fumavo notizie di politica.. Adesso solo per lavoro. Nel tempo libero sono astemia e non fumo. 🙂

    2. Quercia

      Mah…cara Carolina credo dipenda dal fatto che un’ideologia mortifera, anche se nascosta dietro belle e condivisibili parole quali libertà/amore/diritti/uguaglianza ecc, non può che dare frutti simili alla sua radice.

      Per esempio: ti par normale che si difenda strenuamente la libertà di espressione (cosa giusta) e poi chiunque metta in discussione le politiche abortive o lgbt venga aggredito in piazza? il tutto di fatto giustificato dall’intellighenzia dominante?

      Il problema è: perchè continuiamo a cascare nel tranello di chi urla “libertà libertà” e poi produce certi risultati?
      Il 900 è un esempio lampante e freschissimo. Anche il 2000 però..diciamo che sta iniziando “bene”, da questo punto di vista.
      Chissà cosa diranno gli studenti nel 2103, del secolo 00.

  5. Francesco

    Per avere un quadro più completo della questione forse converrebbe intervistare qualche membro non cattolico dell’Istituto di bioetica europeo.
    La frase comunque: “non c’è alcuna domanda da parte della società” fai il paio con quella detta nel caso delle unioni gay: “ci sono problemi più urgenti da risolvere”. Tali scuse indicano solo una mancanza di argomenti da parte di chi si oppone.

    1. felpa

      Falso. Si stanno inducendo, tramite campagne mediatiche pilotate, i governi a rispondere di agende mortifere, sterilizzanti, completamente avulse dai reali bisogni della gente. Esemplare il caso Roma: celebrare unioni civili viene messo prima del risolvere la corruzione endemica ed I gravi problemi delle periferie.

      1. Francesco

        Grazie per darmi ragione: “celebrare unioni civili viene messo prima del risolvere la corruzione…”
        Esattamente come ho detto io. Ed è inutile ora spiegare che celebrare qualche unione civile in una città come Roma togli risorse alla lotta alla corruzione o al risanamento delle periferie. I vostri argomenti stanno a zero, esattamente come ho affermato nel mio commento precedente.

        1. felpa

          Non toglie risorse. È semplicemente un orpello inutile, che tenta di rendere normale ciò che rimane innaturale, quando ci sono problemi veri da risolvere. Inoltre, aggiunge un problema sociale in più.

  6. Ariele

    “Amate dunque la sofferenza e la mortificazione, come mezzi di espiazione in un primo tempo, di santificazione poi, e lodate il Signore che vi concede di offrire un sacrificio continuo, più eletto di quello di offerte materiali di denaro o di doni simili agli arieti e ai vitelli dell’antica Legge.”
    Dal libro di Azaria di Maria Valtorta, mistica cattolica.

    1. Menelik

      Non c’entra un fico secco una frase del pensiero di una mistica in tutt’altro contesto ed estrapolato a metro di giudizio esteso a tutti.
      Qui si discute di introdurre l’eutanasia come mezzo di sbarazzarsi di persone giudicate inutili.
      Un progetto del genere l’hanno messo in pratica i nazisti prima della II guerra mondiale, tanto per chiarire di cosa stiamo parlando.
      I popoli cristiani sono stati i primi a sviluppare le tecniche analgesiche su basi scientifiche…..in epoca medioevale, in ambiente monastico, dove gli speziali erano dei monaci che praticavano l’arte dell’estrazione di sostanze farmacologicamente attive, spesso riorganizzando e migliorando tecniche già in uso presso i Romani.
      E’ una grande mistificazione affermare che nel Cristianesimo vige il principio che si deve soffrire e non si deve fare uso di analgesici.
      E’ che oggi si vuole arrivare ancora (dopo il nazismo) all’eugenetica eliminando gli uomini “sbagliati” e si cerca di arrivarci mediaticamente ingannando l’opinione pubblica con l’eutanasia di casi inizialmente estremi, poi comuni come la semplice vecchiaia.
      Infatti, in una nazione diseredata e socialmente scassata come la Svezia (che ha già un tasso di suicidi superiore al resto del mondo o quasi), un vecchio solo cosa altro potrebbe fare, senza vita sociale, sentendosi un peso inutile, e abbandonato a sé stesso, solo come un cane?
      Bel progresso !!!!
      Mille volte meglio la nostra Italietta, in confronto a loro siamo signori, e ti sarà sufficiente andare in qualunque centro anziani paesano per rendertene ampiamente conto.

    2. Ariele

      Sarei io la “trollona malefica”?
      Perché?
      Perché ho espresso un’opinione discorde ove per altro ho pure riconosciuto le criticità della legge?

      1. Ariele

        Ah, ecco, allora mi pare il caso di articolare meglio il mio pensiero, che difficilmente tende ad allinearsi con le “fazioni” di questo particolare campo di battaglia.
        Ad esempio, mi pare di aver letto che la legge concede l’eutanasia per i minori di tutte le età, ma prevede, se non ricordo male, una qualche forma di consenso.
        Ma il minore, in quanto tale, non ha capacità giuridica, e perciò che consenso può dare?
        Mi pare una cosa giuridicamente fallace, ma io non sono un’esperta.
        Io sono favorevole alla libertà individuale, ma non alla sopraffazione dei deboli.
        E scusate tanto se ho disturbato la rissa.

        1. felpa

          Volevo dire al circolo Pickwick della morte che citare una mistica non riconosciuta e molto discussa non è un’argomentazione.

          1. Ariele

            E’ la prima cosa che ho trovato cercando su google. Se vuole che mi impegni di più…
            Ma davvero qui si nega che la sofferenza abbia un valore di espiazione e santificazione in vista dell’aldilà?
            Io sono per la libertà di scelta senza imposizioni.
            Per “imposizioni” intendo pure quelle dei parenti.

          2. felpa

            No, qui non si nega che sopportare con fede la sofferenza sia in qualche modo meritorio per l’aldilà. Non ci piace soltanto che questo venga confuso con le esagerazioni pseudomistiche da cilicio, come se rappresentassero la mistica cattolica tout court.

          3. daniele

            Non nominare il cilicio, Felpa, che la signorina ci ha inondato di lenzuolate e lenzuolate su questo tema, peggio di quanto ha fatto nelle vesti di micheleL con gli autorevoli studi.E dire che dare un senso alla sua sofferenza le servirebbe, invece che non raccapezzare nulla di quello che vive, soffrendo ancora di più.
            Dico io, una persona che non può godere praticamente nulla della vita e non fa che parlare di quanto sia sbagliato non avere limiti nel godimento, c’è da impazzire.
            Stare alla finestra a vedere quanto si divertono tutti gli altri e tu , che hai come valore supremo il divertimento, che trascini le giornate nella noia più assoluta, da film horror.

          4. Ariele

            Sono capitata su questo sito rimbalzando dalla pagina facebook di una mia amica.
            Infatti generalmente mi interesso di cucina e pertanto sono qui per puro caso.
            Ho osato esprimere le mie idee in divergenza dalla tesi dell’articolo, ma non sono né la trollona né questo tale Michele, ma, soprattutto, non sono più “signorina” da un pezzo visto che oramai sono nonna.

          5. Ariele

            Dov’è finito il mio cardo?

  7. Ariele

    Abbiamo assistito alla ennesima puntata della sceneggiata millenaria sulla fissazione dei cattolici per la sofferenza come espiazione dei peccati, che li fa giungere senza sforzo a vette sempre più elevate di crudeltà disumana.
    Le criticità di certe iniziative non si possono negare, ma il principio di libertà che le muove deve prevalere su una visione dogmatica del bene altrui.

    1. Sebastiano

      No, abbiamo assistito alla ennesima puntata della sceneggiata laicistico-razionalista sulla panzana della (pseudo)libertà, che alla fine delle chiacchiere riguarda la libertà di eliminare chi è scomodo.
      Che sia il vecchietto “inutile”, o il giovane sofferente o, come era già, il bambino indesiderato in arrivo, tutto appartiene alla stessa logica: l’essere padroni della vita altrui.

    2. felpa

      Ariele, per noi cattolici la sofferenza espiatrice è stata una sola, sufficente ed universale. Ed è molto più importante il mattino di Pasqua, che dà il senso anche al Venerdi Santo.

    3. nicola

      alla ridicola favoletta anticattolica della sofferenza che “farebbe espiare i peccati” ormai credono solo ottuse brutte copie di anticlericali ottocenteschi, piuttosto leggiti con attenzione l’intervista, il ragionamento non fa una piega

    4. giuliano

      per Ariele. Spero che arriverà il giorno in cui la giustizia chiederà conto anche a te, e una bella iniezione letale non ti venga negata

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