Belgio, donna cambia sesso ma soffre perché si sente un «mostro»: approvata la richiesta di eutanasia

Di Redazione
02 Ottobre 2013
Il terribile racconto di Nancy (in seguito Nathan) Verhelst che dopo l'operazione era «disgustata di me stessa». I medici hanno ritenuto la sua sofferenza «insopportabile» e l'hanno uccisa con l'eutanasia

Cambiare sesso a 42 anni le aveva procurato una «sofferenza psicologica insopportabile». Così i medici belgi hanno accettato la richiesta di Nancy Verhelst, diventata Nathan, di ricorrere all’eutanasia a pochi mesi dall’operazione chirurgica di costruzione del pene.

IL CAMBIO DI SESSO. «Ero la ragazza che nessuno voleva», ha spiegato Verhelst al giornale fiammingo Het Laatste Nieuws prima della sua morte. Quando era piccola «i miei fratelli erano coccolati, io invece ho ottenuto come camera da letto un ripostiglio sopra il garage. “Se solo tu fossi stata un ragazzo”, si lamentava mia madre». Questo avrebbe spinto Nancy a fare una terapia ormonale a 42 anni, seguita da una mastectomia e da un’operazione di chirurgia per la “costruzione di un pene”.

NON VOGLIO ESSERE UN MOSTRO. «Nessuna di queste operazioni è andata come volevo», ha insistito Verhelst. «Ero pronta a festeggiare la mia nuova nascita», «ma quando ho guardato allo specchio, ero disgustata. Il mio petto non corrispondeva alle mie aspettative e il mio nuovo pene ha avuto sintomi di rigetto. Non voglio essere un mostro», ha concluso.

SOFFERENZA INSOPPORTABILE. Il supervisore dell’eutanasia della donna belga, il medico Wim Distelmans, ha dichiarato che «la scelta di Nathan Verhelst non ha nulla a che fare con la fatica della vita. Ci sono altri fattori che indicavano che era in una situazione incurabile, con sofferenze insopportabili». Una sofferenza insopportabile che porta all’eutanasia, sostiene il medico, «può essere sia fisica che psicologica. Si trattava di un caso che soddisfa perfettamente le condizioni richieste dalla legge». Prima che la sua eutanasia fosse approvata, Verhelst ha avuto sei mesi di consulenza psicologica, ha raccontato il medico.

ABUSI DELLA LEGGE. Quello di Verhelst è solo l’ennesimo caso di eutanasia a far discutere il Belgio e a dimostrare che la legge è stata allargata in modo tale che tutti possono accedervi, non solo chi è affetto da malattie incurabili. Il concetto di “sofferenza insopportabile”, infatti, è stato ritenuto soggettivo. Ora il Parlamento sta valutando di estendere la “dolce morte” anche ai bambini, nonostante sia stato dimostrato che la legge viene abusata in continuazione. Inoltre, nel 2012 il paese ha registrato un numero record di casi: 1.432, in crescita del 25 per cento rispetto all’anno precedente.

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41 commenti

  1. noemi

    Ma neanche la transessualita’ anzi chi diventa trans e poi si opera sa quello che vuole da tt i punti di vista

  2. Italo Sgro'

    Purtroppo, Pietro, credo che radicali e nichilisti vari puntino a ottenere l’eutanasia “on demand”, a semplice richiesta, senza nemmeno motivare e pretendono ovviamente che ci sia qualcuno che deve fornire questo servizio funerario.

  3. Italo Sgrò

    Grossa responsabilità si è assunta nella triste vicenda della figlia quella madre che le diceva: “magari tu fossi un ragazzo”. Queste frasi hanno effetti devastanti sulla psiche dei figli in via di formazione e la dicono lunga sulla genesi di certe tendenze. Ma probabilmente gli ideologi del gender ritengono del tutto corrette queste frasi: se, infatti, il genere è frutto di scelte culturali, perché impedire alla madre di influenzare “culturalmente” l’orientamento sessuale dei figli?

    E grande responsabilità si assumono anche quei “medici” che mutilano e sfigurano i corpi dei pazienti con devastazioni peggiori di uno stupro.

    E Bifocale starà riflettendo? Difenderà la libertà di eutanasia a costo di sminuire quella di passare allegramente da un sesso all’altro? O farà il contrario? O ammetterà che l’ideologia del gender e la sua matrice relativista e nichilista sono pura follia?

    1. Remo

      Povero Sgrò, non capisci neanche la differenza tra orienamento sessule e sentirsi dell’altro sesso.
      Quanto al fatto delle influenze della madre mi permetto di dubitare che questa possano aver avuto un gran peso, visto che nella maggior di persone affette da disforia di genere questa si manifesta fin da bambini.

      1. Italo Sgrò

        Povero Remo, non capisci neanche la differenza tra maschio e femmina, che disgrazia! E non capisci nemmeno la fondamentale importanza dell’educazione e dei messaggi che i genitori comunicano ai propri figli nel periodo della formazione.

        1. Giovi

          Editoriale di Donna Moderna di questa settimana: la direttrice si lancia in una descrizione entusiastica di un transessuale che nelle giornate della moda di non so dove se ne va in giro in minigonna, con quelle gambe lunghe, con una rara eleganza, ricevendo solo elogi e conclude affermando quanto siano assurde le differenze di genere. Tra le righe, forse, risulta una certa malinconia di questo poverino, ma tanto tanto tanto glamour, come si parlasse di un manichino, non di una persona in carne ed ossa.

        2. Remo

          Che infantilismo: pure gli interventi pappagallo perché non sai come risondere. A differenza tua io le differenze le conosco bene e tra maschio e femmina, e tra orientamento e identità di genere; se tu che citi a capocchia di cane l’orientamento sessuale “influenzare “culturalmente” l’orientamento sessuale dei figli” in una articolo che tratta di transessualità.
          Sul testo, poi, stendiamo il solito velo (im)pietoso

          1. Bifocale

            Gli interventi di Sgro’ sono ormai allucinanti e rivelano tutta la sua suprema ignoranza su questi argonenti, da quello che scrive (a parte sciocchezze senza fondamento, come quella dell’educazione dei genitori, come se avesse qualcosa a che fare con l’orientamento sessuale di ciascuna persona) si vede chiaramente che non capisce neanche la differenza tra l’essere omosessuale ed essere transgender.

          2. Italo Sgrò

            Le corbellerie di Bifocale sono ormai universalmente note su queste pagine. Ultima in ordine di tempo quella sull’irrilevanza dell’educazione nello sviluppo della personalità dei figli, in tutti gli aspetti, compresa quindi la sfera sessuale. Si vede poi chiaramente che non ha capito nulla di quello che ho scritto e ha aggiunto l’ennesima stupidaggine da analfabeta in materia.

          3. Gmtubini

            Suvvia Italo, non infierire: il povero Bifocale è convinto che basti fare delle affermazioni col tono vagamente autoritario di chi le fa cadere dall’alto di una supposta competenza perché la gente le consideri automaticamente veritiere senza prendersi la briga di verificare.
            E’ una tattica che ha faticato tanto per imparare dai suoi capoccioni, non me lo deludere, fai un’opera buona.

          4. Rita

            !!per fortuna non sono tua figlia!e speriamo tu non ne abbia….altrimenti poveri infelici!

          5. Italo Sgrò

            Che dire, Rita, meno male che non sono tuo padre. Ovviamente un padre tu lo hai e dico che deve essere un uomo estremamente paziente e ricco di spirito di sopportazione.

          6. Italo Sgrò

            Che puerilità somma: anche la ripetizione a pappagallo delle stesse sciocchezze già dette senza entrare nel merito delle confutazioni. Io le differenze le conosco benissimo, a differenza di quanto dimostri tu nella tua ignoranza crassa, soprattutto dove sproloqui sull’irrilevanza dell’educazione nella sfera sessuale dei figli.

            Ma hai ragione: stendiamo un velo pietoso sulle tue dabbenaggini, che continui a moltiplicare a sprezzo del ridicolo.

          7. Pietro

            Caro Italo non posso che essere stra-d’accordo con te! Ancora mi risulta incredibile come si possano non solo dire ma pure scrivere certe idiozie come il fatto che nello sviluppo psico-sessuale dell’individuo il ruolo genitoriale sia irrilevante. Evidentemente certa gente è a sua volta vittima di una mancata presenza educativa da parte di genitori che non hanno saputo insegnare l’onestà di pensiero. Lasciamo perdere poi come in tutto questo “dibattito” di opinioni si stia perdendo di vista il vero cuore della vicenda che voleva portare all’attenzione questo articolo, ovvero il fatto che in un paese civilizzato (almeno sulla carta) l’eutanasia stia diventando pratica di omicidio su libera richiesta accessibile praticamente a tutti, perfino ai bambini. Ma dico ci rendiamo conto di quali mostruosità ci stiamo rendendo complici noi “avanzati” occidentali? Aspetto con ansia l’apertura di qualche Paese anche al diritto di commettere omicidio, stupro, furto e chi più ne ha più ne metta. “Il sonno della ragione genera mostri”? Allora abbiamo preso tutti una cassa di sonniferi!
            Grazie ancora dei suoi interventi.

          8. giovi

            Mi pare di ricordare che l’energumeno Alex Galvani ( caro Italo , egli non è più tra noi, ma forse sì ) aveva ipotizzato proprio su questo sito il metodo di fare finta di volere un dialogo con quegli idioti di cattolici sulla questione omosessuale, per poi mollare un bel ceffone, più o meno metaforico e sentirli piagnucolare in seguito all’aggressione .
            Questi tizi multipli usano lo stesso sistema, si presentano come pecorelle della causa gay, ma in breve passano alle offese e agli insulti personali.
            Ora hanno preso di mira Italo, in passato tanti altri, alcuni veramente hanno pianto, devo ammettere che essere tacciata di essere una ubriacona o da ricovero non è piacevole da sentirsi, in riferimento poi a cose normalissime, ma secondo me il lato positivo è che l’umanità disastrata che ne viene fuori è significativa dell’ideologia disastrosa che propugnano.
            Coraggio Italo, sono riusciti a terrorizzare un industriale di lungo corso come Barilla, ma non vorrei essere nei loro panni nemmeno per un miliardo di dollari.
            ( e non sono i panni di omosessuale che aborro, tutto si può affrontare nella vita, ma quelli dei falsissimi e menzogneri, in totale malafede, attivisti gay )

  4. Italo Sgrò

    Grazie a Dio sono fermamente convinto che l’eutanasia sia moralmente illecita sempre e comunque, senza eccezioni. Altrimenti ci sarebbe la forte tentazione di chiederne l’applicazione alla sciagurata madre che diceva alla figlia “magari tu fossi un ragazzo” e ai “medici” che le hanno sfigurato il corpo con una devastazione peggiore di uno stupro.

    Seconda considerazione: i nostri amici omosessualisti si staranno consultando per commentare questo articolo? Sceglieranno di dirsi favorevoli all’eutanasia a costo di smentire la bontà della transessualità od opteranno al contrario per il principio “trans è bello” e dunque condanneranno l’eutanasia? O saranno conseguenti fino alla fine s ammetteranno che il relativismo e l’ideologia del gender sono pura follia?

    1. mike

      in effetti questa storia per loro sarà una spina nel fianco.

    2. simon

      E riapriamo questa conversazione chiusa un secolo fa (solo oggi ho scoperto l’esistenza di questo sito),spero invano che qualcuno mi leggerà.
      Qui la colpa di tutto è:della madre,che ha prodotto l’intolleranza della figlia verso se stessa;dei medici,che hanno fatto un’operazione male e a casaccio;di chi non ha seguito l’individuo nella sua scelta di vita;di uno Stato che considera gli umani oggetti e numeri,e prende alla leggera l’eutanasia.
      Ma secondo le opinioni di molti di voi che leggo,uno diverrebbe omosessuale per ‘colpa’ dei genitori. L’educazione ricevuta da piccoli orienta le nostre scelte,ma fino a un certo punto! Altrimenti tutti i figli di coppie sposate tradizionali sarebbero etero,e tutti i nati da famiglie ‘fricchettone’ sarebbero omosex,bisex e altro. E chiaro che l’omosessualità si palesa prima nelle famiglie ‘particolari’,ma l’individuo tende a conviverci fin dall’inizio e con pochi problemi.Le famiglie tradizionali non fanno nulla di male a meno che non siano omofobe o chiuse in ideologie primitive,ma in tutti i casi l’individuo impara ad accettare se stesso e la sua ‘anormalità’ attraverso vari gradi che possono comprendere depressione adolescenziale e scelte di vita sbagliate per se stesso..è inevitabile. Le tragedie si creano quando manca dialogo e collaborazione tra figli e genitori,come in questa tragedia,assecondata da uno Stato che ha perso rispetto e coscienza,il Belgio

  5. ciccio

    …e ancora stiamo a ragionà se sti gay stanno apposto con la testa. Vanno aiutati, punto. Chi dice che va tutto bene è solo un incosciente.

    1. picchus

      Guarda che qui l’omosessualità non c’entra niente, qui si tratta di disforia di genere, transessualità, ed è una patologia (riconosciuta da tutti come tale) che porta spesso pesanti sofferenze. Il punto è che sappiamo ancora molto poco di queste patologie e in generale delle problematiche legate all’identità sessuale per cui purtroppo aiutare queste persone è difficilissimo. Spesso i medici che se ne occupano sono degli apprendisti stregoni e non sanno neppure loro bene cosa fanno. Una triste triste storia.

      1. remoq

        veramente parlare solo di disforia di genere, anche se a capocchia, mi sembra riduttivo. Ha mostrato segni di disforia generica sia da donna che da uomo, partendo quindi solo da questo presupposto che mi rendo conto essere un dato più che parziale, mi azzarderei a parlare di disturbo bipolare di I° tipo con evidente EFM. Attenzione, ribadisco che il commento è solo per parlare.

        1. Picchus

          Non essendo uno psichiatra non azzardo diagnosi, semplicemente ho messo in evidenza che qui l’omosessualità non c’entra niente. Se vi era effettivamente (anche) un disturbo bipolare, ma immagino che i medici dai quali era in cura avrebbero dovuto diagnosticarlo, si tratta comunque di una patologia che va curata e tenuta sotto controllo nei limiti del possibili, non di una perversione o di una scelta bizzarra.

          1. remoq

            Concordo appieno che l’omosessualità non ha niente a che vedere con il caso in questione, come concordo che chi l’ha visitata avrebbe dovuto diagnosticare l’eventuale DB se presente. ripeto, il mio era un tentativo di approfondimento in quanto non vedo solo una una disforia di genere, sempre tenendo conto che lo si fa per parlare poichè altri indizi, o meglio cartelle cliniche od eventuali visite specialistiche prestate non sono menzionate nell’articolo.

      2. Italo Sgrò

        Resta da capire perché la transessualità sia una patologia e invece l’omosessualità una cosa bella. Poi son d’accordo che i medici spesso siano apprendisti stregoni e oltretutto sono fortemente condizionati dalle lobby, come quelle farmaceutiche e quelle gay.

        1. remoq

          Egregio Italo, la transessualità, o meglio disforia di genere, si presenta come patologia se presenta alcuni e comprovati sintomi. Ad esempio il soggetto si deve identificare persistentemente con individui del sesso opposto a quello biologico, tale condizione non deve essere un semplice desiderio (banalizzando l’espressione desiderio), deve esistere una condizione persistente di malessere che inficia o compromette le normali relazioni interpersonali o lavorative, la persona non deve presentare iperplasia surrenale o altri disturbi biologici, insomma essere di per se stesso biologicamente un intersessuale. L’omosessualità, bella o brutta che sia non è una malattia semplicemente perchè la parola malattia ha un preciso significato, con relativi parametri, riconosciuto dall’OMS, e l’omosessualità non va ad alterare i parametri stabiliti. Mi auguro, che considerando i medici apprendisti stregoni condizionati dalle lobby farmaceutiche e omosessuali, tu non ne abbia mai di bisogno. E’ pur vero che nel mondo esistono professionisti incapaci, magari nella professione medica anche veri e propri stregoni con la maschera, le piume e tutto il resto, così come purtroppo esistono in tutti i campi, dai falegnami ai musicisti, dai politici ai contadini, dai peracottai agli ingegneri. Solo che non è la professione che rende incapaci o stregoni, ma sono le persone stesse che sono dei pusillanimi, tranquillo che gente onesta e capace l trovi comunque in tutte le categorie, basta saper scegliere.

          1. Italo Sgrò

            Non sarà una malattia ma è comunque una deformazione rispetto alla normalità che, nella sfera sessuale, è costituita dall’attrazione per l’altro sesso. Rispetto ai medici ho usato l’avverbio “spesso”, quindi non ho detto che tutti i medici siano condizionati dalle lobby. Dico soltanto che uno psicologo/psichiatra/psicanalista/psicoterapeuta che dice che la religione è una fiaba irrazionale e che le perversioni sessuali sono una cosa bella e da approfondire a me spaventa molto.

          2. remoq

            E qua ci sarebbe da parlare su cosa è normale e su cosa è una deformazione. Che poi. diciamo la verità, detta così è una semplificazione su cui per l’appunto si basa la scienza per stabilire cosa e come si rientra nella normalità. Per fare questa operazione che detta a parole sembra facile, bisognerebbe avere una cognizione totale e inoppugnabile su ciò che si vuole trattare, sulla sessualità umana purtroppo non abbiamo studi che ci spiegano l’eterosessualità, ma solo studi, per di più contrastanti, che parlano solo ed esclusivamente di omosessualità, quindi scientificamente non abbiamo nessuna normalità. Per quanto riguarda il medico psicologo etc., bisogna vedere in che ambito ambito afferma ciò. Cioè, se il medico dall’alto (si fa per dire) della sua conoscenza afferma l’irrazionalità della religione e vuole provare tale tesi, bè sicuramente sbaglia, mentre invece se si fa un discorso consapevole al di fuori di un rapporto medico-paziente allora non fi fa altro che esprimere delle opinioni. Inoltre il medico che vuole approfondire le perversioni in maniera scientifica, come si dovrebbe fare, non mi spaventa, anzi lo ammiro per la sua pazienza e per la voglia di studiarle, se invece dice che le perversioni sono belle, così, come può essere bello un vestito, spaventa anche me.

          3. Italo Sgrò

            Molto bene, però resta il fatto che la normalità, nella sfera sessuale, è l’attrazione verso l’altro sesso.

          4. remoq

            Se non stabiliamo a priori cosa è la normalità, e consideriamo solo ciò che crediamo e ciò che vediamo, allora hai ragione. Se invece dobbiamo basarci su dati prettamente ed esclusivamente scientifici, considerando che non esistono studi certi sul perchè esiste l’omosessualità, l’eterosessualità e tutto il resto del corollario, allora la tua affermazione è al contempo falsa e vera, cioè non comprovata.

          5. Italo Sgrò

            Buona la prima: non stabiliamo a priori cosa è la normalità e consideriamo solo ciò che vediamo, dunque ho ragione. La normalità è l’attrazione verso l’altro sesso. Tra l’altro è pure comprovato.

          6. remoq

            bene. ma stabiliamo cioè che vediamo come? in che modo? qualcosa da stabilire dovremmo pur averla. se vedo un piede con una ferita posso giudicarlo in cancrena e tagliarlo, un altro puo’ giudicare una cancrena una semplice ferita e così il paziente muore. Un giudice vede su un atto la parola “con” ma decide che sia “non” e magari assolve un pericolo delinquente, o viceversa. e via discorrendo. L’attrazione verso l’altro sesso come? sessuale? che tipo di sessualità’ contemplativa, platonica? Quindi se io ho un attrazione sessuale verso una donna che contempla, per assurdo, la sua uccisione è normale? veramente credi che il sesso sia solo maschio XY e donna XX? quindi l’ornitorinco che non ha questo abbinamento non è un mammifero, non ha ne maschi ne femmine (genetiche), di conseguenza non può riprodursi. di conseguenza anche gli uomini (a questo punto presunti tali) che non hanno la sequenza cromosomica xx e xy, pur avendo normali genitali maschili e femminili, in cui l’uomo si sente uomo e la donna donna, e hanno attrazione sessuale verso il sesso opposto, cosa sono? in ultimo mi spiace ma di affermato non esiste proprio niente.

          7. Italo Sgrò

            Cioè nel senso quindi dunque che l’orientamento sessuale normale è l’attrazione verso l’altro sesso, quindi, cioè, ecco, mentre l’attrazione verso lo stesso sesso e ogni altra deformazione è anromale.

          8. remoq

            AAAAAAAA rispondo qua poichè non ho il tastino di risposta sotto il tuo ultimo commento che riporto qua di seguito: “”””Cioè nel senso quindi dunque che l’orientamento sessuale normale è l’attrazione verso l’altro sesso, quindi, cioè, ecco, mentre l’attrazione verso lo stesso sesso e ogni altra deformazione è anromale.”””””
            la risposta è che per l’appunto se non mettiamo dei paletti che stabiliscono la normalità o l’anormalità di una cosa, di un atteggiamento, insomma di quello che si vuole, non si può definire la normalità. Inoltre per mettere dei paletti che stabiliscono la normalità, non si puo’ studiare solo un aspetto del problema, ad esempio se devo stabilire se una persona alta 130 cm è normale o no, non posso studiare solo ed esclusivamente le persone basse, basse fino a quanto? Ma devo studiare tutti, quelli alti 131 cm, quelli alti 132cm, 133cm, e via via, alla fine posso mettere i famosi paletti e dire cosa è normale e cosa no. Per rientrare in tema, non esistendo studi sull’eterosessualità, su come funziona e sul perchè esiste, non posso porre paletti sulle altre forme di sessualità presenti (sempre a livello scientifico)

          9. Italo Sgrò

            Sì, certo, però, dunque, li studiamo tutti, ecco quindi nel senso che c’è l’orientamento sessuale normale, che è quello verso l’altro sesso, e l’orientamento sessuale anormale, che è quello verso lo stesso sesso e ogni altra forma di deviazione sessuale.

          10. simon

            “La normalità è l’attrazione verso l’altro sesso”. Fin qui non si fa una piega,l’attrazione verso l’altro sesso permette la riproduzione.
            “La normalità è che gli individui scrivono con la mano destra” “La normalità è data dalla crescita di barba e peli corporei nel maschio adulto” “La normalità esclude le persone che passano la vita sulla sedia a rotelle a causa di motivi genetici,perchè gli umani,di norma,camminano” Molte ‘anormalità’,come vedi,non sono fatte di atroci sofferenze che vanno alleviate o curate,si tratta di deviazioni rispetto alla media,con le quali imparare a convivere. Il trans in questione,doveva essere curato si,dalla sua tendenza alla depressione e al suicidio che gli procurava sofferenze indicibili.Accompagnato nella sua scelta,che poi si è rivelata fatale,magari avrebbe anche meditato di tornare indietro,magari scoprendo che il motivo per cui meditò di cambiare sesso era quello malato di assecondare i genitori! L’omosessualità NON è una malattia,è una condizione,che provoca sofferenze solo quando viene scoraggiata e si cerca di ‘convertirli’,magari con la forza.La disforia di genere,è invece una condizione patologica che provoca sofferenze e depressione,la si cura solo cambiando sesso,o ‘travestendosi’ la si allevia. Nel primo caso l’individuo dovrebbe essere seguito psicologicamente passo passo,cosa che non è stata fatta adeguatamente e il colpevole è lo Stato non assistenzialista

    2. Majortom

      Nel 2012 in Belgio hanno fatto ricorso all’eutanasia 1432 persone. Nel 2013 il trend è in aumento, quindi possiamo aspettarci che circa 1000 persone abbiano utilizzato questa pratica da gennaio 2013 a oggi. Lei legge una notizia secondo cui 1 persona di queste 1000 non era eterosessuale e se ne esce con “sti gay vanno aiutati” ?

    3. Maurizio

      Sono sconvolto,non sempre basta sei mesi per sopperire a una mancanza d “luce”forse in Belgio per una causa meteo-geografica la depressione e normalità, ma se vogliamo guardarci intorno bastava dare AMORE per riaccendere la luce per lei… La vostra scienza in questo caso e assoluta rigida chiusa…

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