
Tajani: «L’Ue deve salvare Asia Bibi. Ci stiamo muovendo in modo discreto»

«Asia Bibi deve essere libera e poter vivere senza paura. Per questo deve venire in Europa. L’Unione Europea sta lavorando molto e in maniera discreta per raggiungere questi obiettivi». È quanto dichiara a tempi.it Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, che si sta spendendo in prima persona perché la vicenda della donna cattolica pakistana, assolta dopo nove anni dalle accuse di blasfemia, si concluda positivamente.
L’INVITO DI TAJANI
«Ieri ho invitato pubblicamente a parlare al Parlamento Europeo Asia Bibi, la sua famiglia e il presidente del Pakistan», continua Tajani. «Spero che non ci siano problemi, ma siccome le trattative sono delicate, questo è un momento in cui dobbiamo collaborare con le autorità del Pakistan, senza forzare la mano».
«BISOGNA ESSERE PRUDENTI»
La Repubblica islamica aderisce dal 2013 allo schema GSP+ dell’Unione Europea, regime che agevola i paesi in via di sviluppo nei suoi rapporti commerciali con Bruxelles e che permette a Islamabad di esportare qualsiasi merce nell’Ue senza dover pagare dazi o a tariffe iper-agevolate. Bruxelles potrebbe mettere in discussione questi accordi se Asia Bibi non venisse liberata in tutta sicurezza? «Spero non ci sia bisogno di arrivare a questo», dichiara Tajani, che è anche vicepresidente di Forza Italia. «Abbiamo ottimi rapporti con il Pakistan e in questo momento non bisogna usare parole forti, bisogna essere prudenti. La Corte Suprema pakistana è stata coraggiosa ad assolvere Asia Bibi, ora bisogna lavorare sotto traccia per garantirle piena libertà».
IMPEGNO PER LA LIBERTÀ RELIGIOSA
Il caso di Asia Bibi è per il presidente del Parlamento Europeo uno di quei casi per i quali bisogna fare di tutto e anche di più: «Per me è fondamentale. Io ho lanciato pubblicamente un appello per la sua liberazione anche in sessione plenaria, ricevendo l’applauso di tutti. Il suo caso è importante per riaffermare i principi della libertà religiosa e della reciprocità: i musulmani in Europa possono praticare la loro fede liberamente, non è possibile che i cristiani non possano fare lo stesso nei paesi a maggioranza islamica».
«DIFENDIAMO I CRISTIANI PERSEGUITATI»
In più, continua, «l’Unione Europea deve battersi per i cristiani perseguitati, che in troppi paesi, come l’Egitto, subiscono attentati in quanto cristiani. Ma i copti sono egiziani come gli altri. Si potrebbe dire la stessa cosa per la Siria o l’Iraq. Perdere i cristiani in Pakistan, o in Medio Oriente, sarebbe un danno per tutti perché le comunità cristiane sono quelle che rendono possibile con il loro impegno la pace».
Anche per questi motivi Asia Bibi «deve uscire dal Pakistan senza rischiare la vita e noi confidiamo sulla serietà della autorità pakistane. Ma bisogna rendersi anche conto che non è semplice: bisogna predisporre tutto per evitare incidenti e minacce una volta che sarà uscita dal carcere. Io mi sto impegnando per questo».
Foto Ansa
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