The Artist, Meryl Streep e Allen: Oscar 2012 come da copione

Di Paola D'Antuono
27 Febbraio 2012
L'84esima edizione degli Academy Award si conclude senza sorprese: trionfa il film muto francese e la Streep porta a casa la statuetta come miglior attrice. Sorride anche il regista di Manhattan, al terzo Oscar da sceneggiatore dopo 25 anni.

Si è conclusa senza alcun colpo di scena l’84esima edizione degli Academy Award 2012. Trionfa il film francese The Artist, che conquista cinque Oscar, tra cui i tre più prestigiosi, Miglior film, Miglior regia (Michel Hazanavicius) e miglior attore protagonista. Jean Dujardin sale sul palco trionfante battendo gli amici George Clooney e Brad Pitt perché, come recita il vecchio adagio, tra i due litiganti è sempre il terzo che gode. Nessuna sorpresa nemmeno nella categoria femminile: Meryl Streep si porta a casa il suo terzo, meritatissimo Oscar per l’interpretazione di Margharet Tatcher in The Iron Lady e, salita sul palco in uno scintillante vestito dorato dichiara ridendo: «Gli americani a casa staranno sicuramente pensando: «Oddio, ancora lei!». Un’emozionatissima Octavia Spencer ringrazia tutti commossa e stringe tra le mani l’Oscar per la migliore interpretazione femminile in un ruolo secondario per il drammatico The Help, mentre Christopher Plummer, splendido 82enne, sale sul palco del Kodak Theatre per la prima volta da vincitore per il suo ruolo da non protagonista in The Beginners, ricordando a tutti di avere solo due anni in meno dell’Academy Award. Il maestro Martin Scorsese è l’unico a tenere testa al film muto di Michel Hazanavicius, portando a casa cinque premi tecnici, tra cui il terzo Oscar per Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che lo hanno dedicato all’Italia. L’altro italiano, Enrico Casarosa, non è riuscito a conquistare la statuetta per il miglior corto d’animazione, andata invece al film The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore.
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Per la categoria miglior film straniero vince il bellissimo iraniano Una separazione, apprezzatissimo anche in Italia, mentre Gore Verbinski festeggia l’Oscar per il suo Rango, che ha sbaragliato la concorrenza nella categoria Film d’animazione. David Fincher ha potuto festeggiare la vittoria nella categoria montaggio per il suo Millennium – Uomini che odiano le donne, mentre Woody Allen, 25 anni dopo il Hannah e le sue sorelle conquista di nuovo la statuetta per la migliore sceneggiatura originale per il divertente Midnight in Paris. Per il resto la serata non ha registrano nessuno scossone particolare: 39 milioni gli ascoltatori sintonizzati in America (uno in meno rispetto ai Grammy), una parata di stelle ben vestite come al solito (con Angelina Jolie che mostra uno spacco degno di Belen Rodriguez) e previsioni rispettate. Intanto è già aperta la corsa agli 85esimi Oscar, sperando che qualche italiano torni presto a stringere tra le mani l’ambita statuetta.

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