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Eccoli finalmente, i film pandemici. No, non quelli che in qualche modo prefiguravano scenari apocalittici alla Contagion, intendiamo proprio quei film e quelle serie pensati, prodotti e diretti in piena emergenza pandemica con tutto quello che ne consegue in termini di lavorazione, lungaggini produttive e protocolli sanitari. Sono prodotti semplici da riconoscere a prima vista: ambienti ristretti, cast ridotto all’osso, spesso incongruenze più o meno grosse a livello di narrazione e dovute al fatto che i set chiudevano e riaprivano in continuazione come le scuole e non era semplicissimo riprendere il bandolo della matassa.
Sono film come Beckett, disponibile su Netflix, tutto girato in Grecia con un cast ristrettissimo, Fast 9 che invece ha avuto una lunghissima lavorazione e i cui risultati sono evidenti in termini di compattezza e tensione, o altri titoli che provano a nascondere l’emergenza dietro artifici narrativi, come nel caso dell’ultimo film dell’assai discontinuo M...
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