Antonin Scalia. Questo era un giudice

Di Emanuele Boffi
20 Febbraio 2016
Il giudice della Corte Suprema Usa appena scomparso aveva due difetti imperdonabili: era cattolico ed era spiritoso. E sulla giustizia italiana non le mandava a dire
epa05150301 US Supreme Court Associate Justice Antonin Scalia speaks at the Economics Club of New York in New York, New York, USA, 08 February 2016. Justice Scalia spoke on Globalization and US law. EPA/PETER FOLEY

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Antonin Scalia aveva due difetti imperdonabili: era cattolico ed era spiritoso. Era così cattolico – frequentava Messe con rito in latino, era contro l’aborto, l’eutanasia e le nozze gay – che spiaceva anche a molti cattolici. Ed era così spiritoso che alcune sue battute sono diventate leggendarie.

Figlio di un siciliano che amava Dante e di una maestra elementare, adorava suonare il pianoforte, sparare alle anatre, giocare a Poker. “Terminator” per gli avversari, il “saggio” per i conservatori, il più anticonformista tra i giudici della Corte suprema americana è morto nel sonno il 12 febbraio. Si trovava in Texas, nella tenuta di un amico miliardario per una battuta di caccia alle quaglie.

È stato scritto che Scalia «è uno dei pochi che è voluto diventare giudice per diminuire il potere dei giudici». E in effetti non passava occasione in cui non si scagliasse contro i «giudici arbitri morali del mondo». Lo ripeteva sempre: «La Costituzione è morta, morta, morta», non può essere «una bottiglia vuota in cui versiamo ogni valore». Uno così, dei nostri Di Pietro non poteva che pensare tutto il male possibile («Tangentopoli fu una ricetta per l’ingiustizia»).

L’ultima volta che fu in Italia disse: «Perché mai dei giudici non eletti, degli studiosi del diritto, dovrebbero avere una visione speciale su come dovrebbe essere il mondo? Chi mai desidera un paese guidato da giudici ed esperti di diritto? Se la Costituzione va emendata, lo decida il popolo. Questa è la democrazia». E questo era un giudice.

Foto Ansa

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8 commenti

  1. andrea udt

    Appero’! Nel 1992 si è opposto alla abolizione per la pena di morte per criminali minorenni.

    L’apologia del caro estinto per perorare le cause di parte di chi ancora non è estinto e’ sempre pericolosa.

    E anche l’esercizio opposto.. ..gli articoli su Eco non mi sono piaciuti.

    Pazienza. Non si può sempre essere concordi.

  2. antò

    Quasi perfetto :pare fosse favorevole alla pena di morte…un pò stridente per un vero cattolico..

    1. tommasodaquino82

      Nel catechismo della chiesa cattolica sono previsti dei casi in cui la pena di morte possa essere riconosciuta come male minore

      1. Samuele

        Ah beh allora….se lo dice il catechismo e poi lo conferma l’acquinate de noartri……

    2. Susanna Rolli

      @ Antò
      La fonte della notizia, grazie.

        1. Susanna Rolli

          Grazie, appena potrò, leggerò.

  3. Susanna Rolli

    Io e lui saremmo andati moooolto d’accordo. Me lo sento. Preghi dal Cielo per questo povero mondo che ce la mette tutta per salvare le quaglie e per far secco l’uomo.
    Ora pro nobis.

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