Anonymous, i proseliti falliti di Wikileaks

Di Chiara Sirianni
14 Febbraio 2011
Mirano ad attaccare l'"emblema del berlusconismo", ovvero mediaset.it, perché «Berlusconi dimostra totale disinteresse riguardo al benessere dei suoi concittadini» e fa sesso con minorenni. Il gruppo ha già attaccato i siti di Camera e Senato, senza però riuscire nel loro intento

Si chiamano Anonymous, e sono un network di hacker sostenitori di Wikileaks. Nei giorni scorsi hanno compiuto attacchi nei confronti dei siti della Camera e del Senato (senza però riuscirci, dato che la difesa messa in atto dalla polizia postale ha ridotto il danno a un momentaneo blocco delle pagine web).

È curioso il metodo di individuazione del nuovo obiettivo: si tratta del sito mediaset.it, “emblema del berlusconismo”. Un comunicato stampa spiega il senso dell’iniziativa: «Berlusconi modifica regolarmente leggi e ne crea di apposite a suo piacimento con l’unico e palese scopo di proteggere se stesso e di tutelare il suo impero commerciale, dimostrando totale disinteresse riguardo al benessere dei suoi concittadini. Persone in tutta Italia condannano il suo comportamento privato (sesso a pagamento con ragazze minorenni, in ripetute occasioni), ritenuto incompatibile con la carica politica che attualmente ricopre».

Nel gruppo ci sono anche una trentina di italiani. Lo ha rivelato all’Ansa un connazionale che ora vive in Inghilterra («dove ha imparato cos’è la civiltà»). E proprio gli italiani hanno contribuito nel settembre scorso alla unificazione delle varie reti di incontro degli Anonimi nel mondo, creando un punto di raccordo in www.anonops.ru, canale accessibile a tutti senza limitazioni.

In passato gli Anonimi hanno oscurato Mastercard, Visa e Paypal. Assange è un modello? Non troppo, pare: «Sarebbe bello riuscire a carpire i segreti del suo computer e mettere tutto online».

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