Chi è Ablyazov? Per i media italiani un “dissidente”. Per stampa straniera, Interpol, Inghilterra: un ricercato

Di Redazione
15 Luglio 2013
Il marito di Alma Shalabayeva, la donna rimpatriata in Kazakistan, è ricercato dall'Interpol. Accusato di appropriazione indebita, nel Regno Unito è stato condannato per falsa testimonianza

Sul caso dell’espulsione dall’Italia di Alma Shalabayeva, moglie del “dissidente” kazako Mukhtar Kabulovich Ablyazov, e di sua figlia i media italiani, in testa Repubblica, da giorni conducono una campagna d’accuse contro il ministero degli Interni, in particolare Angelino Alfano, reo di averle indebitamente rimpatriate in Kazakistan.
Ma per comprendere appieno tutta la vicenda è bene una lettura non solo dei media italiani, ma anche di quelli esteri, che non sono teneri nel tratteggiare la figura di Ablyazov.

I FATTI. Il 29 maggio scorso, la polizia italiana prelevò moglie e figlia di Ablyazov nella loro abitazione romana e, dopo un fermo di pochi giorni, constatò una falsificazione nel passaporto diplomatico in possesso della donna, quindi imbarcò madre e figlia su un aereo privato diretto ad Astana, capitale del Kazakistan. Ciò che non viene detto nelle ricostruzioni della gran parte dei quotidiani italiani (ma che è reperibile sulla stampa straniere) è chi davvero sia il “dissidente” Ablyazov, obiettivo primario del blitz della Polizia a Roma. Sul suo conto, si legge sul sito dell’Interpol, pendono diverse accuse.

OLIGARCA. Mukhtar Kabulovich Ablyazov. Quello che per i media italiani (Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano) è solo un dissidente del regime kazako, per 160 paesi nel mondo e per la stampa estera (compresa quella britannica) è soprattutto un latitante, ricercato per vari reati (appropriazione indebita, truffa, corruzione e falsa testimonianza) non solo in Kazakistan, ma anche in Russia, Ucraina e Regno Unito. Ablyazov, ex ministro dell’Energia kazako, è accusato di aver sottratto soldi dai prestiti concessi alla banca kazaka che dirigeva (la Bta, poi fallita e nazionalizzata), usandoli poi per finanziare progetti personali. Attualmente sul “dissidente” kazako pendono una dozzina le accuse.

IN FUGA DAL REGNO UNITO. Nel 2011, l’oligarca kazako, ex amico del dittatore Nursultan Nazarbayev che lo volle a capo del ministero dell’Energia nel 1998, giunse a Londra e ottenne l’asilo politico. Come riportano i giornali britannici, e come ha riportato ieri Il Giornale, un anno dopo Ablyazov fu condannato da una corte inglese a 22 mesi di prigione, per aver mentito sull’entità del suo patrimonio, e gli fu ordinato di restituire 1,63 miliardi di dollari più gli interessi, che aveva sottratto alla banca kazaka che diresse dal 2005 al 2009. Lo scorso maggio è iniziata la procedura di vendita all’asta di alcune proprietà londinesi di Ablyazov. Altri beni sarebbero al sicuro nelle Isole Vergini britanniche.

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4 commenti

  1. Cisco

    Il problema e’ anche di metodo: solo la mafia sequestra mogli e figli per vendetta, ma dove siamo arrivati? Si vuole forse giustificate una azione di cui lo stesso Alfano ha riconosciuto la gravità di non averlo coinvolto.

  2. andrea

    insomma, è un figlio di buona donna, okkei.
    Sicuramente sarà un criminale patentato anche il figlio di sei anni e la moglie.

    L’articolo è scentrato: i nodi rimangono moglie e figlio, prelevati ed “estratti” come fossero Noriega o giù di lì e di fatto deportati in un paese che di garanzie democratiche di giusti processi ne dà ben poche.

    E’ stra-ovvio (magari l’ha capito anche la redazione) che sono stati prelevati come arma di pressione per catturare Ablyazov, facendo strame della salvaguardia degli interessi del minore (molto cristiano, due paroline su questa cosa?) e guardando alla ragione di stato (petrolio).

    Insomma, è stata fatta sporca e molto maldestra. E’ chiaro che qualcuno, o al ministero degli interni, o a quello degli esteri ha fatto un gran casino, che pagherà il funzionario di turno, sapendo benissimo che queste cose le si decide molto più in alto.

    Rimane da capire (ma non lo sapremo mai) chi nel governo ha deciso: la mia impressione è che al solito qualcuno abbia fatto il furbo e deciso di nascosto agli altri.

    1. Fabio

      Sono d’accordo che l’articolo è un po’ “scentrato”, perchè quello che è accaduto è fin troppo evidente.
      Ma per come la vedo non è stata fatta sporca ed in modo maldestro… Anzi: organizzata benissimo, nei minimi dettagli e in tempi molto stretti.
      Il governo è stato proprio scavalcato: è questo il punto! Che vantaggio meramente politico avrebbe avuto? Per ottenere lucrosi vantaggi dal petrolio il “presidente” kazako ha ben altri canali… Molto più efficaci e meno “visibili”.
      Diciamo che, a mio parere, qualche alto funzionario e magistrato ha chiuso la carriera con un bel conto in banca rimpolpato dai servizi kazaki.

  3. wassir

    Quindi, la moglie e la figlia di sei anni sono colpevoli ed è giusto rimandarle in kazakistan. Il latitante è stato in primis denunciato dalla BTA che lo accusava di aver sottratto dei fondi, accusa, secondo la Corte britannica, fondata, pertanto obbligato a restituire il maltolto utilizzando anche il sequestro dei beni. Accusato inoltre dalla Russia che emise mandato internazionale di ricerca per reati finanziari, la Corte britannica non ha mai affrontato questo caso, ha però affrontato il caso in cui il latitante mentì circa la sua reale disponibilità economica, condannato al risarcimento. Nel 2012 le autorità kazake cercarono di implicare il latitante in un presunto complotto terroristico, accuse non fondate. Tutto per completezza di informazione, che nell’articolo manca. Inoltre il latitante ha comunque, ed è ancora valido, un permesso di asilo politico in Gran Bretagna, è il passaporto diplomatico in possesso della consorte, che nell’articolo viene spacciato per falso, è invece vero e valido, come è vero che sulla stampa anglosassone gli accadimenti in danno dei congiunti del latitante sono fortemente stigmatizzati. sempre per completezza d’informazione. Concludendo, se anche Ablyazov fosse un delinquente matricolato, autore di stupri, assassini e quanto altro, la colpa non puo’ certo ricadere ne sulla moglie, ne tantomeno sulla figlia.

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