
Alitalia, Lupi: «Obiettivo chiudere accordo con Etihad entro la settimana prossima»
«L’obiettivo è chiudere la trattativa Alitalia-Etihad entro la prossima settimana, lavorando a oltranza sui punti indicati dal governo»: così il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi (Ncd) alla fine del tavolo odierno con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e con i rappresentanti sindacali sul futuro della compagnia aerea. L’incontro si era aperto con le dichiarazioni della segretaria Cgil Susanna Camusso, presente per la prima volta al tavolo insieme agli altri delegati: «Quando c’è di mezzo il futuro di migliaia di persone non esiste un “prendere o lasciare”. Bisogna costruire una prospettiva per Alitalia e per i lavoratori» aveva detto Camusso. Ma il tema degli esuberi resta ancora sul tavolo, intatto.
«2.251 ESUBERI». Secondo le indiscrezioni pubblicate da Repubblica, la riduzione degli esuberi potrebbe portare a 1500 posti di lavoro in meno, anziché i 2.251 richiesti inizialmente da Etihad: 750 persone “salvate” dunque, ma comunqe tanti, troppi, i posti di lavoro saltati secondo i sindacati. Al termine dell’incontro di oggi Lupi ha per il momento ribadito che si parla ancora di 2.251 lavoratori in esubero, anche se «bisogna verificare se all’interno del perimetro e della filiera industriale, prima della mobilità, si può trovare una ricollocazione»: «è un obiettivo importante e si sta lavorando in questa direzione» ha spiegato il ministro.
COMPAGNIA PIU’ “SNELLA”. Etihad ha in piano di investire circa 560 milioni, acquisendo il 49 per cento della compagnia aerea, che però vorrebbe “più snella”, con poco più di 10mila dipendenti. James Hogan, ad di Etihad, ha spiegato che il costo del lavoro dovrebbe essere, inoltre, ulteriormente compresso. Intanto però piloti e assistenti di volo Alitalia hanno annunciato uno sciopero di 24 ore il prossimo 20 luglio. Sempre secondo le indiscrezioni pubblicate da Repubblica, una delle soluzioni potrebbe essere appunto proporre ad Etihad un accordo su 1.500 esuberi, che comprendono 750 lavoratori in cassa integrazione volontaria a zero ore, che sarebbero così già “fuori” dal vettore. Il leader dell’Ugl Giovanni Centrella ha chiarito che «il vero e proprio negoziato partirà martedì prossimo 8 luglio, per ora abbiamo fatto una panoramica».
IL NODO BANCHE. A favore della partita che giocano i sindacati, ci sono anche le banche, che da parte loro dovranno assolvere ad un altro dei paletti voluti da Etihad, quello della cancellazione della metà debiti precedenti di Alitalia. Il presidente del Consiglio di Gestione Intesa-San Paolo (banca che insieme ad Unicredit si è resa disponibile a convertire in titoli azionari ben 400 milioni di euro di debiti Alitalia) oggi ha fatto sapere: «Senza la piena adesione del sindacato al piano industriale non siamo disposti a partecipare al finanziamento». Poi ha chiarito: «Ieri c’è stato un incontro a Palazzo Chigi al quale ha partecipato il nostro amministratore delegato. Per quanto riguarda le banche ci si avvia ad un accordo. Da parte nostra abbiamo condizionato la nostra partecipazione al finanziamento al fatto che tutti i problemi portati da Etihad al tavolo vengano risolti, a partire dall’accordo con i sindacati».
LO STOP DI POSTE ITALIANE. Poste Italiane, avrebbe dovuto impegnarsi in un investimento su Alitalia. Ieri dopo la riunione del cda, attraverso il suo nuovo ad Francesco Caio, ha chiesto prima ulteriori garanzie: «L’alleanza Alitalia-Etihad può creare le premesse per il potenziamento e il rilancio della compagnia aerea. Non sono però ancora stati forniti da Alitalia tutti gli elementi necessari ad una compiuta valutazione dell’impatto che l’accordo potrà avere sulla struttura del capitale e del debito dell’azienda. Il Cda valuterà eventuali nuovi investimenti solo dopo un’attenta analisi dei ritorni economici e finanziari associati al piano industriale, alla struttura societaria».
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