Alitalia-Etihad, Del Torchio: «Necessario il taglio di 2.200 dipendenti»

Di Chiara Rizzo
09 Giugno 2014
Il manager rende nota la condizione di Etihad per la firma dell'accordo: «Esuberi non gestibili con cassa integrazione a rotazione o contratti di solidarietà»

L’amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio oggi ha comunicato il numero preciso degli esuberi previsti nel piano di Etihad: sono 2.200 i lavoratori che dovranno uscire dalla compagnia aerea italiana perché sia possibile sottoscrivere l’accordo con la compagnia degli Emirati. Del Torchio ha spiegato che non sarà possibile gestire questi esuberi con strumenti quali la cassa integrazione a rotazione o con i contratti di solidarietà, come richiedevano i sindacati.

«NECESSARIO UN PERCORSO DOLOROSO». «È un sacrificio che consentirà la sopravvivenza degli altri 11 mila che rimangono in Alitalia» ha detto l’ad Del Torchio, aggiungendo che «Purtroppo questi lavoratori dovranno uscire dall’azienda e si tratta di individuare le necessarie tutele sociali. Per Alitalia è assolutamente necessario un processo doloroso, faticoso e complesso di ristrutturazione ma non c’è un’altra via d’uscita».

LA REPLICA DEI SINDACATI. A rispondere a Del Torchio è stato il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, che senza giri di parole ha fatto sapere che l’ad «Si sbaglia di grosso nel merito e nel metodo». Per Rossi «mentre sono ancora in corso le interminabili trattative con le banche, Del Torchio dà per inevitabili oltre duemila licenziamenti. Non mi viene in mente un aggettivo diverso da scorretto, con riferimento al bombardamento mediatico sugli esuberi attivato da ieri dal manager di Alitalia».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.