
Alitalia-Etihad, c’è l’accordo di massima. Ora 30 giorni per chiudere
Per Alitalia ufficialmente «la trattativa con Etihad è entrata nella fase finale»: ufficiosamente in realtà si sarebbe già conclusa positivamente e a spingere in questa direzione sarebbe stata proprio la visita del premier Enrico Letta ad Abu Dhabi. Secondo quanto trapela, il principe ereditario Mohammed Bin Zayed Al Nahyan avrebbe stretto la mano a Letta dichiarando: «Ok, mi fido, affare fatto».
LETTA: «TRATTATIVA SBLOCCATA». In effetti anche lo stesso premier ha ammesso che «Serviva un incontro al massimo livello per sbloccare la trattativa. E l’incontro di ieri notte ha ottenuto i risultati sperati». Al meeting hanno partecipato, oltre al principe di Abu Dhabi e proprietario di Etihad, anche l’amministratore delegato di Finmeccaninca Alessandro Pansa e il numero uno di Eni, Paolo Scaroni, oltre a vari diplomatici ed ambasciatori. Il principe avrebbe chiesto a Letta «Mi dica cosa sarà l’Italia tra dieci anni e perché fidarmi». Il premier ha rassicurato che «la crisi è finita», i «conti sono in ordine» e soprattutto che «il debito pubblico è in calo dopo anni», e anche per questo «l’Italia è un paese che merita forti investimenti perché può dare forte redditività». E Alitalia in qualche senso è un marchio “made in Italy”, è come «entrare nel cuore del Paese». Argomentazioni che hanno convinto l’emiro.
COSA ACCADRA’. Nella nota pubblica, Alitalia con Etihad annunciano che nei prossimi 30 giorni «Le compagnie e gli advisor stabiliranno una strategia comune per raggiungere gli obiettivi prefissati. La due diligence dovrà affrontare e risolvere tutti i temi che possono pregiudicare la definizione di un adeguato piano industriale, la cui completa realizzazione produrrà una redditività sostenibile per Alitalia». Etihad ha già avuto modo di esaminare attentamente tutta la documentazione completa dei conti Alitalia, ma sicuramente quello cui il comunicato fa riferimento è in particolare il nodo degli esuberi. Letta sarebbe andato negli Emirati arabi con una proposta di gestire i 1900 esuberi già preannunciati dalla compagnia facendo ricorso alla mobilità, anche grazie ad un Fondo volo finanziato dal ministero dei Trasporti guidato da Maurizio Lupi. L’annuncio però degli esuberi la settimana scorsa ha già fatto sollevare i sindacati e quindi del tema molto probabilmente si discuterà nella fase finale della trattativa, anche se si sa già che Etihad ha messo tra le condizioni proprio quella di un taglio ai costi del lavoro. La compagnia degli emirati ha di recente acquisito anche il 29 per cento di Air Berlin, e anche in quel caso ha tagliato posti di lavoro (900 su 9000). L’altro nodo di cui si parlerà in questo mese di trattativa riguarda le prospettive di sviluppo e gli investimenti che Etihad ha intenzione di fare per Alitalia.
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