Alitalia, Del Torchio: «I 2.251 esuberi sono condizione necessaria»

Di Chiara Rizzo
12 Giugno 2014
Oggi l'incontro tra l'amministratore delegato della compagnia e i sindacati. L'ad: «Clima preoccupato ma ci si rende conto che l'alleanza con Etihad è l'unica opportunità». I sindacati puntano a ridurre il numero del personale in uscita

L’amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio ha ribadito, al margine dell’incontro con i sindacati di oggi, che «I 2.251 esuberi previsti nell’accordo con Etihad sono una condizione necessaria per avere una dimensione efficiente e competitiva». Del Torchio ha aggiunto «Intorno a questo nodo stiamo lavorando e dialogando con i sindacati» ma è evidente che per il momento azienda e confederali si trovano su due barricate opposte e non è semplice raggiungere una qualche forma di accordo.

«ETIHAD? L’UNICA OPPORTUNITA’». Per l’ad l’incontro di oggi lascerebbe dei margini di speranza: «È iniziato il confronto. Abbiamo precisato la nostra posizione e preso atto della posizione del sindacato. Abbiamo deciso di rivederci lunedì. Il clima è preoccupato per quello che deve avvenire, ma ci si rende conto che creare l’alleanza con Etihad è l’unica opportunità. Tutti abbiamo interesse a trovare una soluzione. La trattativa è a tutto tondo: da una parte i numeri degli esuberi e dall’altra le modalità di gestione».

I SINDACATI PUNTANO A RIDURRE GLI ESUBERI. Se da una parte i confederali si sono dovuti rassegnare al fatto che devono accettare gli esuberi, dall’altra stanno puntando a ridurre al massimo i numeri, nell’ambito del negoziato (il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha dato come data di scadenza dei tavoli il prossimo 15 luglio). Giovanni Luciano di Fit-Cisl ha spiegato che ci si è trovati «in un clima teso. La situazione è complicata, i numeri sono quelli che sono stati resi noti negli ultimi giorni. Ci rivedremo lunedì per una no-stop, siamo nella fase di capire da dove nascono questi esuberi. Pretendiamo una trattativa seria, con l’obiettivo di tutelare tutti. Sarà una trattativa complicata, ma con l’appoggio che il governo ci ha garantito possiamo uscirne al meglio. Non ci sono stati posti degli aut aut e in ogni caso non ne accetteremo». Per il leader della Filt-Cgil, Franco Nasso «C’è molto da fare: i 2.251 esuberi (122 piloti e 258 assistenti di volo) non mi pare siano il punto di arrivo. Noi siamo perché ci sia continuità. Bisogna fare in fretta, ma non è una settimana in più o in meno che sarà determinante». Anche per il segretario generale della Uilt, Claudio Tarlazzi «La situazione è molto difficile e complessa e richiede tempi adeguati per trovare la soluzione migliore per tutti. Il nostro punto di partenza è che nessuno rimanga senza lavoro e bisogna trovare la soluzione all’interno del perimetro aziendale»

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.