Alfano lancia il Cav premier, ma i giochi sono ancora tutti aperti

Di Massimo Giardina
15 Luglio 2012
Il segretario del Pdl è intervenuto alla Summer school di Maurizio Lupi a Sorrento indicando Berlusconi come premier. Ma tutto si deciderà solo dopo le regionali siciliane

Dal nostro inviato a Sorrento. “Meno male che Silvio c’è” parrebbe la giusta sintesi dell’intervento di Angelino Alfano all’assemblea conclusiva della Summer school di Sorrento: evento ideato dall’amico del segretario di partito, Maurizio Lupi a cui hanno aderito in qualità di promotori una quarantina di parlamentari pidiellini. Si tratta di una scuola di politica a cui hanno partecipato cinquecento giovani di tutta Italia con un’età anagrafica massima di 32 anni.
«Tra ambizione e riconoscenza nei confronti di Berlusconi, viene prima la riconoscenza». Viene chiuso in questo modo, ogni dibattito sulla discussa autocandidatura del Cavaliere e a cui tutti si aspettavano una presa di posizione da parte di Alfano.
L’ex ministro della Giustizia è arrivato a Sorrento la sera prima dell’intervento, accompagnato dai cori dei giovani pidiellini che, nei giorni precedenti, avevano manifestato, in modo discreto, una certa contrarietà verso la nuova scelta di candidarsi del Cavaliere. Anche tra i parlamentari il clima non era dei migliori, ma nessuno di loro si aspettava una spaccatura nel partito o un distacco da parte del segretario nei riguardi del presidente e fondatore.

Il discorso di Alfano è stato un vero e proprio programma elettorale che lancia l’ex premier alla candidatura per la presidenza del Consiglio delle elezioni politiche nella prossima primavera. Molti i punti toccati: semipresidenzialismo alla francese, federalismo fiscale, federalizzazione del debito europeo, ruolo dell’Italia nell’Unione Europea. Non sono mancate, in piena continuità con Silvio Berlusconi, i colpi di fioretto nei confronti di Bersani e sinistra, comprendendo nell’aggregato anche l’Udc di Pierferdinando Casini.«La sinistra vuole spendere di più e mettere più tasse: con una mano ti prende i soldi, con l’altra fa finta di darteli». Nello stesso tempo Alfano ha teso una mano, ritentando un avvicinamento agli ex compagni di maggioranza leghisti, in particolare nell’affronto del tema del federalismo fiscale.
In verità, i giochi sono ancora tutti aperti commentano alcuni parlamentari, e le vere alleanze si faranno dopo le elezioni regionali siciliane dove Casini ha già deciso che correrà con il Partito democratico, ma senza nessun vincolo per le politiche del 2013.

@giardser

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1 commento

  1. francesco taddei

    questo il mio pensiero: berlusconi dovrebbe occuparsi di un programma elettorale liberale, dettagliato e chiaro. organizzare il partito in modo da evitare rigurgiti e inserire una pattuglia di leghisti (visto che sono propensi a “restare a nord”) per garantire un’asse sul federalismo fiscale (che difficilmente attuerà un centrosinistra statalista) e poi lanciare come presidente del consiglio un “prodi di centrodestra” cioè qualcuno che abbia ricoperto incarichi, magari in europa, dando così un tono “istituzionale” alla proposta politica e non esponendosi in prima persona. sinceramente ancora sento nelle orecchie gli sghignazzi di merkozy e della platea. e questo non è un danno solo al centrodestra, ma al paese.

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