
Albertini, Ambrosoli e Maroni in campo per la Regione Lombardia
Dopo un lungo indugio ieri hanno sciolto le riserve e l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e Umberto Ambrosoli hanno annunciato, praticamente in contemporanea, la decisione di scendere in campo alle prossime elezioni regionali della Lombardia. Con una intervista a Tgcom 24 il primo e con un comunicato, subito accolto con entusiasmo dal Pd il secondo, hanno fatto sapere di accettare la sfida che dovrebbe vedere come terzo contendente “di peso” alla poltrona di “governatore” per la successione a Roberto Formigoni, il leghista Roberto Maroni.
«Accetto la candidatura che mi viene proposta (qui l’appello dei 100)», ha esordito nell’intervista Albertini che annuncia che presenterà programma e lista sabato 24 novembre. Una candidatura che non sarà direttamente sponsorizzata dal Pdl, nelle cui file ha militato, e quindi niente primarie perché a sostenerlo sarà il movimento di Oscar Giannino (qui il suo articolo su Tempi) e Luca Cordero di Montezemolo. Ma subito riscuote il consenso entusiasta, tra gli altri, proprio dell’uscente Formigoni.
«Dichiaro la mia disponibilità ad assumere un’iniziativa politica – ha scritto invece Ambrosoli a lungo corteggiato dal centrosinistra. «Renderò noto a breve l’ampio e qualificato elenco di coloro che mi hanno sollecitato», aggiunge il figlio del liquidatore del Banco Ambrosiano ucciso dalla mafia, che ha sempre sostenuto di non volersi sottoporre alle primarie.
LE PAROLE DI FORMIGONI. Dopo averlo detto in un’intervista a Tempi, Roberto Formigoni ha scritto sul suo sito: «Ci stiamo preparando al voto. Sosteniamo la candidatura di Gabriele Albertini: è stato un ottimo sindaco di Milano, è un europarlamentare all’interno del Partito popolare europeo, ha un profilo civico e indipendente». Albertini – chiarisce Formigoni – «lancerà un appello ai partiti che fanno parte del Partito popolare europeo affinché lo sostengano. Io sto lavorando affinché il Pdl sia il primo ad aderire a questo progetto innovativo. Esiste in Lombardia già una forte maggioranza del Pdl che ha dichiarato in questi giorni di essere favorevole a questa candidatura».
Altro capitolo è quello della Lega Nord: «Ha sbagliato – dice Formigoni –, è stata impaziente e non ha rispettato i patti: per la Lega i patti sono scritti sull’acqua. Se avesse aspettato, nel 2015 avremmo potuto darle la presidenza di Regione Lombardia, a patto che restituisse al Pdl le candidature di Veneto e Piemonte». Il governatore lombardo dice di «conoscere i desideri della Lega Nord: eravamo pronti a discutere questo passo. Ha sbagliato, tradendo i patti ma questa volta paga pegno». Non sarà, dunque, Maroni il candidato del centrodestra: il candidato sarà Albertini ma «mi auguro – aggiunge Formigoni – che la Lega sappia meditare sugli errori fatti e appoggi Albertini, perché la sua candidatura è quella più forte. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico anche in politica».
Mentre il Pdl scalda i motori per la partenza della campagna elettorale, «la sinistra sta ancora almanaccando sul sesso degli angeli. Il candidato della sinistra ci sarà, se ci sarà, il 16 dicembre».
Il Pdl «sarà parte determinante della partita. Io, come ho sempre detto, lavorerò per un rinnovamente che possa portare avanti in Lombardia tutta l’eccellenza che abbiamo costruito in questi 17 anni e sia in grado di portare anche quell’innovazione necessaria per permettere alla Lombardia di continuare a essere protagonista».
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