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Sull’onda di un veemente articolo di Alberto Negri apparso sul Manifesto, si è diffusa una narrazione delle vicende dell’Afghanistan centrata sull’idea che «i “turbanti neri” sono gli eredi della nostra (di occidentali, ndr) storia», che l’ossessione per la lotta contro il comunismo ha spinto americani ed europei ad appoggiare gli estremisti islamici, i quali poi sentendosi traditi dal disimpegno americano dopo il ritiro sovietico dal paese si sarebbero trasformati in nemici nostri.
È una semplificazione imperniata sull’errata convinzione che ci sia continuità fra i mujaheddin afghani armati e finanziati da arabi e americani negli anni Ottanta, e i talebani che hanno preso il potere a Kabul nel 1996 per la prima volta e poi nuovamente nel 2021. Le cose non stanno così. Come ha scritto Barnett Rubin, uno dei più grandi esperti internazionali in materia, «i talebani rappresentano una rivolta generazionale contro i mujaheddin». E non sono eredi della nostra storia, ma eredi de...
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