
Adolescenti al cioccolato

Lui. Che davanti al Duomo di Orvieto ha fatto un tiepido cenno ‘Carino’.
Lui che ad agosto sulla spiaggia sarda della Maddalena ha fotografato solo la playlist del suo ipod. Lui che interrogato su ‘Come sto?’ – la sera che sono uscita tutta in gran tiro per il nostro anniversario di matrimonio – mi ha risposto: ‘Stai’.
Sempre lui stamattina faceva colazione al mio fianco. In silenzio. Non credo fosse perché stesse ripetendo a mente la civiltà pre-ellenica. Del resto, come mi ha citato lui stesso in un’alba particolarmente nuvolosa: io non sono scontroso al mattino; è che centellino la mia gentilezza. Mentre lui masticava calorie e pensieri, io avrei voluto sentire la sua voce, chessò fargli una domanda. Di sicuro non potevo chiedergli ‘Come sto?’ su due piedi: in una mattina qualunque, semitruccata praticamente al buio, alle sette e un quarto di un venerdì, quando hai una settimana per metà sulle spalle, per metà sotto le borse degli occhi. Figuriamoci.
Lui, che quanto a complimenti, è più avaro di Arpagone…
Insomma, mentre son lì che tracanno rassegnata il mio cappuccio, lui si gira verso di me: “Mamma, me la puoi fare ancora questa torta?”. La torta. La guardo; è la torta semplice che ho infornato di corsa. Quella che in realtà ha preparato insieme a mia mamma, quando è venuta a trovarci tre giorni fa (ma che abita a duecento chilometri). Però diamine, la potrò pure rifare anche io da sola! Io, più che mai negata per il fornello, in questo momento mi sento oltremodo spavalda. Chi trova l’ardire di tirarsi indietro, davanti a una così preziosa briciola d’apprezzamento? Arrivo io, altro che Benedetta Parodi. Masterchef tremate tutti, penso alzandomi per portar le tazze al lavandino.
“Certo! Nel weekend compro l’occorrente”. Anzi, di più… Sai cosa faccio tesoro? Per far le cose in grande, comincio a lavorarmi il papà per farmi regalare un bel robot “Bimby”… Figlio mio, non so se ti rendi conto, ma sto pensando di giocarmi il mio regalo dei quarant’anni in un’impastatrice per le uova…
Lui. Che oggi mi ha fatto scoprire cosa posso fare per strappargli un complimento.
Lui che – nel chiedermi di essere il destinatario di un’attenzione – riscopre il gusto delle piccole cose e si sente voluto bene.
Magari un giorno capirà che ugualmente una chiesa o una spiaggia sono state pensate, forgiate, messe lì anche per lui.
Lui. Lui che sto viziando: perché in fondo sogno che domani possa essere goloso del mondo.
Foto torta cioccolato da Shutterstock
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1 commento
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non è che vi siete rinchiusi in qualche film di muccino o castellitto. aria fresca, per favore.