
A Milano la tata diventa condominiale e la spesa si divide tra vicini
Milano, interno giorno di un condominio qualsiasi. Il portiere è dietro il gabbiotto, intento a sbrigare la posta. Un inquilino scende di corsa giù per le scale senza nemmeno salutare, un altro esce in pigiama solo per lamentarsi, la vecchietta del quarto piano ha bisogno di una mano con la caldaia che fa le bizze, il giardiniere è in ritardo per potare gli alberi del cortile, la coppia di sposini del secondo piano chiude velocemente la porta di casa e corre a portare il cane fuori con un paio di bollette in mano. Scene di vita quotidiana di un palazzo qualunque di una grande città, dove la gente è sempre di corsa e quando non corre magari avrebbe bisogno di un piccolo aiuto. Scene che Elisabetta e Cristina dovevano avere bene in mente quando hanno deciso che era arrivato il momento di dedicare agli spazi condominiali gran parte delle competenze acquisite nel corso della loro decennale esperienza lavorativa.
UN CONTRATTO PER UN NUOVO LAVORO. Spazio Cuore Onlus, questo il nome della nuova avventura lavorativa di Elisabetta e Cristina, è una neonata realtà imprenditoriale milanese che sta già facendo parlare di se, grazie all’intuizione alla base del suo successo: «Proporre risorse umane per i servizi alla famiglia a costi accessibili – racconta Elisabetta Favale -. L’idea è nata a dicembre, in seguito al rinnovato contratto nazionale dei portieri e custodi. All’interno del contratto si leggono alcune novità all’articolo 17, quello riservato alla classificazione dei lavoratori. I punti d2 e d3 parlano di “operatori a mezzo strumenti informatici che, su incarico condominiale, dotati di personal computer e collegamento Internet, curano con tali strumenti lo svolgimento di pratiche e commissioni per conto dei condomini o di una parte di essi che in tal caso se ne assumono le spese, di un edificio o consorzio condominiale” e di “assistenti condominiali che, su incarico condominiale, svolgono mansioni relative alla vita familiare dei condomini, o di una parte di essi che in tale caso se ne assumono le spese, di un edificio o consorzio condominiale”. Due figure che però non esistono all’interno del condominio. O meglio non esistevano». Già perché è proprio su questi due punti che l’idea di Spazio Cuore prende corpo.
GOVERNANTE CONDOMINIALE. «Siamo partiti dal contenuto di questi due punti e abbiamo fatto un’indagine territoriale, spinte anche da un esperimento messo in piedi a Bologna, quello della badante condominiale, una figura professionale per gli inquilini di uno stesso stabile». La badante condominiale di Bologna, però, si muove sul terreno della sperimentazione, mentre a Elisabetta interessa proporre una nuova figura professionale prevista in realtà dalla legge, che consenta agli inquilini di condividere i costi fissi attraverso l’applicazione del contratto collettivo. Come? «Abbiamo fatto scouting sul territorio, rendendoci conto di quanto le famiglie avessero bisogno di una mano per portare i bambini a scuola o semplicemente per aiutare una persona anziana autosufficiente a sbrigare faccende pratiche, come pagare le bollette o fare la spesa». Da qui l’idea di una governante condominiale, una figura che aiuta diverse famiglie che vivono nello stesso stabile e che in questo modo possono dividersi i costi fissi, come prevede la legge. Essenziale è capire chi si ha di fronte: «Ci rivolgiamo all’amministratore condominiale, che ci espone il quadro delle famiglie del condominio. Il secondo step è quello di partecipare alla riunione condominiale – un’esperienza spesso divertente – per capire le esigenze dei diversi condomini e per quanto tempo potrebbero avere bisogno di una governante».
PROSSIMITA’ E NUOVI RAPPORTI. Uno degli scogli da affrontare è la scarsa voglia degli inquilini di condividere servizi con persone con cui spesso non si hanno rapporti: «Cerchiamo di gestire queste continuità fisiche avvicinando le persone tra di loro. Conoscendosi saranno meno diffidenti e più propensi a dividere il tempo e il costo di una governante condominiale, che faciliterà la vita di tutte le famiglie che ne usufruiranno». Il servizio è partito da pochissimo, ma il passaparola corre alla velocità della luce e Spazio Cuore è inondato di richieste di persone pronte a intraprendere una nuova realtà lavorativa: «Riceviamo moltissimi curricula, sia da persone italiane che straniere. Facciamo anche formazione e diamo modo alle persone che si rivolgono a noi d’inventarsi una seconda vita lavorativa». Dopo Milano, Roma è già pronta a ospitare Spazio Cuore, che è solo all’inizio della sua avventura: «Abbiamo in mente un progetto molto grande su Milano, ma per il momento non chiedetemi di più, lo vedrete presto con i vostri occhi».
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