
Prova a dire “rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertrag-ungsgesetz”, se ci riesci
“Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertrag-ungsgesetz”. La parola più lunga del mondo, ben 63 lettere ha fatto impallidire supercalifragilistichespiralidoso. Questo scioglilingua tedesco altro non vuol dire che “decreto legge per il monitoraggio dell’etichettatura delle carni bovine”, ma da oggi cesserà di esistere. Troppo difficile da pronunciare correttamente, innanzi tutto. Il decreto legge che andava a indicare, inoltre, non esiste più.
NON SERVE PIU’. La Ue infatti ha revocato la raccomandazione di testare le vacche per vedere che non abbiano il morbo della “mucca pazza” (“encefalopatia spongiforme bovina”, solo 30 lettere), pertanto il termine da record non serve più. Non è la prima volta che nel dizionario tedesco si trovano termini molto complessi da ricordare e pronunciare. Il linguista Anatol Stefanovich ha spiegato al Daily Mail che in Germania molto spesso si coniano termini composti da più parole. Eliminando “rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertrag-ungsgesetz”, la parola più lunga viene a essere “Kraftfahrzeug-Haftpflichtversicherung”, che significa assicurazione dell’auto. Gli inglesi la battono però, visto che figura nell’Oxford dictionary la parola “pneumonoultramicroscopicsilicovolcanoconiosis”, una malattia polmonare derivata dall’inalazione di cenere e sabbia.
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