Sblocco dei debiti della p.a., pronti 40 miliardi (a debito) in due anni. E aumenterà il deficit sul Pil (+2,9%)

Di Matteo Rigamonti
21 Marzo 2013
Il consiglio dei ministri ha deciso: 20 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi nel 2014 per accelerare il pagamento dei debiti pregressi dello stato. E saranno allentati i vincoli del patto di stabilità interno

Sblocco del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, il Consiglio dei ministri ha comunicato le misure che il governo intende adottare. Si tratta di misure che sono finalizzate all’immissione di liquidità nel sistema economico e interesseranno sia le amministrazioni centrali, sia gli enti del Servizio sanitario nazionale. Gli importi previsti corrispondono a circa 20 miliardi di euro nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014, che serviranno a coprire l’aumento della spesa pubblica in conto capitale. Inoltre, ha spiegato il ministro dell’economia Vittorio Grilli, è previsto un’innalzamento del deficit 2013 che passerà dal +2,4 per cento del Pil al 2,9 per cento, che servirà ad aumentare il pagamento della spesa corrente, rimanendo sempre all’interno del vincolo europeo del 3 per cento. Il debito pubblico aumenterà, pertanto, di circa 50 miliardi di euro in due anni, come già anticipato, peraltro, dal sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo. Secondo Milano Finanza, si tratta di misure che dovrebbero essere adottate con un provvedimento, forse un decreto, già mercoledì prossimo.

ALLENTAMENTO DEL PATTO DI STABILITA’. Le misure per sbloccare i pagamenti, spiega la nota del consiglio dei ministri, riguarderanno sia la deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari sia i debiti delle regioni e altri enti locali. Per quanto riguarda i debiti degli enti locali, c’è in programma: un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno che consenta l’utilizzo degli avanzi di amministrazione già disponibili in cassa; l’esclusione dal patto di stabilità per i pagamenti effettuati in favore degli enti locali su residui passivi a cui corrispondono residui attivi di comuni e province; l’istituzione, infine, di fondi rotativi per assicurare la liquidità a regioni ed enti locali, con l’obbligo, però, di restituzione in un arco temporale certo e sostenibile.

SANITA’. Le misure per sbloccare i pagamenti riguarderanno, infine, i debiti del comparto sanitario, attraverso la concessione di anticipazioni di cassa, per il pagamento dei debiti relativi a operazioni già conteggiate negli esercizi finanziari precedenti ai fini del calcolo dell’indebitamento netto, che verranno successivamente restituite secondo un piano di rientro finanziariamente sostenibile; e riguarderanno altresì i rimborsi fiscali pregressi a carico dello stato, attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria.

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