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I maestri del ritratto italiano sbarcano a New York
Il dolce profilo del “Ritratto di Signora” di Antonio del Pollaiuolo si accosta al ritratto ideale di Simonetta Vespucci del Botticelli e si pone in netto contrasto con le soluzioni di respiro quasi fiamminghe del giovane uomo immortalato con tutti i suoi amabili dettagli da Antonello da Messina. Accanto a questi i ritratti eseguiti da Giovanni Bellini (“Fra Teodoro di Urbino come San Domenico”), dal Ghirlandaio (“Ritratto di vecchio e fanciullo”), da Pietro di Spagna (“Federico da Montefeltro e suo figlio Guidobaldo”) e dal Mantegna (“Cardinale Ludovico Trevisan”). Sono tutti maestri italiani della ritrattistica del Rinascimento quelli che hanno preso il volo per il Metropolitan Museum di New York, dove resteranno esposti fino al 18 marzo 2012, all’interno della mostra “The Renaissance Portrait from Donatello to Bellini” (Il ritratto rinascimentale da Donatello a Bellini).
Si tratta di un elegante percorso incentrato sulle diverse funzioni del ritratto, da quella puramente estetica, a quella sociale e politica e a quella celebrativa, sviluppatosi in Italia e in Europa. Quello che accomuna, dunque, le varie tipologie di ritratto in mostra, dalle composizioni “ufficiali” come i ritratti di sovrani e regnanti, ai ritratti privati, in cui i soggetti vengono catturati nella loro intimità familiare, è la scelta di porre in primo piano il soggetto umano realmente esistito, che trasmette, attraverso la composizione pittorica di cui è protagonista, la propria individualità, raccontandoci la storia unica di cui è protagonista.
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