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Il summit per la pace in Ucraina, che si è concluso domenica a Buergenstock, non è stato un successo per Kiev. In Svizzera però si sono sentiti discorsi molto diversi rispetto al ritornello che veniva ripetuto l'estate scorsa. Niente più chiacchiere su fantomatiche controffensive e sogni irrealizzabili di "vittoria totale"; niente più toni trionfalistici senza alcun fondamento militare con cui si gridava "arriveremo a Mosca" e "ci riprenderemo tutto". Nella cittadina elvetica si è discusso di condizioni e linee rosse.
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Troppo poco se l'obiettivo è davvero porre fine al conflitto scoppiato il 24 febbraio 2022. Comunque un bel passo in avanti rispetto a dodici mesi fa.
La Russia di Putin non è isolata
Solo la metà dei paesi invitati da Volodymyr Zelensky ha partecipato al vertice svizzero e pochi si sono presentati con i capi di Stato o di governo. Per arrivare a un documento finale condiviso, il ...
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