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«L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia è una tragedia, la più grande della mia generazione». Così lo scrittore, conduttore tv e giornalista russo Aleksandr Archangel'skij commenta a Tempi la guerra scatenata da Mosca il 24 febbraio. L'editorialista del quotidiano russo Izvestija e dell’agenzia Ria Novosti, conduttore del talk-show settimanale Nel frattempo sulla tv nazionale, illustra la «repressione totale del dissenso» da parte del Cremlino, l'illusione di Vladimir Putin, che sperava di essere accolto a braccia aperte dagli ucraini, e quella degli occidentali che vagheggiano di "regime change": «Oggi una opposizione forte e strutturata a Putin non esiste in Russia», spiega a Tempi a margine del suo intervento al Meeting di Rimini. «Le sanzioni non hanno intaccato in modo importante l'economia e non hanno cambiato il pensiero della gente. Hanno solo fatto arrabbiare chi era a favore dell'Occidente».
Archangel'skij, come definirebbe l'invasione dell'Ucraina da parte della Rus...
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