Il Sinodo della Chiesa tedesca dice sì alla benedizione delle coppie gay

Di Leone Grotti
05 Ottobre 2021
Il processo sinodale in Germania terminerà nel 2023. Durante l'assemblea plenaria a Francoforte, terminata sabato, i partecipanti hanno deciso anche di discutere del tema: «Il sacerdozio è in sé necessario?»
Una bandiera Lgbt sventola sulla chiesa di Sant'Agnese a Colonia, in Germania
Una bandiera Lgbt sventola sulla chiesa di Sant'Agnese a Colonia, in Germania

Bisognerà aspettare fino al 2023 per sapere che cosa deciderà il Sinodo della Chiesa cattolica tedesca intorno a temi spinosi come il sacerdozio femminile e la benedizione in chiesa delle coppie gay. Il processo, iniziato l’1 dicembre 2019, doveva concludersi nell’ottobre 2021, ma è stato spostato al febbraio 2022 a causa del Covid-19 e sabato, dopo una brusca interruzione dell’assemblea plenaria, è stato deciso un ulteriore rinvio al 2023.

Sì alla benedizione delle coppie gay

L’assemblea a Francoforte è stata interrotta dal presidente della Conferenza episcopale tedesco, monsignor Georg Batzing, perché è venuto a mancare il numero legale per raggiungere il quorum, pari ai due terzi dei 230 membri tra vescovi, sacerdoti e laici.

Durante i tre giorni di dialogo prima dell’interruzione, riporta la Cna, i partecipanti hanno discusso 12 dei 16 testi usciti dai quattro tavoli sinodali. L’1 ottobre 168 partecipanti su 214 (oltre i due terzi) hanno votato a favore di un documento favorevole alla benedizione delle coppie gay.

«Il sacerdozio è necessario?»

La decisione è in contrasto con la nota emessa a marzo dalla Congregazione per la dottrina della fede, approvata da papa Francesco, secondo la quale la Chiesa «non ha il potere di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso». La nota aveva fatto esplodere il malcontento in Germania, dove la Chiesa organizzò in risposta una benedizione in massa di coppie omosessuali, riempiendo le parrocchie di bandiere Lgbt.

Il 30 settembre l’assemblea sinodale ha anche approvato con lieve maggioranza (95 a 94) la proposta di discutere di un argomento sorprendente: «Se il sacerdozio sia in sé necessario». La stampa ha ovviamente interpretato questo voto come un tentativo di «abolire» il sacerdozio, ma monsignor Batzing ha protestato affermando: «Nessuno può dire che la Chiesa tedesca voglia disfarsi del sacerdozio. Non è vero».

La Chiesa in Germania perde fedeli

Al termine del processo sinodale i partecipanti voteranno anche sull’abolizione dell’obbligo del celibato ecclesiastico e sull’intercomunione tra cattolici e protestanti. Per sfidare ulteriormente il Vaticano e il Papa, che aveva chiesto ai vescovi locali di fare un passo indietro, la Chiesa tedesca ha deciso che le decisioni del Sinodo saranno «vincolanti». Non è chiaro però come reagirà Roma nel caso le votazioni risultino in opposizione alla dottrina cattolica.

Nel frattempo, la Chiesa cattolica tedesca continua a essere in enorme difficoltà. Nel 2020, secondo le statistiche ufficiali, 221.390 persone hanno abbandonato la Chiesa, il 19 per cento di defezioni in meno rispetto al 2019. Monsignor Batzing ha parlato di «profondo shock». Secondo i dati, inoltre, soltanto il 5,9 per cento dei cattolici tedeschi frequenta la Messa alla domenica (contro il 9,1 del 2019). I battesimi sono passati, anche a causa del Covid-19, dai 159 mila del 2019 ai 104 mila del 2020. Anche le parrocchie sono diminuite: nel 2018 erano 10.045, calate a 9.936 nel 2019 e a 9.858 nel 2020.

Il nodo della tassa ecclesiastica

Secondo i vescovi, l’unico modo per recuperare la fiducia dei fedeli è cambiare la dottrina e la morale della Chiesa, rendendole più aperte e consone al pensiero del mondo. Ma la strategia presenta alcuni problemi: i protestanti, che hanno già ampiamente liberalizzato i propri insegnamenti, registrano lo stesso calo di fedeli dei cattolici.

A pesare sulla scelta di tanti tedeschi di abbandonare la Chiesa c’è sicuramente un motivo economico: chi si dichiara cattolico in Germania, infatti, deve versare l’8-9 per cento dell’imposta sul reddito alla Chiesa. Chi dichiara di non essere più cattolico per sfuggire alla tassa non può più ricevere i sacramenti né il funerale cattolico.

C’è chi ha parlato apertamente di “rischio scisma” da parte della Chiesa tedesca. La possibilità non è così remota se persino il cardinale Walter Kasper ha lanciato l’allarme a settembre affermando criticamente che «c’è chi vuole reinventare la Chiesa, per così dire, con l’aiuto di un erudito quadro teologico e teorico».

@LeoneGrotti

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