Se c’è l’omofobia c’è anche l’eterofobia

Di Peppino Zola
01 Novembre 2020
Il ddl Zan in dirittura d'arrivo. Ma se va punito l'odio perché non anche quello contro gli etero e i cristiani?
Manifestazione in Belgio contro l'omofobia

Caro direttore, come Tempi ha più volte sottolineato, costituisce un vero e proprio scandalo il fatto che, in un momento che il Governo stesso definisce drammatico, la maggioranza che lo sostiene continui imperterrita nel volere far approvare una legge inutile e liberticida come quella che riguarda la c.d. omofobia. C’è un’emergenza mondiale sanitaria che non si riesce a governare ed il governo giallorosso (dai colori, a dire la verità, variabili) concentra i lavori del Parlamento (trasformato nel frattempo in un ente inutile) su di una emergenza che non esiste. Già metà Paese è “chiuso” con la raccomandazione di non uscire di casa e fra qualche giorno potrebbe essere chiuso del tutto: l’unica cosa che rimane aperta è la discussione su di un provvedimento che è diventata l’ossessione del mondo Lgbt, incurante delle vere priorità di questa povera Italia. E, purtroppo, molti cattolici (troppi) sono complici di questa operazione assurda e fuori dal tempo reale.

D’altra parte, il cattolico Renzi aveva promesso ad Obama di far passare le leggi sulle unioni civili e sull’omofobia e, come si sa, le promesse vanno mantenute, tranne quella di lasciare la politica in caso di sconfitta nel famoso referendum. Tutto ciò avviene nel silenzio assordante di Benito Conte e di Mattarella che, ogni giorno, predicano unità di intenti per combattere il maledetto virus e poi permettono che si discuta di una legge che più divisiva non si può. E anche l’opposizione potrebbe offrire la propria collaborazione per salvare il Paese a patto che si metta da parte il DL Zan, ma non lo fa e non si capisce perché. Ed intanto, lo scandalo continua e probabilmente il 3 novembre la legge potrebbe essere approvata dalla Camera dei Deputati; non a caso, il giorno dopo il 2 novembre, quando insieme al caro ricordo dei defunti si commemorerà anche la morte di un pezzo importante della nostra libertà, quella fondamentale che riguarda il nostro pensiero.

Come ha notato Massimo Gandolfini, Zan&company, per rendere più dolce la pillola, hanno allargato il campo di applicazione della legge, prevedendo che essa venga riferita anche ai casi di “odio” nei confronti delle persone disabili ed in quelli causati da misoginia. E qualche bella anima ci sta cascando. Ma allora, caro direttore, se è possibile allargare la previsione dei casi di “odio” (ma quando mai una legge ha condannato un sentimento se non nei regimi totalitari?), mi permetto di avanzare una proposta un po’ provocatoria, ma che va in quella direzione.

È chiaro che il DL Zan deve essere annullato, ma se proprio lo si vuole far passare, allora occorre aggiungere almeno questi altri due casi di “odio”.

  1. Occorre che, oltre all’omofobia, vengano anche previsti i casi di “ETEROFOBIA”, se non si vuole violare l’articolo 3 della Costituzione più bella del mondo, quello che riguarda l’uguaglianza. Se così non fosse, non sarebbe più possibile esprimere alcun pensiero in dissenso con il mondo Lgbt, mentre quest’ultimo potrebbe continuare ad organizzare quelle manifestazioni chiamate “gay pride”, durante le quali vengono pubblicamente calunniate le posizioni degli eterosessuali, uomini di Chiesa compresi. Sarebbe una vera ingiustizia anticostituzionale. D’altra parte, è vero che in molti ambienti si respira un clima di eterofobia; in certi ambiti di lavoro è molto difficile trovare un’occupazione da parte degli eterosessuali, mentre in certe trasmissioni tv, Rai in testa, esprimersi in termini eterosessuali comincia a diventare complicato. Ed allora, anche gli eterosessuali hanno bisogno di una protezione particolare e Zan dovrebbe tenerne conto. In Senato, l’opposizione potrebbe presentare degli emendamenti in questo senso.
  2. Anche nel nostro Paese (oltre che in quasi tutti i Paesi dell’Ue), sono sempre più frequenti i casi di profanazione di luoghi cristiani: chiese, sacrestie, opere d’arte e così via. Allora Zan dovrebbe aggiungere ai suoi emendamenti aperturisti anche quelli che prevedano gli atti dettati da “CRISTIANOFOBIA”: atteggiamento che viene da molto lontano e che spesso divide l’Italia. Se vogliamo rimanere uniti, dobbiamo condannare anche ogni atto anticristiano.

Butto lì queste due proposte, ma molte altre se ne potrebbero fare, perché l’odio non è solo settoriale, ma invade un po’ tutti i campi. Non a caso Qualcuno è morto in croce per cercare di vincere l’odio, perché sapeva che una legge non basta. Occorre una vera educazione ed un vero sacrificio, che pochi sono disposti a fare.

Peppino Zola

Foto Ansa

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