
Cartolina dal Paradiso
Il dolore resta dolore, ma se è accompagnato trova il suo valore
Articolo tratto dal numero di aprile 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.
Il 10 febbraio mi hanno sostituito la valvola aortica, un’operazione che comporta una lunga convalescenza. Come sempre, la sofferenza e le umiliazioni non sono mancate ma, come sempre, le sofferenze e le umiliazioni avvicinano a Cristo.
Mi è capitato di riflettere su questa pedagogia, anzi, questo stile di Dio. La mangiatoia dove fu deposto Gesù, che è diventata un simbolo poetico, in realtà, diciamolo pure, faceva schifo anche se san Giuseppe l’avrà sistemata al meglio. La Via Crucis è uno spettacolo angosciante e le parole di Gesù in un bel contesto campestre sono state: «Beati quelli che piangono…» con quel che segue. Insomma, seguire Gesù è una gran bella cosa nel cuore e nella testa, ma anche un percorso sconveniente da un punto di vista umano.
Eppure è innegabile la felicità dei santi. Nei mistici è evidente: santa Caterina da Siena rifiutava di mangiare tanta era la gioia di stare unita al suo Sposo, e, da un punto di vista pratico, ha fatto per la sua epoca più dei politici suoi contemporanei. Basti pensare al ritorno del Papa da Avignone a Roma: una decisione difficile sostenuta soprattutto dal carisma della santa.
Sofferenza e gioia, morte e vita. Entrare in questo mistero aiuta a capire il senso del nostro passaggio sulla terra.
L’uomo istintivamente va alla ricerca di soddisfazione di ogni suo appetito. Il Signore, da parte sua, fa maturare la coscienza fino a capire che il sacrificio di sé per amore è l’unica via per una vita umana felice. L’incontro col dolore e l’umiliazione per un cristiano è essere ammessi ad accompagnare Gesù sulla Croce e quindi partecipare delle gioie della Risurrezione.
Stranamente, dove sembra che la vita venga stoppata, ne esce invece purificata capace di riconoscere le vere gioie di Dio. Il dolore è sempre dolore, il dolore fa male, ma viene riscattato dall’unirsi a Cristo. In questi giorni di ospedale, quando la testa non è tanto lucida, mi hanno aiutato due punti fermi: Gesù e Sua Madre, basta. Il dolore restava dolore ma era accompagnato, aveva un valore.
Spero che il tempo che mi resta da vivere, gran regalo del Signore, sia impegnato in cammini di dono di sé, di cammini d’amore. Ciò che conta è essere innamorati. Voler bene è l’unica cosa che vale. Il finanziere Soros e i suoi colleghi fanno una figura meschina di fronte a una madre di famiglia che si prodiga e sa amare. Il primo fa notizia, la seconda fa la Storia con la S maiuscola.
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