
La verità che manca nella trattativa Stato-Farc

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Ho ammirato il coraggio proprio fisico di Francesco in Colombia. Impossibile non esserne incantati. E così per la sua determinazione nel chiedere pace attraverso il perdono. Il perdono come categoria politica. Uno paga il conto anche del suo nemico assassino e accetta il sacrificio per un bene più grande. Non tanto per sé ma per i figli suoi e degli altri. Questo implica il rischio di credere alla buona fede dell’altro. Ma ci sono dei passaggi necessari: il racconto della verità. L’amnistia suppone questo.
Leggo una testimonianza poderosa su Repubblica. Jesus Mario Corrales dice, perdonando: «Sono contento di questi giorni storici, ma voglio ricordare alle Farc e a tutti gli ex guerriglieri che è necessario vengano resi pubblici i crimini perpetrati in questi anni. (…) Restituiscano le ossa dei miei parenti e di tutti gli uccisi, così che io possa pregare per loro. Solo partendo da questo punto si potrà inaugurare un reale processo di pace nel paese». Le Farc hanno violentato lui, sciolto nell’acido i suoi figli. Vi fa venire in mente qualcosa questo trattamento? Magari una parola che comincia per M?
In aggiunta: le Forze armate rivoluzionarie della Colombia è arciprovato coincidano con un fronte armato del narcotraffico, autore di stragi infinite. Ecco, dopo 54 anni di guerra questa Cosa nostra colombiana ha accettato la trattativa, il suo capo piange e si pente, ma ha ottenuto di essere un leader politico riconosciuto e in corsa presto per ottenere la presidenza, contando sul consenso clientelare radicato nel terrore che questi anni di dominio di vasti territori hanno consegnato alla sua organizzazione. Uno Stato nello Stato, a volte con la complicità dello Stato.
Il marxismo che pure nella storia è associato a orrori infiniti qui ha trovato una incarnazione inedita. In Sicilia (e Calabria e dovunque) la Chiesa lotta e scomunica questa piovra di nome mafia, ’ndrangheta, camorra. La trattativa (che non è mai esistita) tra Stato e mafia è considerata giustamente massima aberrazione. Perché allora il volto colombiano del narcotraffico mondiale, alleato tuttora con ’ndranghetisti, camorristi e mafiosi ha avuto diritto a un trattamento con l’inchino? Ho sbagliato analisi sulla natura della Farc? Mente Corrales sulle abitudini di stupro e di assassinio dei bambini di quella congrega? Oppure se i criminali innalzano nelle loro processioni coi fucili l’immagine del Che e di padre Camillo Torres, e agiscono in nome della rivoluzione marxista e del cristianesimo castrista, allora viva la trattativa, viva l’amnistia? Riina senatore a vita?
Foto Ansa
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!