Nigeria. Liberate 82 ragazze di Chibok: «Perché hanno aspettato tre anni per trattare?»

Di Redazione
09 Maggio 2017
In cambio il governo nigeriano ha rilasciato cinque comandanti jihadisti e pagato un riscatto. le accuse al presidente Buhari

Nigeria Kidnapped Girls

Altre 82 figlie di Chibok sono state rilasciate da Boko Haram. Le foto del loro arrivo ad Abuja, dove hanno incontrato il presidente Muhammadu Buhari lontano da occhi indiscreti (i giornalisti non potevano entrare), hanno fatto esultare di gioia tutto il paese, che attende il loro ritorno dal 14 aprile 2014.

MANCANO IN 116. Quella notte i terroristi islamici rapirono dal dormitorio della scuola 276 ragazze, quasi tutte cristiane, e le portarono nella loro roccaforte: la foresta Sambisa. Di queste 57 sono scappate subito dopo il rapimento, mentre 21 sono state liberate ad ottobre. Dopo gli ultimi rilasci, i jihadisti dovrebbero detenere ancora 116 studentesse (anche se si dice che 13 siano sicuramente decedute). Poco dopo il sequestro, i terroristi avevano pubblicato un filmato nel quale affermavano che le ragazze erano state tutte convertite all’islam. Il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, giurava: «Le venderò al mercato e le sposerò ai miei uomini».

DUEMILA RAPITE. Boko Haram, che significa “l’educazione occidentale è peccato”, è un movimento nato nel 2002 che si è convertito nel 2009 al terrorismo. Nell’estate del 2014 i terroristi hanno cominciato a occupare le città invase. In pochi mesi, i jihadisti hanno giurato fedeltà allo Stato islamico di Abu Bakr al Baghdadi, dichiarato la nascita di un Califfato e conquistato decine di città per una superficie pari a 30 mila chilometri quadrati (come quella del Belgio) negli stati settentrionali di Borno, Yobe e Adamawa. Nel 2016 l’esercito è riuscito a riconquistare tutte le città un tempo passate sotto i terroristi, che però sono ancora numerosi nascosti nella foresta Sambisa. Si calcola che Boko Haram abbia ucciso quasi 20 mila persone dal 2009. Almeno duemila ragazze e bambine sono state rapite negli ultimi tre anni. Queste purtroppo, al contrario delle studentesse di Chibok, sono state ignorate dai media.

«PERCHÉ SOLO ADESSO?». Non si conosce ancora la dinamica del rilascio. Sicuramente almeno cinque importanti comandanti jihadisti sono stati liberati e un forte riscatto è stato pagato. In tanti si sono chiesti come mai il governo abbia deciso di scendere a patti solo ora, dopo tre anni, visto che da tempo la società civile chiede di liberare le ragazze. A proposito, ha dichiarato a Fides il cardinale arcivescovo di Abuja, John Olorunfemi Onaiyekan: «In tutti questi anni sono stato tra quelli che hanno chiesto con insistenza al governo di fare di tutto per liberare le ragazze. Il governo ci ha risposto che non poteva trattare la loro liberazione con dei terroristi, scambiandole con alcuni detenuti di Boko Haram. Ma è quello che alla fine è avvenuto. Non si poteva farlo prima, risparmiando tre anni di sofferenze a queste ragazze e alle loro famiglie?».

TATTICA BUHARI. La domanda è rimbalzata ieri su tutti i giornali nigeriani, i quali si danno diverse risposte. Una delle più accreditate riguarda il presidente Buhari, gravemente malato e partito per un tempo indefinito alla volta di Londra per farsi curare. Per il Daily Post, l’ex dittatore islamico del paese avrebbe deciso di trattare e far liberare le ragazze proprio ora per distrarre il paese dal suo stato di salute.

Foto Ansa/Ap

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