
La preghiera del mattino (2011-2017)
Se non è un “mostro omofobo”, non ne parla nessuno
Sfortunatamente ci si deve accontentare di poche, peraltro quanto mai scarne righe, diffuse da Ansa.it e riprese da qualche altro sito secondario, per conoscere i dettagli della vicenda di A.F., professore in un istituto di Moncalieri, nel Torinese condannato a 11 anni, dopo essere stato arrestato, nel 2014, con l’accusa – non esattamente leggera – di avere offerto soldi ad alcuni suoi allievi in cambio di rapporti sessuali: nessun talk show dedicato, nessuna intervista alle vittime.
La notizia, strano ma vero, non pare riportata sul portale internet del quotidiano torinese per eccellenza, La Stampa; la redazione torinese di Repubblica invece offre qualche particolare in più, ma sull’home page nazionale nada. E dire che l’insegnante condannato era dapprima accusato di violenza sessuale, prostituzione minorile, concussione e altri reati: roba pesante. E dire – continuando – che, dopo l’intervista esplosiva ad un prete trentino, che ha fatto il giro del web, il tema della difesa dei diritti dei più piccoli era tornato – e giustamente – al centro dell’attenzione.
Come mai questo silenzio, questa fretta di riferire appena – laddove lo si è fatto – la notizia? Perché nessun inviato s’è fiondato sulle tracce dell’insegnante condannato? Offrire soldi in cambio di rapporti sessuali a dei ragazzini non è forse grave? E dire che la strada per Moncalieri i giornalisti la conoscono bene, come dimostra il caso – questo sì diffuso a livello nazionale – della professoressa Adele Caramico, insegnante di religione cattolica all’Itis “Pininfarina” (la stessa scuola, pare) accusata d’aver proferito frasi omofobe e poi, dopo indagini interne, del tutto scagionata.
Questa volta, invece, è diverso: silenzio tombale. E se non fosse stato per quelle dieci righine che dicevamo nessuno saprebbe nulla della vicenda accaduta, con vittime dei bambini. Come si spiega questa surreale voragine nelle cronache di oggi? Nella vana attesa di una risposta da qualche redazione, si aggiunge un particolare della persona processata: era – riferisce Ansa.it – «attivista dei diritti degli omosessuali». Il che, sia chiaro, può voler dire tutto e niente, rispetto alla speciale immunità mediatica di cui gode costui. Giudichi il lettore.
Tratto dal blog di Giuliano Guzzo
Foto da Shutterstock
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7 commenti
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Non riuscendo a capire perché i due precedenti post siano stati bloccati, provo a scriverne un terzo il più soft possibile:
La risposta al dubbio dell’articolista è ovvia: all’Ansa sono tutti omofobi manovrati dal vat.icano
E aggiungo rincarando la dose:
se ricordo bene (si, mi ricordo molto bene), quando scoppiò il caso della Caramico al Pininfarina, che, lo dice l’articolo, dovrebbe essere la stessa scuola, una utente di questo forum, una che commenta qua su Tempi come me e voi che leggete, uscì con questa espressione riferendosi al ragazzetto che aveva teso la trappola alla Caramico con la domandina per far scoppiare il caso sui media e “silurare” la prof. di religione:
noi lo conosciamo bene
lasciando intendere che sarebbe a detta di lei (il condizionale è d’obbligo) un noto troll ed elemento disturbatore che agisce qui su Tempi.
Io non ho idea di chi possa essere e quanto ci possa essere di vero in questa accusa, ma se le cose stessero davvero così:
accettare PROSTITUZIONE OMOPEDOFILA….sì, ma una professoressa di religione che espone il punto di vista della dottrina della materia che lei è preposta ad insegnare…..ALLA GOGNA, DAGLI ALL’OMOFOBA, E POI AL ROGO !!!!!!!
Sono curioso di vedere se posteranno qualcosa qua i soliti noti infiltrati ed agenti di disturbo lgbt che conosciamo bene con tutti i fakes.
Comunque che omosessualità e pedofilia siano molto molto molto spesso legati, è fuor di dubbio.
Basterebbe vedere i casi accertati di pedofilia nel clero, ma quelli accertati davvero, non tutti quelli strombazzati dalla giustizia sommaria mediatica: ogni dieci UNO è rivolto a bambine (sesso femminile), gli altri nove hanno per oggetto bambini (maschi), dunque siamo in presenza di OMOPEDOFILIA.
Ma tutto ciò va tenuto nascosto.
Se si studiasse un po’ più logica e meno religione, la gente ragionerebbe un po’ meglio.
1. Il fatto che la maggior parte dei pedofili siano uomini che molestano bambini di sesso maschile è vero solo all’interno della chiesa o di altre comunità esclusivamente maschili. Nella popolazione generale, invece, i pedofili sono prevalentemente eterosessuali. Il che, anziché suggerire legani fra omosessualità e pedofilia, suggerisce piuttosto legami fra clero cattolico da un lato e omosessualità e pedofilia dall’altro.
2, Rimaniamo pure all’interno della chiesa. Il dato che emerge è che la maggior parte dei preti pedofili sono omosessuali (il che non è rilevante: la pedofilia è un crimine a prescindere dall’orientamento), non che la maggior parte dei preti omosessuali sono pedofili (il che sarebbe rilevante, se fosse vero).
Il fatto (vero) che la maggior parte dei serial killer sono uomini non equivale a dire che la maggior parte degli uomini sono serial killer. E non consente di sospettare qualunque maschio di essere un potenziale serial killer.
Il dato che emerge è proprio quello che i preti omosessuali sono in maggioranza pedofili, caro mio.
E’ inutile girare la frittata.
Dei laici ci sono pedofili omo ed etero.
Ma è un dato di fatto anche che un gran numero di omosessuali ha avuto a che fare con minori.
Come è altrettanto vero che la popolazione omosessuale ha più malattie veneree della media.
Il che è comprensibile perché il rapporto di penetrazione anale è cruento per forza di cose….siamo più espliciti: di dimensioni relative tra le sezioni del penetrante e del penetrato, ecco, parliamo come fossero condotte idrauliche……portate, Bernoulli, pressioni, perdite di carico dovute allo sfregamento,….
La prima cosa che hanno (intelligentemente) fatto le associazioni lgbt prima di avviare la strategia di questo decennio qual è stata? Scaricare il Nambla.
Concordo sul fatto che la pedo è un crimine a prescindere: fosse per me i pedo italiani che si finiscono nei guai con la giustizia all’estero (paesi poveri con amministrazione piuttosto rozza delle giustizia), io li abbandonerei nelle fauci della polizia e dei tribunali locali, con l’unica eccezione se c’è il sospetto che qualche turista non sessuale sia stato incastrato per altre cose.
Ed in quanto ai preti corrotti che si sono macchiati di pedofilia, un calcio nel di dietro e riduzione allo stato laicale, altro che misericordia.
Adesso con l’ex-teologo che per 19 anni ha praticato omosessualità ben cosciente che la Chiesa Cattolica impone l’obbligo del celibato ai preti maggior ragione in casi di omosessualità, andate a nozze per dimostrare che i preti sono omosessuali repressi, e se non sono omosessuali non si fanno preti.
Diglielo al parroco del mio paese, aspettalo fuori dalla canonica e digli: Ue’, tu sei un omosessuale represso sennò non facevi il prete.
Io mi metto in disparte e conto i secondi che ci mette a darti una pizza !
Menelik, mi fai compassione perchè capisco che i tuoi limitati mezzi intellettuali non ti permettono di capire una ceppa del mondo che ti circonda. quindi mi muovo a compassione e ti spiego.
un uomo che va con un uomo è omosessuale,
un uomo che va con una donna è eterosessuale,
un uomo che va con un bambino è un pedofilo, a prescindere dal sesso del bambino.
per i pedofili la distinzione omo/etero ha molto poco senso, perchè sono in primo luogo pedofili. quindi sono malati e sono rei.
voler a tutti i costi trovare una correlazione tra omosessualità e pedofilia mette solo in evidenza il tuo desiderio di strumentalizzare la cosa per calunniare i gay.
tu dici che la maggior parte dei pedofili è attratto da ragazzi, ma questa caro mio è solo una tua personalissima percezione del mondo. vai a vedere cosa succede in paesi di turismo sessuale come thaillandia e brasile. li ad esempio la richiesta di bambine è molto maggiore rispetto a quella di bambini.
in ogni caso, la questione ha veramente poco senso. è come domandarsi se la maggior parte degli assassini sono etero o gay… correlazione non implica nessuna causalità (poi ti spiego la differenza).