Fiat, referendum all’ex Bertone: la Fiom cambia e vota sì insieme a Cisl e Uil – Rassegna stampa/1

Di Redazione
03 Maggio 2011
La fabbrica ex Bertone, oggi Officine automobilistiche Grugliasco, è chiusa dal 2005 e gli operai sono in cassa integrazione da allora. La Fiat chiede di cambiare il contratto come a Mirafiori e Pomigliano in cambio di un investimento di 500 milioni di euro e la costruzione della Maserati. La Fiom accetta e vota «sì»

La Fiom questa volta propone di votare «», diversamente da quanto fatto a Pomigliano e Mirafiori. Il referendum proposto dalla Fiat alla ex Bertone, oggi Officine automobilistiche Grugliasco, vicino a Torino, sulla sostituzione del contratto collettivo nazionale in cambio di un investimento di 500 milioni e la produzione della Maserati sarà accettato dal sindacato di categoria della Cgil.

“Le officine della ex Bertone sono un avamposto Fiom, 741 iscritti su 1092 lavoratori. Qui, in una fabbrica chiusa dal 2005, non avrebbe vinto nessuno in ogni caso. La prevalenza del «no» avrebbe significato la cancellazione dell’investimento promesso da Fiat e l’eutanasia della fabbrica. (…) Se il sindacato dei metalmeccanici si fosse limitato a non dare indicazione di voto, come a Mirafiori, ci sarebbe stata comunque una spaccatura, con il rischio di una forte percentuale di schede favorevoli all’accordo, perché a metterle nell’urna erano operai che sopravvivono da sei anni in cassa integrazione. La Fiom non poteva permettersi nulla di tutto questo” (Corriere, p. 39).

“Dieci giorni fa, all’approssimarsi dello scontro finale, i delegati Fiom sono andati a Roma, per incontrarsi con il segretario nazionale, Maurizio Landini. «Comunque vada il voto, noi firmiamo l’accordo» avevano detto. La scelta di ieri mattina, condivisa dai vertici, è maturata davanti a questo disagio esibito con naturalezza ai propri referenti sindacali. Con l’indicazione del «sì» il referendum viene disinnescato, una trovata che sposta gli operai dalla linea di scontro tra Fiom e Fiat” (Corriere, p. 39).

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