
Nigeria, che fine hanno fatto le 219 ragazze ancora nelle mani di Boko Haram a tre mesi dal rapimento?

A tre mesi dal rapimento di 276 ragazze nigeriane da Chibok (nello Stato settentrionale di Borno), di cui una cinquantina sono già fuggite, non si sa ancora nulla su dove si trovino e come potrebbero essere rilasciate. E nonostante il Consiglio nazionale degli Stati nigeriani abbia dichiarato settimana scorsa che «presto arriveranno buone notizie», l’ottimismo non rientra tra gli stati d’animo dei parenti delle ragazze rapite.
NUOVO FILMATO. In un nuovo filmato di 16 minuti rilasciato da Boko Haram, il leader Abubakar Shekau si è fatto beffe dei tentativi del governo di salvare le ragazze e della campagna mediatica #BringBackOurGirls, dichiarando che l’unico modo per riaverle è uno scambio di prigionieri. Nel video, inoltre, saluta «il fratello» Al Baghdadi, leader dello Stato islamico, e invoca «la protezione di Allah» su di lui e il neonato califfato islamico, a cui sembra guardare con simpatia.
ACCORDO FALLITO. Nelle mani dei terroristi dovrebbero esserci ancora 219 ragazze. Nessuno sa quale sia il loro stato di salute ma secondo l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo «molte non torneranno più e continueremo a interrogarci per molti anni». Non solo, «molte sono ormai incinte e daranno vita ai figli dei membri di Boko Haram».
A maggio si era parlato di un accordo raggiunto tra terroristi e governo nigeriano per il rilascio delle ragazze, ma questo era naufragato dopo l’incontro tra Goodluck Jonathan e il suo omonimo francese François Hollande, in cui i due si sarebbero accordati per un «piano d’azione globale e regionale». Questo piano, però, non ha ancora dato frutti mentre i rapimenti per mano dei terroristi continuano incontrastati.
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