
L’eurodeputata che ha sconfitto l’Europa abortista: «È quasi un miracolo, ma la battaglia continua»
«Sono sorpresa, direi che è quasi un miracolo. Sarò che forse oggi è la giornata in cui divenne papa Giovanni Paolo II, forse ci ha dato una mano». Anna Zaborska, eurodeputata popolare slovacca, è tra i principali fautori della vittoria in Parlamento Europeo, che ieri ha rinviato in Commissione la risoluzione a favore dell’aborto come diritto umano e dell’educazione omosessuale dei bambini.
NON ESISTE DIRITTO ALL’ABORTO. In un’intervista ad Avvenire, Zaborska si professa soddisfatta: «È un’ottima notizia, perché di solito su queste questioni vince sempre l’altra parte e anche loro credo siano rimasti stupiti». L’eurodeputata spiega che molti che erano a favore della risoluzione, si sono poi schierati contro. «Al di là dei principi etici, è chiaro che la risoluzione lede le competenze degli Stati nazionali, ed è chiaro che nessun trattato internazionale sancisce il diritto all’aborto».
«VOGLIONO RIPRESENTARE IL TESTO». Il testo però potrebbe ancora tornare in Parlamento «anche se noi certamente ci impegneremo per cercare di allungare i tempi» fino alle elezioni europee, che cambierebbero tutto e affosserebbero la risoluzione. «Ma i sostenitori di quel testo sono molto agguerriti, hanno detto che il testo sarà ripresentato identico. E non è escluso che alla fine passi visto che comunque socialisti, verdi, liberali e sinistra unitaria hanno la maggioranza».
LA STRATEGIA EUROPEA. Anche se la risoluzione non avrebbe imposto agli Stati membri di legiferare in base al testo, secondo Zaborska fa tutto parte di un piano consolidato: «È una strategia classica: il battage costante a colpi di risoluzioni, che però impressionano l’opinione pubblica che non sempre sa che si tratta di testi non vincolanti, facendo così pressione sui parlamenti nazionali. E non di rado, poi, anche la Commissione Europea decide di farsi “ispirare” per vere e proprie proposte di direttive. Per questo bisogna stare all’erta e continuare la battaglia».
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13 commenti
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Io temo molto l’ideologia del gender e la sua intolleranza. E’ una menzogna, io pure ci sono cascato, ma per fortuna me ne sono allontanato.
una bella cosa. l’articolo dice bene quando afferma che la strada è ancora lunga.
Non dimentichiamoci però che in mezzo ci sarà l’iniziativa “uno di noi” che ha raccolto più di un milione e quattrocentomila firme. E voi l’avete firmata? c’è tempo fino al 31 ottobre!
Un grazie certo alla Zaborska, ma sono perplesso: il nazismo non era stato sconfitto quasi 70 anni fa? E allora questi da dove spuntano? Dobbiamo rifare tutto da capo?
Gli omosessuali devono bruciare all’inferno!
Non so chi abbia scritto quella roba sopra, io certo no.
Chi si finge qualcun altro dovrebbe almeno curare l’ortografia (magari scoprirebbe che gli accenti e gli apici sono cose diverse).
Un sentito ringraziamento a questa eurodeputata. Speriamo che si possano aggiungere altri esponenti a difesa della vita, della famiglia e della legge morale naturale. Non può esserci matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Quoto e straquoto Original.
Un sentito ringraziamento all’onorevole Zaborska. Speriamo che il suo impegno convinca anche altri europarlamentari a contrastare la diffusione della nefasta ideologia del gender e a riaffermare l’unicità della famiglia, costituita sul legame stabile tra un uomo e una donna.