
Tenere distinta la sorte di Berlusconi da quella del governo è un’ipocrisia. Come dimostra la vicenda Why Not
Dopo la fiducia accordata ieri al governo Letta, circola sui giornali e nei dibattiti televisivi un refrain accomodante: «Occorre tenere separate le vicende giudiziarie personali di Berlusconi dalla questione politica». Questa, comunque la si voglia intendere, è un’ipocrisia. Separare la “questione politica Berlusconi” dalla “questione giudiziaria Berlusconi” è una favola che possiamo raccontarci per non risolvere il problema oggi, ma che tornerà d’attualità domani (nel senso letterale, visto che si vota la decadenza).
Premesso il fatto che, trattandosi di Berlusconi, tutto s’ingarbuglia e che la stabilità di governo, pur non essendo un dogma di fede, è un bene per tutti, non si può far finta di non vedere che “politica” e “giustizia” sono da vent’anni in Italia universi così coincidenti che solo una certa cecità interessata può pensare di poter tenere ancora distinti. Ma si sa, sono ormai quattro lustri che dalle nostre parti Polifemo si rallegra di vivere in un paese di ciechi.
Non è solo “questione Berlusconi”. È anche questione Ilva, Mori, Del Turco. Da ultimo, e proprio ieri è uscita una notizia a suo modo emblematica, è “questione Why Not”. Ricordate? Per quell’inchiesta cadde (a proposito delle sfere distinte di “giustizia” e politica”) non un governo di centrodestra, ma quello di centrosinistra di Romano Prodi .
Ieri è accaduto (i virgolettati riportati li traiamo da un articolo della Stampa) che il filone principale del processo, quello istruito nel 2006 dall’allora pm di Catanzaro Luigi de Magistris, è «finito in una bolla di sapone». «La Suprema Corte, infatti, dopo una camera di consiglio di circa cinque ore, ha smontato molte delle accuse di abuso d’ufficio contestate a funzionari e ai vertici dell’amministrazione regionale». Azzerata la condanna a un anno di reclusione per abuso d’ufficio a carico dell’ex governatore del centrosinistra (rileggasi: centrosinistra) Agazio Loiero e del suo braccio destro Nicola Durante; assolto l’ex governatore di centrodestra Giuseppe Chiaravalloti; assolti altri personaggi colpiti dall’inchiesta che qui sarebbe lungo elencare.
Smontato anche «il teorema dell’associazione a delinquere ipotizzata nei confronti dell’ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, Antonio Saladino (condannato a 3 anni e dieci mesi in appello), e di Giuseppe Lillo (condannato a 2 anni), con l’apporto estemporaneo dei funzionari pubblici. Nei loro confronti, per il capo di imputazione relativo all’associazione, è stato pronunciato l’annullamento con rinvio e sono inoltre stati dichiarati estinti per prescrizione numerosi capi di imputazione».
Quindi, conclude la Stampa, «non ha assolutamente resistito al vaglio della Suprema Corte il primo filone di Why not approdato in sede di legittimità. Complessivamente l’inchiesta coinvolse più di un centinaio di persone».
Al contrario sono sotto processo a Roma de Magistris (oggi sindaco di Napoli, sempre a proposito di distinzione tra “politica” e “giustizia”) e il suo consulente Gioacchino Genchi «per l’acquisizione abusiva dei tabulati di Prodi, dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella, di Francesco Rutelli e di molti altri onorevoli».
Come esiste una grande verità nel vecchio adagio che recita che «se non ti occupi di politica, la politica prima o poi si occuperà di te», così – mutatis mutandis -, bisognerebbe dire oggi che «se non ti occupi di giustizia, la giustizia prima o poi si occuperà di te». Un monito, sebbene non presidenziale, di cui anche il nostro bravo Enrico Letta farebbe bene a tenere conto.
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16 commenti
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LANDI fammi capire appoggi gente che va contro le tue idee tra cui qs fantomatico eroe di SB che ha sempre alzato,sotto le elezioni,la bandierina della croce per poi ripiegarla velocemente.
e non appoggi chi le porta avanti coerentemente.?
e poi spiegami l’arroganza delle colombe?
Uomini che sanno che cosa è la politica e in particolare Formigoni hanno sempre preso i loro voti, ma tanti voti.
Forse SB deve ringraziare loro,sia x i voti sia x la forte correzione fraterna che ha impedito al rimbambito di rovinare l’Italia.
Sicuramente da come ne parli confondi SB x la prima persona della trinità,ma ti do una delusione la bibbia e quindi la Chiesa lo chiama idolo.
L’idolo non mantiene le promesse che suscita e qs 20 anni lo testimoniano tutti.
Senza contare il fatto che la richiesta di Berlusconi sarebbe quella di portare il “contenzioso” sulla decadenza di fronte alla Corte Costituzionale, stranamente considerata un porto franco dalle toghe rosse: un escamotage per prendere tempo? Mah, il tempo mi sembra ampiamente scaduto. Piuttosto il parlamento pensi alla responsabilità civile dei magistrati, anche se si porrà di fatto il problema di chi giudica i giudici.
La Cassazione ha in gran parte annullato (e in parte confermato) l’esito dei processi di primo e secondo grado Why Not: a meno che non si dimostri il dolo di tutti i magistrati (giudicanti e requirenti) dei due gradi di merito, si tratta di una vicenda fisiologica del processo penale. Bene ha fatto la Cassazione ad annullare, se la legge imponeva questo.
La Cassazione del processo Why Not è la stessa Cassazione che ha confermato la condanna di Berlusconi: anche questo è un esito fisiologico del processo penale – a meno di non dimostrare il dolo di tutti i magistrati, Cassazione compresa.
Quindi: giusta l’assoluzione di Loiero e giusta la condanna di Berlusconi, che quindi deve andarsene dal Parlamento e dalla politica.
C’è altro da capire?
@Sergio Landi (precisazione)
Formigoni nel 1984 viene eletto al Parlamento europeo (con oltre 450 000 preferenze è il primo degli eletti nelle liste della Democrazia Cristiana);
Quindi forse ha portato lui una valanga di voti a Berlusconi.
emanuele sarti ma sei in ogniluogo, onnipotenza?
e dunque?
cioè, i politici NON possono essere indagati in alcun modo?
TOTALE immunità?
vediamo anche l’altra faccia della medaglia, PRE tangentopoli. Un sistema corrotto che come una piovra sottraeva quantità enorme del denaro, con tentacoli che arrivavano dappertutto (dalla grande azienda strategica fino al consigliere comunale, dalle forniture militari alla risma di carta per l’ufficio)
Ce le ricordiamo queste cose? E non mi venite a parlare di costi della politica, erano soldi parassiti per finanziare il congresso della corrente della sottocorrente, giornali (Avanti, etc. etc.) che non vendevano una copia in edicola ma avevano un esercito di redattori e cronisti che tutto facevano tranne che redattori e cronisti. E cene elettorali, e missioni elettorali che invece erano porci comodi propri. E’ nato così il conflitto giustizia/politica, con i politici ladri che bloccavano tutto in un nulla di fatto.
etc.etc. che sapete benissimo.
Perchè qui su Tempi non avete il coraggio di dire anche queste cose?
Possibile che difronte a queste STORTURE e BESTIALITA’ la reazione sia solo una, cercare di avere il controllo della magistratura?
E vale il viceversa, la magistratura complice la imbarazzante impotenza della politica di darsi delle regole chiare e precise sul finanziamento è diventata supplente della politica.
Volete pontificare di giustizia?
OK, ma facciamolo SU TUTTI AGLI ASPETTI, non solo su quelli che fanno comodo a questa o quella parte politica.
Bisogna riformare la giustizia? CERTO, ma non per depenalizzare il falso in bilancio, il quarto grado di giudizio, lodi furbetti. Ma per una giustizia efficiente, VELOCE, che non riempia le carceri di DETENUTI IN ATTESA DI GIUDIZIO. Non per sistemare i guai di Tizio e Caio, per sistemare i guai di decine di migliaia di poveri Cristi.
E le idee buone ci sono, ragionevoli, CONDIVISE, ragionavoli:
http://www.arcipelagomilano.org/archives/6554
“In attesa di giustizia. Dialogo sulle riforme possibili
di Carlo Nordio, Giuliano Pisapia”
scritto da Pisapia (cultura di sinistra) e Nordio (centrodestra?!)
Se si ragiona sulla cosa giusta da fare invece che su quello che a una parte politica comoda fare, i punti di incontro si trovano!!!
Poi concordo, su Berlusconi la sinistra ci marcia. L’ottusa fermazza con cui si rifiutano di discutere sulla retroattività della legge Severino è una (politicamente) criminale ostinazione, altro che maggioranza alternativa: Cicchitto, Formigoni…. lo sa anche Letta cosa ne pensano della giustizia. La bomba non è stata disinnescata, è stato fermato il conto alla rovescia. Larghe intese: benissimo, ma anche su queste cose!!!
E se serve, amnistia sia, non per “salvare” Berlusconi (sulla cui innocenza nei processi in corso la mano sul fuoco NON la metto), ma per salvare l’Italia che ha disperato bisogno di una giustizia efficiente.
Quelli che sputano veleno e sentenze contro Berlusconi, si chiedano cos’ hanno fatto loro nella vita….
Quasi sempre sono parassiti falliti, che godono nel demolire chi invece ha avuto successo e fatto qualcosa.
Berlusconi il “delinquente”… E loro cosa sono?
Queste sono le cose che ha fatto il m5s (sito esterno ma pubblicato anche dalla loro pagina ufficiale su facebook): http://djrinus.wordpress.com/2013/05/29/tutte-le-proposte-di-legge-del-movimento-5-stelle/
Berlusconi cosa avrebbe fatto di utile a questo paese oltre a rubare e depenalizzare il falso in bilancio e leggi per le proprie TV?
@Emanuele Sarti. * Bottom Commentator.
Per pietà! Liberaci dalla tua presenza inutile.
Inutile come il tuo commento, se hai qualcosa di serio da dire allora fallo! Altrimenti se tu quello inutile.
Inutile, come dire qualcosa di serio a chi vuole ascoltare solo se stesso…
Sì, ma il processo Mediaset non è finito in una bolla di sapone, ma con una condanna definitiva in Cassazione. Con questo però non voglio dire che non ci siano ragioni per valutare politicamente la questione della decadenza. Insomma, se ad esprimersi deve essere un organo politico, questo non può che esprimersi politicamente,altrimenti che sia un giudice ad applicare anche la decadenza. Se è previsto che si possa votare sì o no, vuol dire che possono vincere anche i no.
L’unico modo per affrontare la questione giustizia in modo serio e’ fare una riforma e farla seguire da un’amnistia.
Ma la situazione di Berlusconi non è la stessa dell’inchiesta Why Not, perché la sentenza
Mediaset e’ definitiva. E il problema politico principale con Berlusconi resterebbe comunque anche con la riforma, perché Berlusconi non difende il porcellum a causa delle toghe rosse.
Dove sono le prove delle toghe rosse?
francamente non ho capito molto se convenga che il governo letta duri o no. se ne dicono tante qui e sui giornali ma le idee più che chiarirsi si sono incasinate. anche circa la legge omofobia non è chiaro cosa convenga. io credo che se i parlamentari pdl si dimettevano non l’avrebbero fatta. ora il pdl ancora c’è. per cui la legge andrà al senato. ma diviso, o così dicono. viene da pensare che quanti erano le colombe sono coloro che nel pdl vogliano la legge contro l’omofobia. inclusa la roccella che era tra coloro che più si erano opposte a quella legge. o forse c’è altro. penso che la storia delle tasse sia stata una scusa per confonderci più le idee. solo che non riesco a capire che cosa abbiano in mente le persone che affollano il parlamento italiano.
Non mi risulta che la Roccella abbia cambiato idea sulla legge anti-mofobia.
Ecco una intervista solo di qualche giorno fa:
“Gli attacchi forsennati delle associazioni gay e l’invito al boicottaggio – ha aggiunto Roccella – dimostrano quanto siano fondati i timori per la libertà di espressione espressi da alcuni durante il dibattito parlamentare sull’omofobia”.
“Se avere un’idea del matrimonio diversa da quella dei militanti gay – ha detto ancora – scatena tutto questo, cosa accadrebbe con una legge come quella appena votata dalla Camera? Se poi la presidente Boldrini non apprezza il lavoro di cura e non si è mai alzata da tavola, come gesto d’amore nei confronti dei familiari, è una sua scelta, che non può pretendere di imporre a tutte le italiane. Le pari opportunità non significano rinunciare alla cura materna e al piacere di non calcolare i gesti di affetto”.