Il nuovo Dan Brown sarà musulmano? Il caso Reza Aslan e il suo libro su Gesù

Di Redazione
07 Agosto 2013
L'America discute sul Gesù raccontato dallo studioso islamico, con buona penna e molte incertezze storiche. Un po' di polemica grazie a internet e le vendite si impennano

Prosa scorrevole, argomento di comprovato interesse (da qualcosa come duemila anni), qualche tesi non nuova ma ardita e una buona dose di pubblicità gratuita offerta da una polemica diventata virale su internet. La storia dell’improvviso e folgorante successo di vendita negli Stati Uniti del libro Zealot: The Life and Times of Jesus of Nazareth riunisce in sé tutti gli stilemi del perfetto best seller dell’era 2.0 della cultura.

ERA UN LIBRO QUALUNQUE. Reza Aslan, americano di origine iraniana, è uno studioso di storia delle religioni e anche professore di scrittura creativa all’Università della California. Già autore di un best seller sull’islam (No god but God: The Origins, Evolution, and Future of Islam), Aslan ha da poco dato alle stampe una storia di Gesù, con l’esplicito intento di collocare la sua vicenda e la sua figura nel contesto economico e politico della Palestina dell’epoca. Niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che Aslan, musulmano, viene invitato a presentare il suo lavoro in una trasmissione di Fox News, il network di riferimento dei conservatori statunitensi.

QUELLA BENEDETTA POLEMICA. «Che interesse ha un musulmano a scrivere un libro su Gesù?», chiede l’intervistatrice a un Aslan molto cortese nello spiegare che il suo è un lavoro frutto di una professionalità solida («studio questi temi da vent’anni») e non di un qualche interesse generato dalla religione. La domanda legittima si trasforma in polemica un po’ irritante (senza nessun affondo davvero interessante sui contenuti del libro) e il caso scoppia quando il filmato viene diffuso su internet e visto 4,5 milioni di volte sul sito Buzzfeed che lo titola perfidamente: “È l’intervista più imbarazzante mai realizzata da Fox News?”. 

PRIMO IN CLASSIFICA. Postato sabato su YouTube, il video è stato visto 600 mila volte e nel frattempo Aslan ha guadagnato 5 mila nuovi follower su Twitter, molti dei quali impegnati nell’insultarlo. Il libro, già nella top ten della classifica di Amazon dopo la pubblicazione il 16 luglio, ha incrementato le vendite del 35 per cento conquistando il primo posto in classifica. L’editore (Random House) ha appena annunciato di aver dato alle stampe 50 mila copie in più per far fronte alla domanda.

GESÙ O CHE GUEVARA? E i contenuti del libro? Bisogna fidarsi di chi lo ha già letto. Secondo il professore di Yale che l’ha recensito per il New York Times si tratta di un testo avvincente ma che incorre in numerose ingenuità storiche. A cominciare dal fatto che secondo Aslan dopo la morte di Gesù i cristiani sopravvivono in un filone greco che fa capo a Paolo e in uno che in Palestina riconosce la leadership di Giovanni. Un’ingenuità, prosegue il professor Dale B. Martin sul Nyt, è anche quella di affermare che «sarebbe stato “pressoché impensabile” per un ebreo di trent’anni non essere sposato».

REPUBBLICANO O DEMOCRATICO. In una delle numerose interviste seguite alla (benedetta) polemica con Fox News, Aslan spiega di essere sempre stato molto attratto dal Gesù rivoluzionario, un uomo a tal punto pericoloso per l’Impero Romano da essere torturato e crocifisso, una pena che all’epoca si comminava solo a chi davvero metteva in pericolo la stabilità della regione. «Il Gesù della storia – ha detto – sarebbe stato un pessimo repubblicano». Ma anche qui non c’è nulla di nuovo, solo l’antica tentazione che sant’Agostino rinfacciava ai pelagiani («Questo è l’orrendo e occulto veleno del vostro errore: che pretendiate di far consistere la grazia di Cristo nel suo esempio e non nel dono della Sua persona»), il vizio di trarre la lezione “politica” dal fatto di Cristo dimenticando il mistero dell’incarnazione di Dio. Un certo Joseph Ratzinger ha scritto pagine molto interessanti in proposito.

Il video dell’intervista di Reza Aslan su Fox News.

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4 commenti

  1. alfesibeo

    …ma se uno non crede nel “mistero” dell’incarnazione divina, potrà pur cercare di trarre una lezione politica da quanto si sa di storico, senza che se ne svilisca il lavoro. O no?

  2. Ravecca Massimo

    Mi permetto di presentare il mio ebook. “Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo”. (Amazon 2,68 euro). Sinossi: Un viaggio intorno al genio. Da Esopo a Lucio Fontana. Nessuno ha mai parlato come Gesù di Nazaret, disegnato come Leonardo da Vinci, scolpito come Michelangelo Buonarroti, scritto come Dante Alighieri, costruito come Filippo Brunelleschi, composto musiche come Johann Sebastian Bach. La principale tesi del libro è che l’elemento comune che li unisce è la ricorsività. Il moltiplicarsi dell’immagine di un oggetto posto tra due specchi piani paralleli è una tipica situazione ricorsiva. Effetto ottico che i geni, in vari modi, ricreano nelle loro opere. La ricorsività è legata all’intelligenza, e si ritrova nelle sue manifestazioni. Il Vangelo come non l’avete mai letto, le opere di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti come non le avete mai guardate. Gesù, Leonardo e Michelangelo ebbero un’intelligenza simile e simile fu anche il loro volto nella maturità. Le opere del Rinascimento viste come icone, la Sindone di Torino come un quadro rinascimentale. Nel disegno di copertina sulla sinistra il profilo di Leonardo, al centro il volto della Sindone di Torino, e a destra il profilo di Michelangelo.

  3. Mappo

    Non avendo letto il libro (e non credo che lo leggerò mai) non entro nella polemica.
    L’unica cosa che mi da fastidio è che nell’articolo si usi per due volte il termine Palestina per indicare i territori di Giudea e Samaria. All’epoca a nessuno sarebbe passato per la mente di chiamare Palestina le terre abitate dagli ebrei. Il termine Palestina che si riferisce ai nemici degli israeliti, i famosi filistei, fu adottato dai romani, molto dopo la morte di Gesù, in segno di disprezzo per gli ebrei e per cancellare anche nel nome il popolo ebraico. Gesù fu tante cose, ma non fu mai palestinese. Usare il termine Palestina associato alla persona di Gesù è come minimo un grave falso storico, se non un vero insulto all’uomo Gesù, ebreo vissuto in quelle terre duemila anni or sono.

  4. TtoTM

    Benvenuto al libro di un autore mussulmano e iraniano che sente il bisogno di parlare di Gesù Cristo.

    Cristo è come un potente magnete: chi si lascia attrarre alla fine viene avvinto ! …L’inizio può essere anche la redazione o la lettura di un libro….mentre le conseguenze sono inimmaginabili

    🙂

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