
Veneto. Pil a meno 5,7 per cento, edilizia in panne e aumenta la cassa integrazione. Tiene l’export
Dopo la Lombardia anche il Veneto arranca. A certificarlo è ancora una volta la Banca d’Italia. Il pil della più produttiva regione del Paese dopo la locomotiva lombarda, infatti, è anch’esso calato del 5,7 per cento nell’ultimo anno, il 2012, rispetto al precedente, mentre la media nazionale è stata del -4,5 per cento, meno 3 per cento al Nord. A pesare, soprattutto, è stata la crisi dell’edilizia residenziale, con un calo nel numero di permessi di costruire che è sceso del 70 per cento rispetto al 2004, l’anno d’oro del comparto.
TIENE SOLO L’EXPORT. Il lavoro, che mostra una sostanziale tenuta nel 2012 – soprattutto a motivo del crescente ricorso alla cassa integrazione –, registra tuttavia un ulteriore deterioramento in avvio di 2013. Raddoppiano, poi, i fallimenti; le procedure avviate lo scorso anno, infatti, sono state 1.070, al di sopra della media nazionale.
Tiene soltanto l’export e, in particolare, quei settori e singoli imprenditori che sono stati capaci di internazionalizzare e innovare, creando reti produttive in mercati lontani. Tra il 2007 e il 2011, per esempio, è aumentata del 36 per cento la domanda di esportazioni dell’agroalimentare, trainata da vino e bevande, mentre la crescita in Italia è stata solo del 25 per cento.
SFORZI ECCEZIONALI. Nella regione presieduta dal leghista Luca Zaia «un’uscita rapida dalla crisi – secondo il direttore della sede di Venezia di Banca d’Italia, Angelo Gramegna – purtroppo non si vede, ma c’è comunque la possibilità di capire cosa dobbiamo fare. Per fortuna, il quadro non è completamente negativo: incontra maggiori difficoltà chi lavora sostanzialmente per il mercato interno, visto che i consumi continuano a calare, ma ci sono risultati anche più che buoni per chi riesce ad esportare. Certo, c’è la necessità di fare sforzi eccezionali».
Articoli correlati
1 commento
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!
oltre al solito stato italiano ammazzaveneti, perchè non fate un’indagine sulle tasse locali e quanto incidono sulle imprese del territorio?