Il 2016 della politica internazionale (in anteprima da House of Cards)

Di Pier Giacomo Ghirardini
25 Gennaio 2016
Fino all’8 novembre l’agenda della politica mondiale sarà votata al fancazzismo globale. Poi vogliamo metterci di buono i classici primi cento giorni?

house-of-cards

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Secondo un calembour in voga nella Russia sovietica, v Pravde net izvestij, a v Izvestijakh net pravdy, ossia sulla Pravda (che in russo significa “Verità”) non ci sono notizie, e nelle Izvestija (“Notizie”) non c’è verità. Per i più giovani, ricordiamo che i quotidiani Pravda ed Izvestija assolvevano, nell’Urss, più o meno, alla stessa funzione che Corriere della Sera e Repubblica assolvono nell’Italia commissariata dalla Troika. Di bello c’è che qui non ti mandano alle Solovki. Naturalmente si scherza solo un po’ per intrattenere i 3 milioni 71 mila disoccupati che si ostinano a non voler agganciare la ripresa. In realtà sul Corriere l’abbiamo letta, l’altro giorno, una notizia. Aldo Cazzullo ha scritto, puntuale e temerario: «È vero: la gestione tedesca della grande crisi non è stata né generosa, né lungimirante. L’America ha investito 900 miliardi di dollari; in Europa non si è visto ancora un euro dei 300 miliardi annunciati da Juncker». Cose da niente. Ma ha poi prudentemente aggiunto: «Isolare ulteriormente la Merkel non ci conviene». Sì, giusto, non isoliamola – non si sa mai di cosa sono capaci i tedeschi se restano isolati, visti i precedenti, da noi, sulla linea gotica. E non facciamo arrabbiare quella pasta d’uomo di Juncker, che non se l’è presa neanche quando han detto che faceva colazione col cognac. Allora che fare? Proviamo a fare il punto.

L’anno 2016 si preannuncia bisesto ed elettorale. Punto uno: ho controllato di persona sul lunario e il 29 febbraio c’è e cade di lunedì – e a scanso di sfighe varie consiglierei di darsi malati. Punto due: m’ha detto l’uccellino che, martedì 8 novembre, vince le elezioni presidenziali Hillary Clinton. Se no, in aggiunta a Merkel e Juncker, si arrabbiano Cia e produttori di House of Cards che, per la quarta stagione, vorrebbero farci l’improvvisata di eleggere presidentessa la bella stangona pro-Lgbt Claire Underwood – con una Robin Wright precisa alla Hillary, che tutti andranno fuori di cocomero. Che così mettono il matrimonio gay obbligatorio anche da noi e la piantiamo di essere terzo mondo. Capisco di avervi spoilerato di brutto il serial, ma la fonte è certa e c’ho il dovere dell’informazione.

Morale: fino all’8 novembre l’agenda della politica mondiale sarà votata al fancazzismo globale. Poi vogliamo metterci di buono i classici primi cento giorni? E arriviamo già al carnevale dell’anno venturo: per cui ti saluto 2016! Che poi anche in Italia si voterà – però non la contano come valida.

Eh sì, ha ragione Aldo Cazzullo: restiamo a letto tutto il 2016. Tanto i disoccupati non scappano e non vogliono mica sposarsi fra di loro.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.