Cos’è il matrimonio? Il saggio che fa discutere l’America

Di Benedetta Frigerio
26 Marzo 2012
"What is Merriage?", scritto da tre professori di Princeton e Notre Dame, spiega sulla base di argomentazioni razionali e senza ricorrere a riferimenti teologici, perché il matrimonio tra uomo e donna è un bene per la società, mentre il riconoscimento di quello omosessuale una minaccia. Tempi.it ha tradotto alcuni passi del saggio.

Il matrimonio tra uomo e donna è un bene per la società. Il riconoscimento di quello omosessuale una minaccia. E questo resta vero a prescindere dalla propria fede religiosa. A dirlo sono tre professori delle università americane di Princeton e Notre Dame. Robert George, Ryan Anderson e Sherif Girgis hanno pubblicato uno studio titolato What is Marriage? (Cos’è il matrimonio?) nell’autunno del 2011 sull’Harvard Journal of Law and Public Policy, una delle riviste giuridiche statunitensi più importanti. La pubblicazione ha destato scalpore e proteste, soprattutto da parte dei sostenitori delle unioni omosessuali. What is Marriage? vuole, seguendo l’impronta filosofica di Tommaso D’Aquino, rispondere a tutte le obiezioni argomentando a partire da una base meramente razionale, senza inoltrarsi in speculazioni religiose o teologiche. Tempi.it ne ha tradotto alcune parti che qui vi riproponiamo.

COS’È IL MATRIMONIO?
Visione coniugale: il matrimonio tra uomo e donna è un bene in sé, il suo orientamento intrinseco alla procreazione e all’educazione dei figli contribuisce alla sua struttura distintiva, che include anche la norma dell’unicità (monogamia) e della fedeltà. Questa propensione all’allevamento dei bambini aiuta anche a spiegare perché il matrimonio è per il bene comune.
Visione revisionista: il matrimonio è l’unione di due persone che si vincolano ad un amore romantico supportandosi a vicenda, condividendo le gioie e i dolori della vita domestica (…) Lo Stato dovrebbe regolarne il matrimonio, perché ha interesse nel sostenere le unioni romantiche e i concreti bisogni degli sposi e dei figli che potrebbero scegliere di allevare. Spesso è stato sostenuto che il matrimonio tra uomo e donna, come sopra descritto (unicità e fedeltà), nasce da un certo credo religioso. Questo è falso. (…) Le tradizioni religiose hanno solo riconosciuto quella che è un’istituzione naturale. Il matrimonio, infatti, è una pratica sociale la cui base può essere compresa dalla ragione umana comune, qualsiasi sia la nostra tradizione religiosa (…) In questo articolo argomentiamo la visione coniugale del matrimonio senza appellarci ad alcuna fonte religiosa.

A) Uguaglianza, giustizia e cuore del dibattito
I revisionisti non stanno sulla questione centrale: cos’è il matrimonio? (…) Chiamano in causa il matrimonio tra diverse razze, per argomentare che le persone non possono controllare il loro orientamento sessuale così come non possono scegliere il colore della loro pelle. In entrambi i casi, dicono, non ci sono basi razionali per trattare in maniera diversa queste relazioni, perché la libertà di sposare la persona amata è un diritto fondamentale. Ma a differenza del matrimonio interraziale, che lascia intatta la definizione di matrimonio, lo scopo dei revisionisti è l’abolizione del concetto di matrimonio come inteso dalla nostra legge per sostituirlo con quello revisionista.
Supponiamo che i riconoscimenti legali del matrimonio valgano anche per le coppie dello stesso sesso secondo l’idea dei revisionisti, per cui, se non li si riconosce, si discrimina chi si unisce per amore. [Se questo fosse vero] la nostra legge discriminerebbe anche le unioni aperte, temporanee, poligamiche, incestuose o animali. Dopotutto, le persone possono avere un desiderio romantico e sessuale per più persone, per i propri parenti o per partner non umani.
Molti revisionisti ribattono che c’è una grande differenza tra queste unioni e quelle dello stesso sesso. L’incesto, ad esempio, può generare bambini malati. Ma assumiamo che l’interesse dello Stato ad evitare queste degenerazioni superi quello che i revisionisti chiamano un diritto fondamentale, perché lo Stato non dovrebbe riconoscere l’incesto tra adulti sterili?
I revisionisti potrebbero rispondere che queste persone dovrebbero essere libere di vivere queste relazioni, ma senza che la loro unione sia riconosciuta dalla legge. (…) I revisionisti che arrivassero a una tale conclusione devono quindi accettare tre principi.
Primo: il matrimonio non è un costrutto legale dai contorni totalmente malleabili.
Secondo: lo Stato è giustificato nel riconoscere solo i matrimoni reali (…) Quindi prima di poter concludere che alcune politiche matrimoniali violano l’uguaglianza bisogna determinare che cosa sia il matrimonio e perché deve essere legalmente riconosciuto (…).
Terzo: non c’è alcun diritto a sposare la persona che si ama, se questo include il riconoscimento di ogni tipo di relazione come matrimoniale (…) A questo punto la domanda cruciale è: cos’è davvero il matrimonio?

B) Il matrimonio è – ed è soltanto – l’unione tra marito e moglie
Come molte persone riconoscono, il matrimonio implica: primo, un’unione completa tra gli sposi; secondo, un’unione speciale fra gli sposi; terzo: norme di stabilità, monogamia, ed esclusività.
1) L’unione completa.
Il matrimonio implica la condivisione della vita e delle risorse, l’unione della mente e degli intenti (…) ma anche l’unione fisica degli organi (…). Siccome i nostri corpi sono aspetti reali di noi come persone, qualsiasi unione di due persone che non includa l’unione fisica non è un’unione completa (…). Ma due uomini o due donne non possono raggiungere l’unione organica dal momento in cui non hanno alcun organo che si possa unire (…) perciò la loro unione non può essere matrimoniale se per matrimoniale si intende l’unione completa e quindi anche organica.
2) Un orientamento speciale verso la procreazione.
Non è necessario avere figli per esser sposati. Si è, infatti, sposi anche prima che arrivino i figli. La tradizione anglo-americana ha posto per secoli il coito e non la procreazione come l’evento che convalida il matrimonio (…). Perché allora parlare di questa connessione speciale tra il matrimonio e i figli? (…) Il matrimonio è l’unione completa di due persone sessualmente complementari che consumano la loro relazione in un atto che è di per sé generativo. (…) Data la tendenza della relazione matrimoniale alla procreazione non sorprende che, secondo le più accessibili e migliori evidenze sociologiche, i bambini raggiungono i punti più alti negli indicatori di crescita sana quando sono educati dai loro genitori biologici. (Comprensione, stabilità emotiva, sviluppo familiare e sessuale, comportamento adulto).
3) Norme matrimoniali.
Questo è chiaro anche per il fatto che l’unione fisica integrale del matrimonio si pone su un piano speciale, connesso al suo orientamento alla procreazione, in un’ottica per cui non ci si può sorprendere se le norme del matrimonio sono volte a creare condizioni adatte alla crescita dei bambini: condizioni armoniose e stabili sono messe in pericolo, come la sociologia e il senso comune sostengono, dal divorzio – che priva i bambini di una vita familiare intatta – e dall’infedeltà, che tradisce e divide l’attenzione e la responsabilità tra i coniugi e i tra i coniugi e i figli.

C) Come il matrimonio civile tra omosessuali influisce sul tuo matrimonio?
A questo punto, alcuni revisionisti abbandonano il progetto filosofico di attaccare il concetto coniugale di matrimonio e semplicemente chiedono “Che c’è di male nella nostra unione?” (…). I revisionisti spesso raggiungono questo punto ponendo la domanda: «Come potrebbe il matrimonio gay influire sul tuo matrimonio?» (…). I sostenitori della visione coniugale spesso rispondono a questa sfida – giustamente crediamo – sottolineando che abolendo il concetto coniugale di matrimonio si indebolisce l’istituzione sociale del matrimonio, oscurando il valore della genitorialità di sesso opposto e minacciando la libertà morale (libertà di agire secondo quanto è giusto, ndr) e religiosa.
Qui un riassunto di come accade.
1) Indebolire il matrimonio.
Nessuno agisce isolato. Tutti noi siamo affetti dalle norme culturali, che sono in parte decise dalla legge (…). Ad esempio, siccome le emozioni sono instabili, riconoscere un’unione in base a un sentimento emotivo tenderà a far crescere l’instabilità coniugale (…). In altre parole, un errore delle politiche matrimoniali tende a distorcere la comprensione del tipo di relazione che gli sposi formano e mantengono (…). Certo, la politica può svilire il matrimonio in molti altri modi, ma qui ci concentriamo sul tentativo di legalizzare quello omosessuale, non perché solo questo svilimento conti, (…) ma riconoscere quelli omosessuali significa recidere l’ultimo filo rimasto (…). Indebolire l’aspettativa sociale che si ha sul matrimonio significa rendere più difficile ai coniugi il compito di attenersi alle norme del matrimonio naturale.
2) Oscurare il valore della differenza sessuale dei genitori.
Che questa unione sia la migliore per la crescita dei figli è ampiamente dimostrato dalla medicina e dalla sociologia, come già abbiamo ricordato (…). Se l’unione fra omosessuali fosse riconosciuta come matrimoniale, questa evidenza sarebbe messa in discussione dal nostro ordinamento.
3) Minacciare la libertà morale (di poter fare ciò che è giusto) e religiosa.
Lo Stato sarebbe così forzato a guardare ai promotori della visione coniugale come a dei bigotti (…). Abbiamo già visto come le leggi antidiscriminatorie si rivelano un’arma contro coloro che, secondo coscienza, non possono accettare la visione revisionista (…). In California, in Massachusetts, una corte d’appello ha stabilito che le scuole pubbliche possono scegliere di insegnare agli alunni che le relazioni omosessuali sono moralmente buone, anche se i genitori non sono d’accordo. Quasi nessuna delle società che ci hanno lasciato una traccia di sé sono società che non hanno regolamentato le relazioni sessuali.

E) Una sfida per i revisionisti
1) Lo Stato ha interesse a regolare alcune relazioni?
Perché lo Stato non norma le nostre amicizie ordinarie? Perché non prevede azioni civili per chi trascura o addirittura tradisce i propri amici? Perché non ci sono cerimonie civili per la formazione di nuove amicizie o ostacoli legali alla loro fine? Perché le amicizie ordinarie non influenzano il bene comune politico in maniera sistematica, il matrimonio, invece, ha un interesse pubblico di grande rilevanza, come la storia delle culture dimostra, per cui deve essere regolato.
Le società si fondano sulla famiglia, costruita su matrimoni forti e stabili, per produrre quello di cui hanno bisogno ma che non possono ottenere da sé: persone sicure, cittadini capaci di rispettare le norme (…). Ci sono ampi studi che dimostrano che quando declina la cultura matrimoniale naturale, le spese dello Stato crescono enormemente. Queste le ragioni per cui lo Stato ha un interesse verso il matrimonio che è più profondo di quello che può avere per le amicizie ordinarie.
2) Solo se sono romantici?
La romanticità è il desiderio che porta all’unione fisica e il matrimonio ha molto a che fare con questo. Una volta ammesso ciò, ritorniamo alla questione su cosa sia l’unione fisica. Basta qualsiasi tipo di rapporto fisico? Molti pensano di no. Ma allora perché il sesso è così importante? Qualcuno potrebbe provare complicità e romanticità in altri rapporti, ad esempio con la persona con cui gioca a tennis. Dov’è la differenza dunque? Dobbiamo tornare al coito (…). La ragione per cui il matrimonio tra uomo e donna coinvolge la romanticità è che questa è necessaria a condurre all’unione fisica (…) ma l’unione fisica è possibile solo tra uomo e donna.
3) Solo se sono monogami?
Supponiamo che tre uomini abbiano una relazione romantica. Cambierebbe qualcosa? (…) Se l’unione tra Joe e Jim deve essere riconosciuta sulla base dell’amore romantico, perché non dovrebbe essere riconosciuta anche quella tra Joe, Jim e John? (…) Solo nella concezione coniugale è chiaro come mai il matrimonio possa essere solo tra due persone: il matrimonio è un’unione che può essere raggiunta solo da due persone perché nessun atto singolo può unire organicamente tre o più persone.
4) Non è solo naturale?
Molti pensano che la tendenza omosessuale sia naturale e voluta da Dio (…). Come una cosa che è naturale e voluta da Dio può essere d’impedimento a una cosa buona come il matrimonio? Non pretendiamo di conoscere la genesi dell’omosessualità, ma la riteniamo irrilevante in questo dibattito. Siamo d’accordo con uno dei promotori dei matrimoni omosessuali, il professor John Corvino: «Il fatto è che ci sono moltissimi tratti genetici indesiderabili. L’alcolismo potrebbe anche avere una base genetica, ma non significa che per questo gli alcolisti abbiano il diritto di bere quanto vogliono. Molti potrebbero avere tratti violenti, ma non significa che abbiano il diritto di esercitare la violenza. Persone con queste tendenze non possono dire: “Dio mi ha voluto così” come scusa per poter agire come vogliono».
Come il professore, nemmeno noi vogliamo paragonare l’omosessualità a queste tendenze. Il punto è semplicemente che non si possono riconoscere le unioni omosessuali come matrimoniali sulla base di ciò che causa l’omosessualità (…). Se scoprissimo una tendenza genetica nel desiderio di avere più partner, questo non potrebbe essere un argomento a favore del riconoscimento legale della poligamia.

E) La legge sul matrimonio tradizionale impone vedute morali e religiose a tutti?
Questa obiezione è l’ultima per una ragione: finora, come promesso nell’introduzione, si è argomentato per difendere la visione coniugale del matrimonio, rispondendo a molte obiezioni pratiche o teoretiche, senza appellarsi ad alcuna rivelazione né autorità religiosa. Questo riflette la differenza cruciale tra il matrimonio e altre questioni relative al credo e alle pratiche meramente religiose, come la credenza nella trinità o il battesimo (…). Come abbiamo dimostrato, la bontà del matrimonio naturale e il suo apporto al bene comune possono essere compresi, analizzati, e discussi senza argomentazioni teologiche.

 

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5 commenti

  1. GGG

    faccio solo notare che si scrive marriage….

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