
«Vietato morire»: l’ordinanza del sindaco di Falciano del Massico
«È fatto divieto ai cittadini residenti, o comunque di passaggio, di oltrepassare il confine della vita terrena per andare nell’aldilà». Dal 5 marzo scorso a Falciano del Massico è vietato morire. Nel paesino in provincia di Caserta, secondo l’ordinanza del sindaco Giulio Cesare Fava, nessuna della sue quattromila anime dovrà più salire al cielo. Almeno fino a che non verrà costruito un cimitero.
Perché il problema è tutto qui: quando Falciano nel 1964 è diventato un Comune autonomo, chi ha tracciato i limiti del suo territorio si è dimenticato di includere una parte del camposanto. Così, da allora chi muore è costretto a cercare un posto nei cimiteri vicini. Per porre fine a questa situazione nel 1993 è stato costituito un consorzio per allargare il camposanto di Carinola, Comune limitrofo. Ma da allora non se ne è fatto nulla e visto che i loculi a dispozione di Falciano sono finiti, il sindaco ha deciso di costruire un cimitero in paese, senza aspettare che Carinola lo allarghi. E mentre viene cercato il sito adatto e i soldi per la costruzione, sarebbe meglio non morire. «La mia è una provocazione – dice il sindaco -. Però la situazione ormai è al collasso».
L’ordinanza comunale però non è bastata: dal 5 marzo sono morte due persone. Il Comune non ha rilasciato dichiarazioni ma sembra che non perseguirà i disobbedienti.
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