
“Spezza la croce”. La rivista dell’Isis attacca papa Francesco e Benedetto XVI

«Noi vi odiamo, prima di tutto e soprattutto, perché siete degli infedeli; voi rifiutate l’unicità di Allah – che ve ne rendiate conto o meno – siete blasfemi nei Suoi confronti, affermando che Lui ha un figlio e inventate ogni sorta di menzogna contro i Suoi profeti e messaggeri». Così si legge in un articolo dell’ultimo numero di Dabiq, rivista pubblicata dallo Stato islamico in inglese e diffusa online.
LA COLPA DELL’OCCIDENTE. La colpa dell’Occidente, secondo l’Isis, è di essere cristiano e di non credere in Allah. Questo è il succo dell’articolo “Perché vi odiamo e perché vi combattiamo”. Tutto il numero è un grande attacco all’Occidente in quanto cristiano, fin dal titolo di copertina: “Spezza la croce”. La foto ritrae un jihadista che sostituisce in Siria sulla sommità di una chiesa la bandiera nera a una croce, che viene abbattuta. All’interno un articolo completa il concetto: “Spezza la croce, come disse il profeta Maometto”.
ATTACCHI A BENEDETTO XVI. In un altro articolo, intitolato “Nelle parole del nemico”, vengono attaccati sia Benedetto XVI che papa Francesco. Il primo, perché «pur essendo un bugiardo conosce la verità» sull’islam, soprattutto quando dice che «la democrazia contraddice l’essenza dell’islam». E perché stigmatizza il fatto che l’islam «viene diffuso attraverso la spada, cosa che continuerà nonostante Benedetto XVI». Il secondo, perché sotto una finta «buona volontà» vuole «soggiogare i musulmani», dicendo ad esempio che «l’autentico islam e una giusta lettura del Corano sono opposti a ogni forma di violenza».
INTERPRETAZIONI TEOLOGICHE. Papa Francesco viene anche criticato per aver pregato per le vittime di Orlando, in Florida, che lo Stato islamico ritiene colpevoli di «sodomia». La linea del Pontefice, per la rivista che azzarda interpretazioni teologiche, è «in completo disaccordo con la dottrina della sua Chiesa» e il suo dialogo con imam quali Al-Tayeb, a capo dell’università islamica di Al-Azhar, o il Gran Muftì turco, sono definiti incontri tra «il capo della Chiesa crociata» e «apostati».
«GUERRA DI RELIGIONE». È la prima volta che l’Isis attacca in modo così diretto il Vaticano, in particolare il papa emerito Benedetto XVI e papa Francesco. Le 82 pagine si chiudono come si sono aperte: con la foto di una croce spezzata e una frase emblematica: «Le immagini dei leoni dello Stato islamico che affrontano le loro prede sui campi di battaglia di Iraq, Levante e altri fronti – come Parigi, Bruxelles, Orlando – inviano un chiaro messaggio ai Crociati e ai loro alleati: questa è una guerra di religione tra la nazione musulmana e quelle degli infedeli».
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8 commenti
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Ma nellan guerra dell’ ex-Jugoslavia in Bosnia ed Erzegovina 1992-1995: i cattivoni chi erano?
Slobodan Milošević e Radovan Karadžić e dove sono morti 63.687 Bosniaci musulmani di cui solo 2000 nella valle della Lašva,ma questo non interessa nessuno vero? (PULIZIA ETNICA)
ah zi Andre’ non fare lo gnorri,sono molti di più i Cristiani Cattolici e Ortodossi massacrati dalle milizie islamiste che ti piacciono tanto.Sappi comunque che ultimamente Milosevic è stato scagionato anche se ormai defunto.Ragioni già da perfetto dhimmi ! Complimenti !
Tra l’altro,tanto per precisare, i 63.000 bosniaci morti comprendono anche bosniaci di etnia serba o croata che costituiscono quasi la metà della popolazione bosniaca e che sono Ortodossi o Cattolici. Tra i rimanenti deceduti ci sono anche miliziani islamisti e non solo innocenti civili !.Gentile Andrea non speculare su certi eventi tragici !
La rivista dell’Isis? Casomai la rivista di chi tira i fili dietro le quinte.
Il fanatismo islamista oltre ad aver raggiunto l’apice della ferocia, ha raggiunto anche l’apice dello squilibrio mentale, questi soggetti possono solo essere chiusi in manicomi criminali.
Quello che dicono è ciò che i musulmani hanno sempre detto dei cristiani, solo che una volta se lo raccontavano tra loro e noi non lo sapevamo perché stavano di là del mare.
Oppure facevamo finta di niente, confortati dalle letture di pseudo storici che favoleggiavano (e qualcuno ci crede ancora oggi) di bellissime e armoniose convivenze.
Mi ricordo, ahimè, uno di quei testi, distribuiti al liceo, in cui, pur di fare gli irenici, si diceva che i martiri di Cordova del IX secolo si fossero praticamente suicidati per fanatismo proprio.