Siria, dite alle potenze mondiali che non c’è road map migliore di quella del Papa

Di Rodolfo Casadei
07 Settembre 2013
La strada della pace dovrebbe avere come orizzonte la “neutralizzazione” geopolitica della Siria, un compromesso sul quale potrebbero accordarsi le potenze regionali e globali

L’appello di Papa Francesco perché in Siria non si aggiungano lutti a lutti con un’azione militare internazionale e perché senza indugi riprendano il dialogo e il negoziato non ha niente a che fare con un’astratta dichiarazione di princìpi morali o con una fuga spiritualista dalle complessità della storia.

L’intervento papale è intriso di realismo e chiede ai cristiani di rendere da subito visibile il loro impegno a favore della pace con gesti simbolici e non solo. Chi ha causato la crisi internazionale attuale provocando con armi chimiche la morte di centinaia di persone nelle periferie di Damasco il 21 agosto scorso aveva fra i suoi obiettivi quello di sabotare il processo negoziale che doveva ripartire a metà di ottobre, con una seconda conferenza di Ginevra per la Siria sponsorizzata da Stati Uniti e Russia, alla quale avrebbero partecipato le parti in lotta.

L’eccidio di Ghouta ha causato l’annullamento del summit russo-americano destinato alla preparazione della conferenza e il rinvio sine die della ripresa dei negoziati. Intervenire militarmente nel conflitto oggi, anche se con la giustificazione morale di punire chi ha compiuto crimini contro l’umanità – ma anche i ribelli hanno usato armi chimiche, e per loro non si parla di punizioni – servirebbe soltanto a favorire i disegni di chi vuole che la parola resti alle armi, che il conflitto si allarghi e si internazionalizzi sempre di più.

Un disegno machiavellico e un piano diabolico ai quali occorre sfuggire. Politicamente la strada della pace dovrebbe avere come orizzonte la “neutralizzazione” geopolitica della Siria, un compromesso sul quale potrebbero accordarsi le potenze regionali e globali.

Firma l’appello contro l’intervento armato in Siria

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12 commenti

  1. andrea

    sono pessimista e, credo, realista su queste cose.

    La pace la fanno gli schieramenti contrapposti, altrimenti è una pace armata imposta. E una pace armata imposta presuppone una guerra, il controllo del territorio e la sua militarizzazione.

    La guerra in Iraq lo ha dimostrato, come lo ha dimostrato la storia innumerevoli volte. Una guerra spacciata come azione contro la minacce di armi chimiche (la storia si ripete) che si sono rivelate inesistenti, la scusa di esportare la democrazia, iniettarla come fosse botulino su un corpo che, per cultura, tradizione e religione, la democrazia non l’accetta, la tolleranza non l’accetta, la cultura del diritto non l’accetta.

    Penso all’Iraq, è nel caos e non si capisce se stavano meglio quando stavano peggio. Ma lì, almeno, c’era il petrolio. Brutto da dirsi, ma era ed è la vera ragione della seconda guerra in Iraq.

    Penso all’Afganistan (ma che ci stiamo a fare) e penso a tanti altri conflitti….

    Ora tocca alla Siria.

    Quale sarebbe la road map del Papa NEL CONCRETO?

    Come convincere dittatori sanguinari alla Assad, alla Gheddafi, alla Arafat, alla Saddam, alla Mobutu Sese Seko, gente che è disposta a far crepare decine di migliaia di persone innocenti, gente che la pace non se la può permettere perchè sanno benissimo che presuppone la loro dipartita (nel senso di esilio o molto più probabilmente orribile morte) a far la pace con integralisti accecati dalla ideologia, dall’odio, dalla religione, pronti a immolare chiunque prima di immolare loro stessi? Col digiuno e la preghiera?

    Chiedo perdono per la domanda retorica e blasfema, ma è una domanda legittima e viene imposta dalla realtà dei fatti.
    Come tuteliamo gli innocenti, i poveri cristi, col Rosario o dividendo a forza i contendenti come una lettura realistica della storia suggerisce?

    Siamo disposti a dividerli sacrificando la vita di qualche centinaio, migliaio di soldati?

    E’ una domanda che ho fatto ad una persona che di missioni di “pace” ne ha fatte parecchie: Somalia, Kossovo, due volte Iraq. Fuori dalle frasi di circostanza, le formule di rito del politico di turno, del politicamente corretto, di quello che vorremmo sentirci dire la risposta è stata: NO.
    Perchè se manca il substrato culturale, la tradizione, i valori, la democrazia, la tolleranza, il rispetto non fiorisce e appena smetti di dividere i litiganti con la forza e il sacrificio dei commilitoni sai già cosa succederà: ricominceranno come prima e la pace la faranno quando uno prevarrà sull’altro. Semplice e agghiacciante.

    Dunque, noi “occidentali dal silenzio colpevole” cosa possiamo fare IN CONCRETO?

    E, soprattuto, vale la pena di farlo?

    Come riflessione è brutale, ma sono queste le domande da farsi se non si vuole cadere nell’ipocrisia.

    1. Saverio

      La domanda sul che fare è legittima ed angustiante, ma esistono a monte delle regole il cui scopo è chiaro: per agire senza gettare il mondo nell’anarchia ed in una guerra totale, serve quantomeno un consenso internazionale giuridicamente sanzionato, senza che ciò significhi automaticamente che una data guerra sia giusta e sensata.
      E su questo ultimo punto, i dubbi di Andrea restano irrisolti; sarebbe presuntuoso, da parte del sottoscritto, pensare di affrontarli in poche righe.
      In ogni caso, gli USA non hanno ricevuto da nessun dio (o forse da un dio infero?) il compito di moralizzare il mondo con il ferro ed il fuoco: la loro retorica nasconde una violenza ed una supponenza infinite.
      Quel che comunque è indubbio, è che nel caso di specie, al di là delle strumentalizzazioni in chiave anti-siriana, esiste un Consiglio di sicurezza dell’ONU che non dà il via libera alla coalizione targata Israele-USA (là dove il primo sostantivo della targa è pacifico, ma in buona parte silenziato dai media).
      I fautori della guerra, dunque, non accettando di essere contraddetti, accusano la Russia di paralizzare ogni azione.
      E’ l’ennesima, gravissima menzogna.
      Il voto negativo di un membro avente diritto di veto nel Consiglio non costituisce una paralisi, ma una conclusione volutamente contemplata dal diritto e giuridicamente legittima: i nostri bellicosi guerrieri stanno massacrando il senso della parole, così come sogliono massacrare le genti.
      Non è neppure vero che la sola Russia si opponga: c’è anche la Cina, e non va dimenticato che la stessa Inghilterra ha avuto occasione, pur al di fuori delle procedure del Consiglio di sicurezza dell’ONU, di opporsi a questa “oscenità morale” (e giuridica), per usare le parole di Kerry.
      Similmente i sondaggi riferiscono che il popolo americano non vuole questa guerra; non la vuole, pressoché certamente, quello italiano, ecc..
      Questa è, in ogni senso, una guerra illecita, un’aggressione.
      E la reazione di ripulsa di chi abbia un minimo di senso morale e giuridico è scontata, come emerge, fra l’altro, dalle parole del superiore dei Gesuiti: “Gli Stati Uniti d’America devono smettere di comportarsi e reagire come il fratello maggiore del quartiere del mondo. Questo porta inevitabilmente all’abuso, molestia e bullismo sui membri più deboli della comunità… se c’è stato l’uso di armi chimiche abbiamo comunque l’obbligo di mostrare chiaramente al mondo intero che un gruppo del conflitto e non l’altro le ha usate. Non è sufficiente che qualche membro del governo del Paese che intende intervenire emetta un verdetto di colpevolezza. Bisogna che dimostrino al mondo che è così, senza dubbi, affinché il mondo possa fidarsi di loro. Questa fiducia oggi non c’è e sono già iniziate le speculazioni su altri motivi degli Stati Uniti per il previsto intervento”.
      E queste, concludendo, sono parole molto diplomatiche, perché qui il bullismo porterebbe la Siria a divenire un inferno in terra, come l’Iraq, la Libia, ecc., ed il resto del pianeta sull’orlo di un conflitto mondiale.

      1. andrea

        ho letto e apprezzato la risposta.

        Ma la provocazione del Papa è grande.
        Cerco di spiegarmi.

        L’articolista scrive:

        “perché senza indugi riprendano il dialogo e il negoziato non ha niente a che fare con un’astratta dichiarazione di princìpi morali o con una fuga spiritualista dalle complessità della storia”

        la provocazione, nel senso di “qualcosa che mette alla prova i tuoi profondi convincimenti”, è che preghiera e digiuno possano veramente, concretamente, servire a qualcosa.

        Perchè l’aderenza alla realtà, concetto molto amato da Giussani, ti dice tutta una altra cosa. Guardi la storia, pensi a come sono sempre andate le cose, ti rendi conto che “buoni” e “cattivi” non sono sempre così facilmente individuabili.
        Putin e cina saranno anche contrari, ma di sicuro NON per motivi umanitari o, sospetto, per timori di guerre: cercano gli equilibri più congegnali al loro potere (di sicuro Russia e Cina sono dittature, di tipo “morbido”, ma sempre dittature).

        Molti cristiani sperano che Assad non cada, ma la loro libertà religiosa aveva un prezzo: accettare un regime che non tollera democrazia e diritto, accettare che il potere passi di figlio in figlio lungo una dinastia insediata non per meriti divini come si diceva nel medioevo, ma per intrallazzi di palazzo, corruzione, violenza, controllo di apparati militari.
        E se qualcuno dissente (uno qualsiasi, non gli integralisti che a violenza vogliono sostituire la LORO violenza) sparisce in una prigione. Ecco, questo è il quadro.

        E se questo è il quadro ci vuole fede, molta fede, troppa fede per il buon senso comune per credere che l’intervento papale sia intriso di realismo.

        Ci vuole fede, molta fede, tanta per sfidare un disilluso ma concreto realismo che ti dice che fra il clan del califfato di Assad e gli integralisti invasati possa aprirsi un “dialogo”

        Sono queste le cose che ti fanno dubitare, non le stupidaggini Berlusconi si/no, Formigoni è memores e si comporta come un dandy vanesio, guarda chi hanno messo a tenere i gruppetti di SDC e via discorrendo.
        Quello lo comprendi e puoi anche accettarlo, nessuno è perfetto.

        Comprendere (come?) o meglio accettare invece che la via indicata dal Papa sia realistica e ragionevole, che digiuno e preghiera possano veramente servire per fermare una guerra civile, quello si che fa vacillare!

        Inoltre aggiungo una riflessione, un piccolo sfogo, giusto perchè si possa dire che sono il solito ateo comunista miscredente.

        Lei, Saverio, scrive:

        “In ogni caso, gli USA non hanno ricevuto da nessun dio (o forse da un dio infero?) il compito di moralizzare il mondo con il ferro ed il fuoco: la loro retorica nasconde una violenza ed una supponenza infinite”

        sono le stesse identiche cose che si dicevano nel 2003 sull’Iraq.

        Solo che le diceva la sinistra e questo ai vari Amicone e Casadei faceva letteralmente torcere le budella.

        Allora il mondo cattolico ci andava coi piedi di piombo su queste cose nel senso che si arrampicava sugli specchi pur di non ammettere che gli USA non hanno nessun diritto di imporre “la morale” o la “cultura” e che nessuno li ha eletti a gendarmi mondiali. Allora Bush arrivo perfino a mentire spudoratamente sulle armi chimiche e su quello che gli ispettori ONU riferivano.

        Ricordo benissimo editoriali e commenti dall’area ciellina a difesa della democrazia americana, posizioni sfumate distinguo, si “ma” e commenti del tipo “il solito comunista”. Si batteva il chiodo sulla democrazia da esportare (a chi non ne vuole sapere, figurati) e altre amenità simili.

        Ecco, credo che una cosa sia vera in sè. Credo che un giudizio e il metodo di giudizio se sono validi siano validi sempre, non a seconda degli attori coinvolti.
        Allora si giustificava il ruolo di gendarme, si riportavano gli editoriali di Ferrara etc. etc.

        Questa volta no.

        E siccome sono cattivo e malizioso credo sia perchè al mondo cattolico (a CL in particolare), al centro-destra Obama (quello abbronzato) stia solennemente sulle palle per motivi che con la Siria non c’entrano un beneamato fico secco.

        1. marzio

          Caro Andrea, io sono ciellino e sono contrario alla guerra contro Assad,come ero contrario alla guerra contro l’Iraq , contro la Libia o al bombardamento della Serbia che giustamente affermava che il Kossovo è Serbia.Quindi quello che stampa e tv riferiscono sul “mondo cattolico”sinceramente è solo aria fritta, del centrodestra e di ferrara a me personalmente , con tutto il rispetto non me ne può fregare di meno, e i commenti di “area ciellina” che tu citi sono semplicemente giudizi di singole persone che possono essere giusti o sbagliati, ma non sono Dogmi per nessuno..

          1. marzio

            Per quanto riguarda obama ,io e tanti cittadini europei ed americani lo detestiamo nel modo più assoluto, anche per l’appoggio che vuole dare agli islamisti, tra cui alqaeda, in Siria, ma non solo per quello.Distinti saluti.

          2. Saverio

            Non è solo, Andrea, come lei Marzio, ai tempi della II guerra del Golfo, pure io ero contrario alle violenze ipocrite e strumentali degli USA.
            Ricordo che a quell’epoca il neoconservatorismo israelita-americano, in cerca di alleati contro l’Islam, si era trovato sul medesimo lato della barricata dei cristiani sionisti statunitensi e di alcuni cattolici, ad es. di uno storico membro di Alleanza cattolica come Massimo Introvigne, che – vado alla sostanza – sembrava quasi vedere in Bush un cavaliere crociato.
            Personalmente, pur avverso all’Islam come religione – se tutte le religioni fossero parimenti degne, Cristo sarebbe nato, morto e risorto invano – avevo i brividi.
            Quanto alla Russia, non è peregrino ipotizzare che da quel Paese dovrà venire la rinascita: le rivelazioni private non si impongono come articolo di fede, ma sia lecito desumere queste conclusioni – in una sintesi necessariamente approssimativa – dalla profezia di Fatima, guardando al contempo al grande movimento di rinascita cristiana che si è manifestato in quel Paese.
            La società russa aspira a valori in ogni senso più sani di quelli di Sodoma, cui di contro aspiriamo noi occidentali.
            Ultima, politicamente scorrettissima, considerazione: noi siamo “democratici”, ma ammazziamo i nostri figli a milioni (circa 5 milioni e mezzo di bimbi italiani trucidati nelle sale di ospedale…), con una iattanza degna dei peggiori regimi: uccidiamo, e riteniamo che questo sia un nostro diritto, un “principio di civiltà “ (D’Alema docet).
            Noi democratici stiamo incubando da anni ed anni, ormai – e senza il nostro scalcagnatissimo centrodestra saremmo già nella bolgia – l’eutanasia, la famiglia omosessuale, la droga libera e via discorrendo.
            La lista delle abnormità morali che vanifica l’immagine di superiorità morale che l’Occidente si attribuisce definendosi democratico, è lunghissima ed angosciante e sono certo che, a prescindere da uno spontaneo e comprensibilissimo riflesso condizionato circa la superiorità delle democrazie occidentali, un riflesso che costituisce l’esito fisiologico del martellamento mediatico su questo tema, sono certo, dicevo, che Andrea, da buon cristiano, voglia convenire con me: democrazia non è sinonimo di giustizia, di corrispondenza ad una vera gerarchia di valori.
            Anzi, sul piano teoretico la democrazia, intesa nella sua accezione più piena, come avviene oggi, attribuisce all’uomo, alla religione dell’uomo, una centralità che non è cattolica: la pretesa di conoscere e scegliere il bene ed il male come uomini “liberi” da Dio, o almeno liberi dalla ricerca sincera ed obiettiva di un bene trascendente, è all’origine della decadenza dell’umanità (peccato originale).
            S. Tommaso, il dottore Angelico, fissa organicamente questi concetti, già chiari nella tradizione che lo precedono, e riconosce alla sola legge umana, la legge “convenzionale” – quella che stabilisce ad es., diremmo oggi, che con il verde si passa e con il rosso ci si ferma – la possibilità di essere discussa, negata, rivista, ma pur sempre nel rispetto dei principi che la sovrastano.
            D’altronde il mondo cattolico, prima dell’attuale epoca di crisi, ha sempre guardato con sospetto l’esaltazione della democrazia, non perché il mondo medievale, ad es., non fosse anche democratico, ma perché lo era – come gli studi sulla società e sull’ordinamento giuridico medievale comprovano – in un’accezione abissalmente diversa da quella contemporanea.
            Era una democrazia minimalista, quella del Pater noster, quella in cui il cardine indiscutibile consisteva nel fare anzitutto la volontà di Dio in terra, così come la si fa in cielo, e poi, solo poi, la volontà dell’uomo.
            La modernità ha alzato la testa al cielo in segno di sfida, gridando a gran voce che l’uomo, in definitiva, è il metro del bene e del male: eritis sicut dii, suggerisce il serpente, sarete come dei.
            E così i nati nella civiltà cattolica sono divenuti sempre più un sale che non dà sapore, hanno spiegato che non è loro intenzione fare proselitismo, come se Vangelo non significasse, in definitiva, proprio ciò che in un’accezione deteriore viene chiamato proselitismo.
            Sarà amarissimo sperimentarlo, ma la terza guerra mondiale è il necessario esito pratico delle fondamenta teoretiche di un mondo – quello cui venne passato il testimone da Cristo, il verus Israel secondo lo spirito e non secondo la carne – in cui il sale è divenuto insipido, in cui maree sterminate di uomini-dei si ritengono bastanti a se stessi, in cui i nuovi farisei, per usare le parole di Chieffo, si sono costruiti un Cristo di plastica, fatto a loro immagine e perfetta somiglianza.
            E nessuno di noi – pena la caduta nel peccato del fariseo orgoglioso che si vanta nel tempio al cospetto di Dio – potrà chiamarsi fuori e dirsi innocente.
            Ce la siamo cercata: se non domani, arriva dopodomani.
            E chiedo scusa se ho affrontato solo una piccola parte dello sterminato campo di argomenti aperto dalle considerazioni di Andrea.

          3. marzio

            Grazie per le interessanti e profonde riflessioni, Saverio.

          4. andrea

            letto.

            Io sono agnostico, ma tengo sempre la porta aperta all’imprevisto e l’inatteso.
            Non l’ho scelto, sono così.

            Avere fede è indubitabilmente una grazia, o l’hai, o non l’hai.

            Ci sarebbero tantissime cose da dire….

            In ogni caso, alcune cose mi sono chiare:

            le persone di grande fede le invidio, perchè caschi il mondo hanno sempre un punto fisso da cui ripartire ed almeno un termine per incardinare il giudizio sulle cose della propria vita e del mondo

            le persone di grande fede al contempo le temo perchè, proprio per quel punto fisso, quella pietra angolare, non sono aperte al sano dubbio e certe volte danno l’impressione di essere pronte a farti morire pur di salvarti l’anima.

            Dunque ho letto, la rispetto, ma Lei un pò mi fa paura.

            P.S: il sano dubbio è cosa ben diversa dal “relativismo”, ove tutto ha lo stesso valore bene e male compresi.

          5. andrea

            Hai conservato i vecchi numeri di Tracce? Giudizi di “singoli” giornalisti?

            Eri contrario alla guerra in Kosovo, Libia, Iraq I e Iraq II, come i “Beati i costruttori di Pace” che nel 2003 erano visti come la forma più insidiosa e infida di cattocomunisti.

            Comunque questo alla fine non è importante, non è il punto centrale.

            La domanda vera rimane: serviranno gli appelli del Papa, la preghiera, il digiuno?

            Se non ci sarà un intervento armato, il “visibile impegno dei cristiani in Siria e nel mondo a favore della pace con gesti simbolici e non solo” sarà motore CONCRETO che porterà alla pacificazione o il massacro terminerà quando in Siria una delle due fazioni in guerra eliminerà l’altra?

            Se si otterrà una tregua sarà come sempre avviene in medio oriente il rimandare un inevitabile regolamento di conti?

            Ho conosciuto CL in IV liceo, al tempo c’era la prima guerra in iraq.
            Papa Giovanni Paolo II proponeva una conferenza di pace per risolvere l’occupazione del Kwait. Andreotti, cattolico devoto, molto pragmaticamente inviò una piccola squadra navale e dieci aerei Tornado giusto per dire “anche noi abbiamo fatto il nostro”. Ma non si spese per la conferenza di pace, non ci mise mai la faccia.

            Formigoni fece un viaggio a Bagdad (16 dicembre 1990) per appoggiare la conferenza.
            Utilità pratica 0, spot politico 1.

            Il senso del reale e concreto indicavano al tempo solo una cosa: Saddam non si sarebbe ritirato con il dialogo, con l’embargo e le riserve petrolifere mondiali erano sotto minaccia.

            Liberare il Kwait? Non era quello il motivo, non si fa una guerra per “liberare” un paese dove le donne al tempo non avevano nemmeno il diritto di voto (votano dal 2006). Se lo merita un dittatore un paese così.

            Torniamo ad oggi.

            Obama non mi fa impazzire ma se si è onesti nessuno al suo posto potrebbe avere margini di manovra maggiori o potrebbe inventarsi qualche formula magica.

            Quanto all’appoggio ad Alqaeda ci andrei cauto: è stata l’amministrazione Obama a beccare BinLaden e la verità di chi appoggia chi è che ne io ne lei sa VERAMENTE quello che succede, e quello che succede è infinitamente più complicato del tirare una riga e mettere i buoni qui e i cattivi là, specialmente quando si parla di medio oriente.

            O non si fa niente, o si fa finta di fare qualcosa (conferenze di pace), o si mandano soldati.

            Almeno questo bisognerebbe avere il coraggio di dirlo

          6. marzio

            Non condivido alcune tue riflessioni comunque è giusto che ognuno abbia il suo modo di vedere.La redazione di Tracce comunque non ha mai esaltato la guerra ,anzj,,,i
            Non sono del centro destra né sono nostalgico di andreotti,nè sono un simpatizzante di formigoni quindi li citi inutilmente, ricordati comunque che quando fu bombardata la Serbia, al governo c’era il sinistrorso D’Alema.
            .Tornando al presente, io sono sicuro che tra 10 o 20 anni sapremo la Verità sull’11 Settembre e la versione ufficiale probabilmente verrà smentita.
            .Premetto che sono contrario sia ai democratici sia ai repubblicani in America, tra le due fazioni non vedo grosse differenze sostanziali, guerrafondaio bush e guerrafondaio obama.Tra l’altro in America più che altrove sono i Poteri forti che comandano,
            Comunque il drammatico problema attuale è che in Siria cè un governo legittimo che avrà mille difetti e contraddizioni, ma che è infinitamente migliore della teocrazia islamista in stile talebano che il tuo amico obama insieme a cameron, hollande, merkel ,erdogan e le monarchie del golfo vogliono instaurare.Tra l’altro i gas tossici sono stati utilizzati dai “ribelli” mercenari islamisti composti al 90 per cento da stranieri e non da siriani
            .Il guerrafondaio obama tra l’altro non si rende conto che attaccando la Siria sarà la popolazione siriana la prima ad essere ingiustamente colpita, altro che “bombardamenti chirurgici” (abbiamo visto in Iraq come “funzionano”)e ci sarà la risposta degli alleati di Assad come la Russia , l’Iran,hezbollah o la stressa Cina.Obama rischia di diventare l’Hitler del ventunesimo secolo, con la scusa di “salvare”la Siria egli e suoi amici rothschild, rockefeller,ecc vogliono mettere le mani sulle ricchezze siriane ed avere una base per colpire e saccheggiare un domani quella grossa torta che ai loro occhi è l’Iran.Ecco il motivo principale per cui detesto all’infinito obama e il suo governo, e tutti i suoi sostenitori.Distinti saluti e con rispetto.

          7. marzio

            Voglio solo aggiungere, Andrea, che all’interno dello schieramento “ribelle” in Siria la fazione di al qaeda è una di quelle preponderanti, quindi aiutando i “ribelli” aiuta anche i tagliagole di alqaeda.

  2. Saverio

    E dite a Letta che la sua parziale retromarcia al G20 è uno scempio che passerà alla storia: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/siria_g20_putin_obama_assad/notizie/323062.shtml
    Ditegli che non si firma un documento che accusa Assad di gesti ferocissimi solo per ragioni politiche, per non disgustare Obama, Kerry, et alios.
    Ditegli che gli ispettori dell’ONU, che hanno visitato i luoghi ed approfondito il tema, non hanno ancora concluso nulla, ed asseriscono di non poter individuare i responsabili.
    Argomenti che lo trascendono mille miglia, Letta li ha già risolti in un batter d’occhio.
    Straordinario.
    Ricordategli che le sue prosternazioni compiacenti gridano vedetta al cielo.
    Sgomenta la sua ineffabile, servizievole superficialità.
    La posizione inizialmente assunta dalla radicale, abortista, anticattolica Emma Bonino, è molto più saggia, più vera, più prudente di quella del cristiano Letta, che con la sua ultima uscita ha messo la firma sul documento che giustifica la guerra in Siria, pur con la pilatesca clausola (semplifico): “Fatelo voi il mattatoio, amici israelo-americani, ché io non posso”.
    Ho un caro amico maronita in Libano; lui questi “argomenti” li vive sulla pelle e riferisce che tutti i cristiani, tutti i moderati, anche islamici, la più gran parte della popolazione prega che Assad resti ed è terrorizzata alla prospettiva che i tagliagole dell’Islam radicale vincano.
    Avvenire, il Giornale,Tempi, sono i pochi quotidiani/riviste che hanno a più riprese evidenziato la mistificazione antisiriana in atto.
    “Save, non hai idea di quante bugie vi raccontino”. Questo diceva al telefono l’amico libanese.
    Questo dicono, nella sostanza – anche se le parole non sono sempre identiche – suore, preti, patriarchi,cardinali delle aree interessate.
    Ma Letta non ci sta: l’America ed Israele – che ha fornito le intercettazioni che inchioderebbero Assad – hanno sempre ragione.
    Facciano loro.

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