
Se farsi il segno della croce diventa un po’ come “toccare ferro” (per non dire d’altro)
Di Antonio Gurrado – La notizia più importante di ieri è quella giunta da Bologna, di cui parlava Luca Doninelli sul Giornale, riguardo alla professoressa che aveva severamente redarguito una propria alunna sorpresa, mentre passava un’ambulanza, a farsi il segno della croce. Il segno della croce, come sappiamo, è oltremodo offensivo per tutti i nostri amici che non credono nelle stesse sottigliezze metafisiche in cui ci rifugiamo noialtri pertanto noi, volendo molto bene a questi amici, non abbiamo diritto a segnarci se non in privato, di nascosto, quando siamo sicuri che nessuno si vede nemmeno col binocolo. Dov’è allora la novità? Nel fatto che stavolta la professoressa redarguente non ha avuto una reazione alla Adel Smith, non so se ve lo ricordate, quello che andava negli ospedali a lanciare i crocifissi dalla finestra perché gli facevano impressione; la buona professoressa ha invece cercato di andare incontro alle istanze della propria allieva proponendole un saggio compromesso. Quando passa l’ambulanza, le ha detto in buona sostanza, se proprio ti scappa da farti il segno della croce trattieniti e tocca ferro, così non offendi nessuno. Pensate cosa le avrebbe detto se la studentessa fosse stato uno studente.
Quest’abile mossa diversiva suggerita dalla professoressa mi ha finalmente fatto prendere atto del mio limite intrinseco, che mi impedisce di dialogare con cotali progressisti. Io ho infatti sempre erroneamente creduto che quando passava un’ambulanza, oppure un carro funebre, farsi il segno della croce fosse un modo di affidare al Signore il corpo e l’anima dello sconosciuto della cui sofferenza avevamo una testimonianza diretta e impossibile da ignorare, accompagnata com’era da sirena e/o corone di fiori. Invece la professoressa m’insegna – d’altra parte le professoresse sono fatte apposta per insegnare – che il segno della croce in tali circostanze ha valore apotropaico; uno si segna per scongiurare di finire in un’ambulanza o in un carro funebre, e chi c’è sdraiato dentro peggio per lui, saranno fatti suoi. Essendo refrattario non sono riuscito subito a cogliere la portata rivoluzionaria del progressismo civile: preoccuparsi sempre di casi generici al plurale, come i migranti e gli omosessuali; oppure di casi storici, come i partigiani e gli ebrei, però quelli morti nei campi di concentramento e non quelli vivi in Israele; oppure di casi lontani, lontanissimi, la Cambogia, l’Eritrea, le Filippine. Ma se per un malaugurato caso vicino a me vedo qualcuno che sta soffrendo, una strizzatina ai coglioni e passa la paura.
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19 commenti
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Ho chiesto all’ufficio catechistico della diocesi di Reggio Emilia se a loro conoscenza corrispondesse al vero la notizia in oggetto che sto commentando con un gruppo di amici: riporto la email di RISPOSTA
Da: UCD-RE [mailto:[email protected]] Inviato: martedì 28 gennaio 2014 10:37
A: CzzC
Oggetto: R: Una prof emiliana richiama sua alunna sorpresa farsi segno croce al passaggio dell’ambulanza
NESSUNA CONOSCENZA DI UN CASO DEL GENERE IN DIOCESI.
Ho girato tale RISPOSTA diocesana al giornalista Antonio Gurrado, per avere una conferma: nessuna risposta finora.
Ho sbagliato qualcosa?
Comunque ho trovato acuta l’osservazione di Antonio sul valore apotropaico di certa filantropia.
Buon lavoro a tutti. Ciao. Carlo.
Purtroppo temo che di simili insegnanti sian piene anche le schiere dei catechisti delle nostre parrocchie ed anche nei nostri seminari non si scherza con docenti pluri-decorati con idee a dir poco discutibili.
Se un mussulmano prega rivolto alla Mecca, a me , cristiana , non da fastidio , anzi ! Io lo rispetto per questo , come del resto fanno la maggior parte delle persone di religione islamica,rispettosi di Dio, anche nei confronti di noi cristiani , tanto che molti dei loro figli vanno all’oratorio e nelle scuole cattoliche.
Quindi io continuerò a fare il Segno di croce come preghiera quando lo riterrò opportuno, anche in pubblico.
Gli unici che si possono offendere sono quelli che si definiscono atei , ma in realtà hanno paura dell’esistenza di Dio.
Atei , agnostici e non credenti , forse è il caso di guardarvi dentro, potreste avere delle sorprese!
Ma è un’insegnante di Religione questa? Chi l’ha nominata????
Er grande fratello..
Io sono solo un povero pirla, non conto nulla.
Si e mo te manca excelsor..
…manco a ddirlo
Vorrei chiedere perdono per la mia cristianofobia.
E mo che l’ho detto torno a mangiare donuts.
peccato che ci siano i troll qui su tempi, ovvio che io con questo luca non ho nulla a che vedere… cmq, nonostante quello che sembra un certo rispetto della vostra religione io ce l’ho e trovavo piuttosto offensivo farsi il segno della croce sostituendolo a pratiche scaramantiche
Poveri Tempi….
La cannaaaabiiiis non faaaa maaaaleeeee, guardaaaaateeee come sonooooooo gagliaaaardoooooo…..
Ps. Complimenti a Gurrado
Ma chesstoaddì che poi s’ incaz*a…
L’unica scoperta è che Riequlibrio è na donna e insegna a Bologna…
Poi magari scopri pure stin insegnante c’ha “la spiletta dell’UAAR”…
Ho guardato i Simpson 4 ore, ho fumato cannabis e ho mangiato chili di donuts. Ma siete troppo semplici, che ne capite?
Indovinate cosa ho fatto stasera…
Se questa è un’insegnante di Religione, deve essere sospesa temporaneamente dall’incarico, in attesa che rimuova la sua confusione in materia