
Grasse risate di Crozza su Aleppo. La prova che siamo davvero «ammalati di coprofagia»

Pubblichiamo la rubrica “Boris Godunov” di Renato Farina contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)
Boris non riesce a essere spiritoso. Tutti a sganasciarsi per la parodia di Maurizio Crozza su La7 che imita Matteo Renzi. E poi fa ridere tutti e suggerisce a Pier Luigi Bersani un radioso futuro politico dove? A fare «il sindaco di Aleppo». Ah ah ah – si sbellica anche Bersani e Floris pure. Il sindaco di Aleppo. Risate mentre il sangue scorre, e tutti si fingono interessati, finché emerge la verità del vero “sentiment” di colui che oggi – Crozza – è l’unico indiscusso interprete del pensiero profondo del popolo, che tratta i politici come merdacce, ma poi siamo così. Risate su Aleppo, ma che roba è?
Poi ci si aspetta che la politica sia rinnovata da ventate di purezza di questo tipo crozziano. Il quale Crozza è davvero bravissimo, simpatico, ma quella battuta è esattamente il caso freudiano che dice la verità della ipocrisia che domina ovunque.
Ha ragione il Papa, ragionissima ad afferrare per le corna la televisione, poiché – come disse una volta Hans Urs von Balthasar – è davvero il diavolo. Separa dalla realtà, «nutre di escrementi» la gente «ammalata di coprofagia».
Tutti hanno pensato che Francesco si riferisse, nella sua intervista al periodico belga, agli spettacoli trash. Il Papa però aveva in mente anche l’informazione, il dire mezze verità, l’estrarre dalla vita delle persone la loro intimità e i loro errori senza rispetto. Ridere di Aleppo! Questo siamo oggi, questa è la migliore performance del più bravo di tutti.
Dove ci sono fuori di qui parole di vita eterna?
C’è altro. Qualcuno in questo Natale che viene, indica il dolore senza retorica, fornisce un indirizzo dove trovare sollievo e senso. La Chiesa è un gran casino, a volte si palesa – tal quale noi! – come una prostituta babilonese. Dà scandalo, ma proprio come “casta meretrix” si offre a tutti con il suo grembo apostolico. Io ne sono – come Boris – innamorato. Lei è l’unico luogo-persona dove anche se sei Giuda, e sei precipitato giù, nell’abisso, è lì, e ti mostra chi è sceso ancora più giù per portare su di sé il tuo fardello: il suo sposo, Cristo Gesù.
Ad esempio, dove ci sono fuori di qui parole di vita eterna? Come si fa ad abbandonarla? Sono frasi semplici, persino elementari, banali. Ma la verità del cuore non è un algoritmo. «Le famiglie fanno più fatica». Il tono della voce, please. Papa Francesco davanti alla Immacolata ha detto ancora: «Abbiamo bisogno del tuo sguardo». Come si fa a dire che queste frasi siano lontane dalla politica, intimistiche, senza relazione con gli assetti persino di governo?
Nel mentre che il vescovo di Roma, in piazza di Spagna, squarciava il velo della vita vera, a un tiro di fionda, nelle discussioni sul futuro dell’Italia, si aveva la percezione che nessuno, nonostante gli sforzi, riuscisse a mordere le cose. Pattinavano sul ghiaccio, qualcuno con più abilità e classe, qualche altro con grinta livorosa, ma sempre separati dalle acque profonde della vita, che scorrono là sotto. A Roma, Milano, Primavalle, Rogoredo. Aleppo.
Foto: Ansa
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