Renzi con il suo cattolicesimo adulto apre la strada al modello Hollande

Di Maurizio Sacconi
06 Maggio 2013
Il sindaco di Firenze ha scritto che i politici che si dicono cattolici spesso difendono precetti di «una visione etica molto rigida». Come la difesa della vita, il matrimonio e la libertà di educazione?

«I politici che si richiamano alla tradizione cattolica sono spesso propensi a porsi come custodi di una visione etica molto rigida». Così Matteo Renzi scrive su Repubblica per contestare l’elezione al Quirinale di Marini in quanto cattolico. E ancora, nella stessa lettera, egli afferma: «Personalmente dubito di chi riduce il cristianesimo a insieme di precetti, norme etiche alle quali cercare di obbedire e che il buon cristiano dovrebbe difendere dalle insidie della contemporaneità». L’esponente più “moderno” del Partito democratico sembra così chiarire (una volta tanto) il suo pensiero sulla laicità e sulla rilevanza della religione nella dimensione pubblica con una secca presa di distanza da coloro che, credenti e non credenti, riconoscono la necessità di porre alla base dell’azione politica una verità depositata dall’esperienza insistita nei secoli e dall’osservazione della realtà, anche se talora si rivela scomoda ai fini del consenso. E nel momento in cui la stessa crisi economica e sociale appare avere una spiegazione ultima nella crisi antropologica generata da una diffusa perdita di senso, costoro avvertono il primario impegno politico di difendere e promuovere quei princìpi che sono stati definiti “non negoziabili” in quanto riferiti alla sostanza stessa della persona umana.

Otto princìpi di civiltà
Chiedo così a Renzi che si candida a sindaco d’Italia di chiarire se costituiscano «una visione etica molto rigida» i seguenti princìpi:

1) la doverosa accoglienza di ogni nuova vita

2) l’assistenza medica alla procreazione collegata alla relazione affettiva e quindi nei limiti degli elementi naturali propri della coppia

3) il rifiuto di ogni forma di commercio dell’umano

4) l’unicità dell’istituto matrimoniale che non può essere “per tutti”

5) la prevalenza dei diritti dei minori sui desideri degli adulti

6) l’esclusività delle politiche sociali pubbliche (pensione di reversibilità, assegni e detrazioni) per la coppia naturale unita in matrimonio e per la cura dei figli

7) la tutela di ogni fragilità umana con particolare riguardo all’alimentazione e idratazione

8) la piena ed effettiva libertà di scelta tra scuola statale e paritaria.

Rispetto a questi princìpi «le insidie della contemporaneità» sono invero molte e si nascondono – si fa per dire – prevalentemente nel partito e nella coalizione di Matteo Renzi. Ora io non mi rivolgo tanto al “buon cristiano” quanto al “laico adulto” che, a prescindere dalla fede, con la ragione e l’esperienza, può avvertire compiutamente il dovere di difenderli con lo scopo di promuovere il rispetto della vita umana, fondamento di ogni etica pubblica, la vitalità demografica, premessa di quella economica e sociale, il valore della famiglia naturale, base per la coesione sociale, il pluralismo educativo, ancor più di fronte alla concorrenza delle fonti informali di apprendimento.

La sua lettera è parsa invero ispirarsi a quella definizione di “cattolico adulto” che Prodi utilizzò per invitare i credenti a considerare con favore il referendum contro la regolazione della procreazione medicalmente assistita. Sarebbe insomma “adulto” il cattolico che ha la “maturità” per allontanarsi dal magistero della Chiesa, soprattutto quando la coabitazione e la negoziazione con i laici “immaturi” lo impongono. Noi, al contrario, abbiamo fiducia nel fertile incontro tra credenti e non credenti che si costruisce sul terreno naturale, lontano da ogni pensiero ideologico “sintetico”. Così come sta accadendo in Francia, ove l’ideologia laicista vuole mettere in discussione la famiglia naturale e, con essa, il contesto logico dell’adozione e della stessa procreazione. Così come è accaduto in Italia nei giorni della Englaro, quando molti non credenti parteciparono alle iniziative di difesa della sua vita.

La posta in gioco è la sopravvivenza stessa delle nostre società, ove la grande crisi economica e sociale non è nata da ragioni tecniche e non può quindi essere superata con strumenti meramente tecnici.

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5 commenti

  1. lancillotto

    Non nascondiamoci dietro …un dito. Sono solo 2 le categorie di uomini: i Cattolici ed i …..Laici.
    Se si è Cattolico non si possono approvare tutte quelle …rivoluzioni sociali che sono solo… contrarie alle
    LEGGI DIVINE (Aborto , Unioni Gay, Eutanasia,Economia non al servizio del bene comune…assenza di tutela dei minori, assenza di libertà religiosa, educazione al servizio di ….potentati vari ecc…..ecc..). Colui che non ……riesce ad accettare queste….priorità, non può definirsi….eufemisticamente un Cattolico Maturo.
    Il Cattolico ……ricordo è al servizio…ed accetta senza compromessi tutto ciò, e soprattutto non si arroga il diritto di ….cambiare o meglio evolu..zionare ciò che Dio stesso ha stabilito.

  2. Quercia

    Più che “cattolici adulti” mi sembrano “cattolici adolescenti”, caratterizzati dalla ribellione (molto spesso auto deleteria) e dal contrasto senza sconti (e spesso senza raziocinio), verso la dottrina cattolica. Questi atteggiamenti sono tipici appunto degii adolescenti che di fronte al “comando” del buon padre di famiglia “non ti drogare”, solo per puntiglio, cominciano a farlo.

    Ma poi, scusate, chi è che obbliga un politico a definirsi cattolico? se una persona è favorevole a tutti o ad alcuni dei soliti noti temi che sono contrari alla dottrina cattolica (eutanazia, aborto, matrimoni gay, adozioni gay, commercio embrioni con relativo surgelamento e distruzione ecc), perchè non si dichiara apertamente ateo, agnostico, spirituale vario. Al massimo pure cattolico. Ma almeno che ammetta la propria fallibilità.
    Ormai mi sembra che ognuno in base ai propri limiti, cerchi di modificare i dogmi per far si che i propri limiti diventino, in un batter d’occhio, delle virtù.
    Ormai ogni italiano vuole spiegare al Papa quali sono i dogmi della religione cattolica.

    L’Italia è diventata un paese di santi, poeti e navigatori..ct…Papi e teologi.

    1. Giulio Dante Guerra

      Io più che “adulti” li chiamerei, biblicamente, “adulteri”, nel senso di spregiatori dell’alleanza fra Dio ed il Suo popolo, che la Bibbia – specialmente l’Antico Testamento, ma anche nei Vangeli le parabole “nuziali” non mancano – raffigura con la metafora delle “nozze”. E chi infrange il patto nuziale è, tecnicamente, un adultero. Tornando al Vecchio Testamento, è frequente, specie nei Profeti, l’immagine dell’apostasia come “adulterio”, anzi, spesso, addirittura come “prostituzione”.

  3. Su Connottu

    Caro Sacconi,
    il sindaco di Firenze ha appena finito di imparare che il cinismo è una delle armi migliori per la sua scalata politica. Non c’è da sorprendersi che usi anche l’appartenenza religiosa come il vestito buono per le giornate di festa (quando c’è da infinocchiare qualche parrocchiano tonto).
    Non può mica rovinarsi la carriera per banalità come la difesa della vita umana o la libertà di educazione.
    E comunque spero che modifichi il tiro, forse è ancora in tempo per farlo.

    P.S.
    Non dimentico come lei si è speso all’inizio del 2009 per evitare l’uccisione della signora Eluana Englaro, mentre una folla di becchini, fuori e dentro il parlamento, faceva il tifo affinchè la morte sopraggiungesse il più velocemente possibile.

  4. Cisco

    «Personalmente dubito di chi riduce il cristianesimo a insieme di precetti, norme etiche alle quali cercare di obbedire e che il buon cristiano dovrebbe difendere dalle insidie della contemporaneità»

    Anche io dubito di questo, sono con Renzi: il cristianesimo è l’incontro con Cristo che cambia la vita, non un’ideologia o un insieme di precetti che vengono vissuti, da chi non li condivide, come una forma di imposizione. Prova ne è che Sacconi-Fariseo, quando era al governo, non ha fatto nulla di quanto ora accusa Renzi di non dire (speriamo almeno che non lo accusi non aver fatto nulla, dato che non è mai stato al governo). Renzi va messo alla prova, non basta un’intervista. Il Sacconi-Fariseo farebbe bene a guardare in casa propria: la Biancofiore ha detto di essere contraria ai matimoni gay, ma favorevole al riconoscimento delle unioni di fatto. E sulla legge 40 il Pdl non ha forse negoziato i principi non negoziabili? E chi, se non la Carfagna, ha proposto la legge contro l’omofobia? E chi, se non la Brambilla, ha proposto norme ridcole sulla tutela degli animali secondo una perfetta visione antropologica di tipo materialista? E chi, se non il goverantore pidiellino del Friuli-Venezia Giulia Tondo ha accompagnato Peppino Englaro ad ammazzare la figlia? Per non parlare della libertà di educazione: l’unica legge a favore, che garantisce il finanziamento alle paritarie, è stata fatta dal pericolosissimo ministro comunista Luigi Berlinguer, mentre i governi che piacciono al ministro Sacconi, oltre a riempirsi la bocca di “Buono Scuola” e “Libertà di Educazione”, hanno fatto quello che la Gelmini ha proposto.

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