Perché un genitore dovrebbe iscrivere un figlio in una scuola cattolica?

Di Redazione
29 Novembre 2013
Gontero (Agesc): «Agli altri genitori diciamo: guardate che nel progetto educativo della scuola cattolica i bisogni, i desideri, le aspirazioni di vostro figlio sono presi sul serio e valorizzati»

A poche settimane dall’apertura delle iscrizioni, perché un genitore dovrebbe scegliere una scuola cattolica per il proprio figlio? È la domanda che oggi Avvenire fa a Roberto Gontero, presidente di Agesc, in un’ampia pagina dedicata dal quotidiano della Cei agli istituti privati d’ispirazione cattolica, un luogo dove «c’è una grande attenzione all’esperienza dell’educazione», spiega appunto il numero 1 dell’Associazione che riunisce le famiglie con figli in queste scuole. «Non si pensa solo a istruire gli studenti, a trasmettere delle nozioni. Educazione vuol dire che i ragazzi, anzi ogni singolo ragazzo, è al centro dell’attività didattica ed educativa. La scuola cattolica ha come fine la crescita della persona, la piena valorizzazione di tutte le dimensioni della persona umana. Agli altri genitori diciamo: guardate che nel progetto educativo della scuola cattolica i bisogni, i desideri, le aspirazioni di vostro figlio sono presi sul serio e valorizzati in un successo di crescita che ha come fine la piena espressione della sua umanità».

«EDUCAZIONE ALLA LIBERTA’». Non regge, spiega Gontero, la critica di chi vede nelle scuole cattoliche una proposta educativa a senso unico, puramente incentrata a inculcare ideologia religiosa nelle menti dei più giovani. «Basta la nostra esperienza di genitori per capire che un ragazzo cresce solo quando la sua libertà si confronta con una proposta precisa. La scuola cattolica è luogo di educazione alla libertà. Certo, il suo progetto educativo parte da un’identità che si pone naturalmente in dialogo con il resto della società. Nella scuola cattolica sono accolti tutti, a prescindere dal loro credo religioso». E le famiglie se ne accorgono, e sebbene manchi una vera parità scolastica fanno sacrifici pur di far fronte alle alte spese delle rette: «Sanno di fare un investimento reale per il futuro. Inoltre, quasi tutte le scuole che conosco fanno iniziative per andare incontro alle famiglie che hanno difficoltà a pagare la retta».

ITALIA, DISTRAZIONE EDUCATIVA. Tutto questo accade in un periodo storico complesso per l’Italia, segnata da una distrazione sul tema educativo che investe tanto la scuola quanto la famiglia. È quanto spiega il vescovo Gianni Ambrosio, presidente della commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università: «Spesso manca, purtroppo anche nelle classi dirigenti, una cultura della scuola, una stima convinta del suo valore educativo. Spesso manca pure la percezione dell’importanza decisiva dell’istruzione per la vita civile ed economica». Il semplice lamento però non porta a nulla: «Tutti siamo chiamati a trovare insieme le strade per vincere l’ignoranza o la distrazione o l’indifferenza. Siamo chiamati a individuare e promuovere nuovi modi per dare senso, significato e dignità all’esperienza scolastica. Rispetto a un’opinione pubblica spesso fuorviata da visioni distorte e riduttive, rispetto a un contesto culturale segnato da tendenze individualistiche e scettiche, è necessario far emergere chiaramente la dimensione educativa della scuola collocando al centro lo studente».

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22 commenti

  1. bvzpao

    Carissimo Gontero, sono con lei! Però ricordi ai tuoi associati, alle scuole cattoliche, ai loro dirigenti e poi alle maestre e ai professori che la crescita della persona, la valorizzazione di tutte le sue dimensioni in una scuola, passano per gli argomenti, passano per i metodi di insegnamento. Non dia per scontato che siano tutti all’avanguardia e faccia in modo di risvegliare il desiderio e la domanda, prima , dei docenti: gli studenti se ne avvantaggeranno quasi automaticamente.
    a @Francesco c’è da chiedere di rileggere l’articolo. Soprattutto nella parte in cui sostiene che per affrontare il mondo bisogna partire da una identità e la scuola statale lavora sul versante opposto. Che è legittimo, ma non è affatto unanime riconoscere che sia anche giusto.
    Personalmente lo trovo un disastro per l’umanità…solo che lo Stato è più forte e per il fatto che non siamo d’accordo mi punisce facendomi pagare per qualcosa che è un mio diritto costituzionale: educare i miei figli come meglio credo. Questo per ricordare che la “libertà” in Italia non è ancora completa.
    Poi sembra che non sia mai stato in una scuola italiana: è lì che si forma buona parte della propria identità politica, sociale e anche spirituale; sono i docenti che formano i ragazzi (per questo Gramsci volle colonizzarla) perchè sono avvantaggiati da tutto il sistema. Per questo la scuola di Stato non è culturalmente indifferente, perché persino il professore di ragioneria fa cultura, fa politica! Perciò, da laico, sposi il pensiero volteriano e si batta affinchè anche io possa essere libero. A quel punto ci confronteremo.

  2. alberto

    Una persona dovrebbe avere una cultura di base fondata su fatti e non su alterazioni e rilettura degli eventi dattate da ideologie. Una persona avrebe il diritto di formarsi integralmente, compreso l’ambito religioso, nella scuola, anche statale. In una scuola coranica si recita il corano, in una scuola cattolica, partendo da una precisa identità, la si mette a confronto con altre, allo studente poi spetta la scelta, in piena libertà. In una scuola statale gli insegnamenti vengono inflitti per ora in modo ideologico, tra poco secondo il principio della neutralità cosa che impedirà la crescita dello spirito critico, del discernimento, fondamentale nella e per la crescita di una persona. Sull’adesione alla religione cattolica ti ricordo l’esistenza del sacramento della confermazione amministrato in età sufficientemente adulta, che, come dice il nome, significa la libera scelta di confermare la propria fede non a babbonatale ma a Gesù che in base a fonti storiche certe è un personaggio realmente esistito come la regina cleopatra, giulio cesare, i faraoni, gli assiri e i babilonesi…

    1. francesco 2

      è difficile parlare di libertà di scelta religiosa se i bambini li crescete bombardandoli continuamente con le vostre idee… se gli parli di Gesù buono e carino ad un bambino di 3 anni come fate voi quello lo accetta, ma parlagliene ad un uomo di 30 anni che non si sia mai avvicinato troppo alla religione, in quei casi prob si può parlare di libera scelta.

      le scuole statali dovrebbero rispettare le confessioni di tutti e non privilegiare la tua solo perché tu pensi che sia la migliore.
      di Gesù come personaggio se ne può parlare certo, una lezione al massimo due. i fatti storici documentari sono pochissimi, e certo non si può insegnare che Gesù è il figlio di dio e che faceva i miracoli, perché questi evidentemente non sono dati di fatto!!!!

      alberto in una cosa sono d’accordo con te: le scuole cattoliche sono solo la versione cattolica della scuola coranica: un istituto scientificamente ridicolo, antiquato in cui l’occupazione è quasi esclusivamente leggere e studiare il corano… se questa è la preparazione alla vita che volete dare ai vostri figli forse sarebbe meglio togliere i figli a voi e darli ai gay

      1. ftax

        I figli ai gay, l’omofobia, l’odio verso il senso religioso…
        Sono questi gli unici bombardamenti ideologici a cui i nostri figli sono sottoposti.

      2. alberto

        Ma io non ho mai detto che le scuole coraniche sono assimilabili a quelle cattoliche, le scuole coraniche potrebbero essere confrontate, con le dovute differenze, al catechismo ma non alle scuole cattoliche dove si insegnano le materie come alla statale e, come è ovvio, hanno alla base una chiara identità che non preclude lo sviluppo di un senso critico (cfr. ad esempio Giovanni Paolo II su crociate e caso Galilei). D’altronde esistono tanti istituti statali che hanno una chiara matrice ideologica che in teoria dovresti criticare…Su Gesù, dici che come personaggio se ne può parlare al massimo in una due lezioni, potrei anche accettare il discorso sui miracoli ma non sulle parole che, tu lo voglia o no, per approfondirle non bastano dieci biblioteche. Un ultima cosa, da quando non si è più liberi di insegnare ai propri figli valori che si ritengono fondamentali per la vita? se preferisci l’insegnamento neutro (insapore, inodore e incolore, cioè tutto il contrario di ciò che è la vita reale) non puoi obbligare altri ad omologarsi e, per quanto mi riguarda, non credo che l’essere omosessuale sia patente di neutralità. Per concludere, la neutralità non appartiene all’uomo ma alle cose inanimate e una persona non è un oggetto, è viva.

      3. Lela

        Hai ragione, meglio dire ai bambini che il 25 dicembre è la festa della neve o simili amenità. Per carità, se parli ai bambini di Gesù figlio di Dio che è morto e risorto per salvare il mondo questi potrebbero crederci! Indubbiamente sarebbero condannati ad un destino atroce, credendo in un Dio padre buono che li ama così tanto. Salviamoli, presto!!!

      4. Finn

        Spassoso 😀

        Perciò vorresti darci a bere che nelle scuole pubbliche si cresce senza alcun indirizzo e completamente liberi da influenze?

        In primis ti informo che non esiste un solo essere umano che possa autodeterminarsi completamente senza dovere le sue scelte almeno in parte a influenze e stimoli altrui (pure Mowgli aveva i lupi da cui imparare).

        Come seconda e ultima cosa ti informo che nelle scuole pubbliche, che tanto per farti un appunto fanno schifo sia dal punto di vista dei testi che della preparazione che da quello dell’interesse per gli studenti, c’è un indottrinamento ancor più senza uscita di quello che secondo te danno in quelle cattoliche: la cultura che comanda nelle scuola è una e una sola e non neutrale come ci raccontate nelle favolette, ma ostile alle religioni.

        Paradossalmente è più indottrinato uno che è stato nella scuola pubblica di oggi che uno che ha frequentato la scuola cattolica, perchè nella seconda non ti viene insegnato a disprezzare chi va nella prima e tutto quello in cui crede.

        1. francesco

          Finn, ho capito ma alle scuole dei preti finisci per dire che Darwin non aveva capito nulla e che l’omosessualità è un invenzione del ventesimo secolo, dai siamo seri. certo che anche anche alle statali ti indottrinano ma non sono tenute da un’istituzione che ha ammesso che galileo aveva ragione 20 anni fa.

          1. alberto

            La Chiesa non ha ammesso che Galileo aveva ragione ha solo cercato di capire meglio come era stata gestita la questione. All’epoca del processo del 1633 Galileo non portò alcuna prova scientificamente valida che confermasse la teoria eliocentrica copernicana che lui difendeva, anzi ne portò una ma sbagliata (la causa dell’alta e bassa marea). Fu il suo scientismo ad essere messo in discussione, cioè nel voler far passare l’idea che quella fosse una verità assoluta e non solo un’ipotesi da studiare e confrontare con la teoria tolemaico-aristotelica. la Chiesa agì razionalmente secondo i dettami della fisica moderna chiedendo a Galileo un dato di fatto che lui non aveva ed era pronta a rileggere le sacre scritture alla luce della nuova scoperta scientifica. Purtroppo nella scuola statale è molto probabile che raccontino agli studenti che Galileo fu brutalmente condannato dai soliti cardinali e papi oscurantisti e retrogradi.

          2. francesco 2

            alberto guarda che i papi oscurantisti e retrogati lo erano, infatti come era fatto il sistema solare era noto con sconcertante precisione anche agli egizi e ai greci, solo che ad un certo punto lo abbiamo voluto dimenticare a favore di una teoria che prima non aveva mai convinto nessuno ma che per diversi motivi ai papi piaceva molto.

            già nelle scuole laiche gli insegnamenti vengono dati a cavolo di cane, ma nelle scuole cattoliche scienza e storia sono insegnate in modo non da riportare i fatti ma di appoggiare le idee dei preti.

            ripeto la scuola insegni i fatti e la chiesa le sue credenze ma mettere sullo stesso piano le due cose mi sembra assurdo… tanto vale allora appoggiare la scuola coranica.

            ps
            ci tenete tanto alle scuole cristiane perché sapete bene, che se uno a certe cose non è esposto fin da piccolissimo quando crescerà gli risulteranno fantasiose e arbitrarie

          3. alberto

            Retrogadi e oscurantisti? ma se uno degli osservatori astronomici più antichi è quello della specola vaticana del 1578 che oggi, nella sua sede negli Stati Uniti, dispone di uno dei più avanzati telescopi in circolazione! Grazie alla Chiesa siamo usciti dall’astrologia ed entrati nell’astronomia e tutto questo proprio per evitare che il mondo andasse avanti per ipotesi e fede e ragione potessero camminare insieme verso la ricerca della verità.

          4. francesco 2

            chiedi a galileo come la chiesa abbia aiutato l’astronomia…
            è vero la chiesa ha alcuni strumenti scientifici avanzatissimi ma certo non possiede neanche lontanamente il distacco che serve per accettare i risultati scientifici per quello che sono, la chiesa continuerà sempre a chiedere alla scienza di lavorare per sostenere le sue tesi antiscientifiche

          5. bvzpao

            ma allora di Galileo non sai niente!
            né chi lo pagasse, né tantomeno chi lo accolse!

            fai davvero passare la voglia di ricordarti le cose.

            infatti…

          6. bvzpao

            hai ragione: se ad un bambino racconti balle questo ci crederà. Motivo per cui, se posso, evito le balle raccontate nella maggior parte delle scuole di stato.
            Perchè poi, a casa, non c’è tempo per dirgli la verità.

  3. francesco

    una persona dovrebbe dovrebbe avere una cultura di base fondata su fatti e non su alterazione e rilettura degli eventi dettata da una religione. una persona dovrebbe formarsi un pensiero spirituale e religioso fuori della scuola, per questo ci sono le parrocchie.
    una scuola cattolica è come una scuola coranica, ovvero solo uno strumento di propaganda.
    lasciate che i vostri figli si formino culturalmente in una scuola laica e che gli insegnamenti religiosi gli siano inflitti nel posto più adatto: una chiesa. e rispettate anche il fatto che una persona dovrebbe scegliere se aderire ad una religione quando è sufficientemente adulta da porsi al riguardo della religione con spirito critico e non impartendogli lezioni quando sono così piccoli da credere a babbonatale e quindi non potersi neanche domandare che pensano che quello di cui voi parlate rispecchia il loro sentimento religioso.

    1. beppe

      caro francesco, i tuoi famigliari ti hanno sbattuto sul ballatoio col tuo pc in mano e tu per scaldarti dai di matto sulla tastiera. chiedi scusa e rientra al calduccio che sennò muori congelato .

    2. beppe

      caro francesco, per 5 anni ho pagato la retta ( 900.000 lire) per mia nipote che ha frequentato le magistrali in una SCUOLA NON STATALE PARITARIA FACENTE PARTE DEL SISTEMA SCOLASTICO PUBBLICO COME PREVISTO DALLA LEGGE BERLINGUER mentre mio cognato pagava ugualmente le tasse per un servizio di cui non usufruiva e anzi facendo risparmiare soldi allo stato. ora mia nipote insegna dopo essersi laureata in scienze dell’educazione. è una belllissima e brava maestra.

      1. francesco 2

        addirittura tu dovresti capire che un singolo esempio non fa statistica.

        1. ftax

          Ma chi usa il paraocchi ideologico come te non se ne fa niente della statistica…

      2. beppe

        e ovviamente le 900.000 lire erano circa la retta di un mese…..e la statistica la faccio con le mie tasche hai capito!

    3. Antonio

      Altro che scuola “laica” (io direi laicista). Queste sono tutte balle retoriche, per mascherare dietro paroloni da sedicenti intellettuali la becera intolleranza anticristiana ed antireligiosa che vuole vigliaccamente scacciare la Fede da ogni aspetto pubblico del Paese. Il resto sono tutte fesserie da azzeccagarbugli da centro sociale. Si vuole solo attaccare la religione. A proposito, chissà cosa ne penseranno gli islamici di queste opinioni contro le scuole coraniche e delle fesserie laiciste, quando sarannio la maggioranza in Italia?

    4. Pascal

      Leggerti è come passare davanti a un incidente stradale con vittime: vorresti distogliere lo sguardo ma alla fine guardi ugualmente.

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