Otto domande non negoziabili che gireremo ai candidati premier

Di Eugenia Roccella
31 Gennaio 2013
Eugenia Roccella pone otto domande a chi governerà l'Italia su legge 40, aborto, unioni di fatto, omofobia, fine vita, biobanche e scuole paritarie

Caro direttore, sono ormai innumerevoli i richiami della Chiesa ai princìpi non negoziabili come cardini dell’umano, impossibili da rinnegare se vogliamo restare, come avrebbe detto Sciascia, uomini umani. Nella sua ultima prolusione, densa, appassionata e nitidamente argomentata, il cardinale Bagnasco formula la questione antropologica in termini di primato, e lo fa alla vigilia del voto. I cittadini, credenti e non credenti, devono scegliere in base alle cose che più contano e che si trascinano dietro tutte le altre, perché sono alla radice dell’esperienza umana. È necessario, quindi, che gli elettori sappiano dove quei princìpi sono meglio tutelati; di più, bisogna che “si certifichi dove trovino dimora”. Dato che un’authority che certifichi il grado di impegno di ogni soggetto politico sui princìpi non negoziabili non esiste, dobbiamo assumerci questa responsabilità da soli, contando sulla nostra capacità di discernere.

Il compito appare semplice: basta leggere i programmi, verificare la composizione delle liste, valutare le promesse dei partiti e le intenzioni dei candidati. In realtà orientarsi non è facile come sembra. L’informazione è selettiva e spesso ingannevole, le dichiarazioni dei politici non sempre attendibili, quelli che crediamo fatti al momento buono si rivelano come apparenze. Quasi tutti gli schieramenti propongono candidati cattolici, che spesso sinceramente si spendono sui princìpi non negoziabili. Ma la testimonianza, in politica, non basta: conta anche, e molto, l’appartenenza a un partito piuttosto che a un altro, e l’agibilità politica che quel partito garantisce.
Bisogna sapere se sui temi che ci stanno a cuore una forza politica è disposta a costruire o smontare alleanze, e se il singolo parlamentare è disposto a metterci la faccia e giocarsi la poltrona. Ma soprattutto bisogna sapere quali sono le reali questioni sul tappeto, e misurare le intenzioni non su affermazioni generiche o scontate ma su provvedimenti concreti e opzioni precise. Propongo un mio piccolo elenco di brevi e semplici domande, che mi piacerebbe sottoporre ai candidati premier.

1. Siete disposti ad approvare la legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento nella formulazione attuale, così come è stata approvata dalla Camera?
2. Considerando che le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita dovranno essere rinnovate, siete disposti a chiarire che la diagnosi preimpianto sugli embrioni non può essere consentita?
3. Siete disposti a difendere i confini della legge 40?
4. Pensate di mantenere le attuali linee ministeriali per l’uso della pillola abortiva Ru486, che prevedono il ricovero ospedaliero ordinario, e non il day hospital, per i giorni richiesti dall’intera fase abortiva (tre in media)?
5. Pensate di regolamentare le unioni di fatto eterosessuali e omosessuali o ritenete che basti garantire ai componenti di una coppia i diritti individuali?
6. Prevedete la proposta di un disegno di legge specifico sull’omofobia?
7. Cosa pensate delle scuole paritarie e come pensate eventualmente di sostenerle?
8. Ritenete necessario modificare la legislazione sulle biobanche?

Se sottoponessimo i leader a questo test e confrontassimo le risposte avremmo qualche elemento in più per decidere, ed evitare brutte sorprese.
Tempi può provarci?
Eugenia Roccella

 

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35 commenti

  1. andrea

    1) NO deve essere tutelato il diritto di poter dire/mettere_per_iscritto al medico “arriva fino a qui e non oltre, idratazione e alimentazione compresi, altrimenti stacca tutto. ”

    2) SI alla diagnosi pre impianto. altrimenti bisognerebbe avere il coraggio di vietare anche l’amniocentesi

    3) dipende da cosa si intende per confini

    4) SI

    5) unioni etero: NO c’è già il matrimonio civile, non serve inventarsi altro

    unioni omo: SI nella forma di un patto civile che garantisca diritto ereditario, permessi sul lavoro per malattia del partner assistenza e diritto a essere informato e consultato dai medici in caso ricovero del partner. possibilista per reversibilità pensione compatibilmente alla sostenibilità finanziaria.
    NO assoluto ad adozioni.

    6) SI + femminicidio

    7) NO. Chi vuole la scuola privata se la paghi e detragga dalle tasse.

    8) non saprei rispondere

    1. Edo

      Quanta ignoranza ed ideologia. Grazie alla legge 62/2000, voluta da Berlinguer, il sistema scolastico italiano si fonda su due tipi di scuola: quella pubblica e quella privata. Quella privata è a totale carico dei cittadini; quella pubblica, invece, si divide in scuola statale, finanziata e gestita dallo stato, e scuola paritaria, finanziata in minima parte dallo stato (500 milioni di euro contro i 54,6 miliardi destinati alle scuole statali) e gestita da personale laico o religioso, che deve ottemperare a determinati obblighi. La scuola privata non è quella paritaria.
      Fonti: fondi per scuola paritaria cfr.
      https://www.tempi.it/scuola-reintegrato-il-fondo-da-223-milioni-per-le-paritarie#.UQq887-qkbg
      Fondi per scuola statale: http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2011/11/ministero-istruzione-scuola-cifre-2009-2010.pdf?uuid=f42a6cee-152e-11e1-b8b2-8656c156e7cd

      1. Alcofibras

        per cortesia, mi darebbe l’indirizzo di una scuola privata non paritaria?

        1. Edo

          Istituto Pogliani, Torino. Che domanda è???

          1. Alcofibras

            ma è una sorta di cepu!

      2. andrea

        grazie tante, lo sapevo già.

        Per private intendo non amministrate dallo stato.

        In ogni caso che paghino, e detraggano dai redditi in misura del servizio pubblico a cui rinunciano.

        1. Edo

          E i figli degli operai che non possono permettersi di pagare la retta di una paritaria? Tanto cosa cambia? Che sia il cittadino a scegliere la scuola a cui mandare i figli, tanto i programmi delle statali e delle paritarie sono gli stessi.

          1. andrea

            appunto, se sono gli stessi programmi a che serve la paritaria?

            A mandarli all’Istituto paritario Leone XIII di Milano perchè c’è la piscina, il programma di danza artistica e hanno la Chiesa incorporata?

            vedi

            http://www.leonexiii.it/

            sai quanto costa la retta? credi abbiano bisogno di bonus? credi sia un posto per figli di operai?

            caschi male, il mondo della scuola lo conosco molto bene. Ci ho lavorato, nel pubblico e nel privato.

  2. francesco

    Non capisco xchè devono solo essere riconosciuti i matrimoni cristiani e i rapporti gay.Io voglio fare coppia con il mio cane,anzi voglio che sia riconosciuto come matrimonio.
    In più io e fido (è il nome del mio lui)vogliamo adottare un bel bimbo xchè è impedirlo.

    Ha proprio ragione Dostojeski “se Dio non c’è sono ancora capitano io””Se Dio non esiste tutto è permesso”
    C’è ancora una realtà oggettiva?.
    Un muro bianco rimane bianco nonostante tutte le pressioni delle potenti lobby Gay o della ideologia di turno.
    Ricordiamo tutti i totalitarsmii del secolo passato che a parole erano affascinanti ma che nella realtà hanno provocato morte e distruzione,
    totalitarsmi che continuano nel ns secolo con” il nichilismo gaio” e con il vittimismo dei gay.
    O esiste una realtà oggettiva che per sua natura è legata al Mistero creatore e redentore o la realtà la decide chi ha il potere.
    Ricordiamo Hitler “amo il mondo x qs uccido gli ebrei” senza dimenticarsi l’amore all’umanità di Stalin

    NB tutti qs alfieri dell’umanitarismo erano sempre sostenuti dalla scienza che giustificava le loro devianze

    X la Roccellla la stimo per le sue battaglie,forse è l’unica del suo partito che ci crede e lo si vede.
    Infatti i vs sono solo slogan,basta vedere il caso di Eluana. Dov’è la legge?

    1. Alcofibras

      nessun problema: basta riconoscere la personalità giuridica al cane

      in india ci sono donne sposate con rane o con templi (intendendo con ciò l’edificio) e questo in forza di una religione che non è la Sua: come vede Dio non c’entra niente

  3. Alcofibras

    1. no, è scritta coi piedi; 2. no, è una norma inutile visto che è comunque consentita la diagnosi prenatale; 3. no, l’unica cosa che resta in piedi della legge 40 è il divieto di eterologa: basta sostituirla con l’esterologa; 4. si (a tutela della salute delle donne); 5. si (al regolamento delle unioni); 6. si, da approvare con quella sul femminicidio; 7. che la scuola privata chi la vuole se la paga (ma sono favorevole alla detrazione delle rette); 8. no

    1. pedro ottonello

      Il piu’ barbaro sproposito dei “matrimoni” omosessuali, lo dimostro’ il fallito tentativo di “educazione ariana” sotto il “Regime” di Hitler, che ordino’ al suo Ministro dell’Educazione Von Ribbentrop, di distruggere ogni traccia del “Tentativo”, quando i bambini “allevati” in tale “ambiente” dimostrarono un assai basso livello di
      sviluppo mentale! Sempre attuale il famoso principio degli antichi romani: ” Nihil contra naturam frustra” !
      “Ai posteri l’ardua sentenza!” Veramente non affatto “ardua”! Basta apettare qualche decennio!
      Pedro T.Ottonello

      1. Alcofibras

        mi piacerebbe conoscere le Sue fonti; per quanto ne so io, il regime nazista i gay li mandava nei campi di concentramento…

  4. Michele

    Sono d’accordo con le domande della Roccella e sulla sua idea di sottoporle ai candidati: così, se Bersani rispondesse che intende finanziare le scuole confessionali, saprei che devo votare Ingroia.

    Detto questo, a me la faccenda dei principi non negoziabili piace tantissimo e spero che nel prossimo Parlamento ci siano più partiti, ognuno con la sua lista di principi non negoziabili e intoccabili: non so, il PD che ritiene non negoziabili la eliminazione dell’IRC dalle scuole pubbliche, la sospensione di ogni finanziamento alle scuole private e la regolamentazione delle unioni non matrimoniali.

    Siccome non si può discutere di ciò che qualcuno ritiene non negoziabile (e quindi eterno e intoccabile), o non si governerà oppure una maggioranza sarà costretta a intervenire su qualcuno dei principi non negoziabili della minoranza, così quest’ultima griderà alla dittatura e alla violazione del diritto naturale.

    La prospettiva è interessante e attendo con ansia questa nuova forma di democrazia parlamentare nella quale nessuno è disposto nemmeno a discutere sulle cose essenziali, perchè ognuno detiene la verità assoluta e immodificabile (cioè i principi che ogni partito dichiarerà non negoziabili). Che spettacolo!

    Grazie.

    Michele

  5. ErikaT

    Per Roccella

    Io prima di tutti i punti citati avrei messo un punto più importante di tutti:

    Rifiutate il fascismo senza se e senza ma non solo per le leggi razziali ma proprio in quanto terribile regime che calpestava la libertà e la democrazia?

  6. ErikaT

    Certo che serve una legge contro omofobia e transfobia così come è punito il razzismo, o forse discriminare sulla base del colore della pelle è più grave che discriminare in base all’ omosessualità e transessualità?
    per andare sul mio blog cliccate sul mio nick

    1. Renato Scotti

      ErikaT, il matrimonio non e’ un diritto individuale. Lunga ed estenuante discussione (grazie soprattutto al fatto che ti piace rifare le stesse domande ignorando le puntuali risposte 🙂 ) e’ stata svolta nello spazio commenti dell’articolo a commento della prolusione del card. Bagnasco.
      Sulle discriminazioni: se non ti permetto di entrare nel mio bar perche’ sei omosessuale, allora e’ vero che ti discrimino perche’ nego un tuo diritto indiviuale e questo e’ sbagliato. Non mi risulta esistano locali che si etichettano come “etero”. E purtuttavia mi risulta esistano, eccome, locali specificatamnte “LGBT”…. Pensaci su.
      A margine: l’omosessuale non appartiene ad una razza a parte e l’omosessualta’ non e’ peculiare di una razza in particolare.

      1. ErikaT

        Il matrimonio non è un diritto individuale??? Come no? Non è vero che ogni donna ha diritto di sposarsi con una persona di sesso maschile e ogni uomo ha diritto di sposare una donna? Il punto è che invece alle donne è impedito di sposare una donna e a gli uomini è impedito di sposare un uomo, come si fa a dire che non c’è una disparità di trattamento?
        L’ omosessualità non crea una razza a parte ma dare diritti diversi in base all’ omosessualità lei come lo chiama?

        1. ErikaT

          Prima si dice giustamente che l’ omosessualità non crea una razza e poi si vuole negare il matrimonio fra persone dello stesso sesso ritenendole diverse?

          1. Renato Scotti

            No, il matrimonio non e’ un diritto individuale. Hai diritto a vivere come e con chi vuoi, certamente, ma la rilevanza sociale (nel senso gia’ discusso a iosa) che lo Stato riconosce a questa unione dandole riconoscimento pubblico e chiamandola “matrimonio” riguarda una specifica unione: uomo + donna. “Matrimonio” e’ il nome che si da’ all’unione uomo donna.

            Inoltre, disparita’ di trattamento non corrisponde necessariamente a discriminazione ingiusta, in questo caso infatti e’ una mera _distinzione_: unione uomo+donna e’ diverso da unione uomo+uomo o da unione donna+donna, a meno di sostenere che uomo=donna. L’uguaglianza vale indubbiamente per quanto riguarda la dignita’, il rispetto dovuto, ecc in quanto persone (e a prescindere che siano etero/omo/altro). Ma uomo e donna – piaccia o non piaccia – sono complementari (anche solo perche’, banalmente, tu e io altrimenti non saremmo nati) e dunque sono differenti e differenti sone le unioni che ne conseguono e di cui parliamo.

          2. ErikaT

            Senta, ho già neutralizzato sul mio blog tutte le principali argomentazioni contro i matrimoni egualitari ( comprese queste di cui parla lei )e non è che posso stare sempre a ripetere, chi vuole vada a leggersi sul mio blog il post del 18 gennaio intitolato: Risposte alle principali obiezioni contro i matrimoni egualitari.
            Per andare sul mio blog basta cliccare sul mio nick

          3. Renato Scotti

            Grazie che eviti di ripetere 🙂 Posta pure qui il link diretto al tuo blog in cui neutralizzi il buon senso e scusami se non ripetero’ nel tuo blog cosa gia’ dette altrove da piu’ persone.

          4. EP

            Non hai neutralizzato niente. hai solo espresso la tua opinione

        2. Alcofibras

          non è vero che un omosessuale non può sposarsi: può farlo con una persona dell’altro sesso (biologico): infatti ci sono tanti gay con mogli e figli, diversamente non si spiegherebbe il successo dei trans nel mercato della prostituzione

      2. Michele

        Ma che fastidio ti danno due omosessuali con convivono e che vogliono, almeno in tema di diritto ereditario, poter lasciare le loro sostanze al compagno di vita anzichè ai fratelli che, magari, manco lo salutavano perchè omosessuale? O che vogliono poter essere informate dal medico in caso di malattia della partner? Lasciamo stare l’adozione, sulla quale non so abbastanza: ma queste garanzia minime ti sembrano così pericolose? Se Franco ama sinceramente Matteo (o se Anna ama sinceramente Teresa), perchè non vuoi che uno possa prendersi cura dell’altro, così come una moglie e un marito farebbero reciprocamente? Se uno è omosessuale, che deve fare? Obbligarsi a sposare chi non ama e chi non riesce a farsi piacere? E se Anna rimane incinta (per caso, per scelta), che fai? Le togli il figlio perchè convive con una donna e non con un uomo? Mi piacerebbe sapere che ne pensi. Grazie. Michele

        1. Renato Scotti

          Michele, premessa la mia totale contrarieta’ (lungi dall’essere odio per le persone omosessuali) all’ideologia omosessualista/gender che mai e poi mai favorirei, a me non da’ nessun fastidio (l’ho scritto da qualche parte?) se due donne o due uomini vogliono vivere insieme, facciano quel che vogliono, ma non serve il matrimonio per quei diritti _individuali_ di cui parli.

          Nemmeno ho pensato/detto che un omosessuale debba sposarsi con una donna.

          Se Anna, lesbica, resta incinta potrei pensare che ha fatto ricorso a quella cosa squallida che si chiama fecondazione extracorporea (squallida per la donna che ci ha messo l’ovulo, per l’uomo che ci ha messo lo sperma, per il figlio che, suo malgrado, e’ stato si’ desiderato, ma anche ridotto ad oggetto sul quale rivendicare un diritto, e squallido per tutti quei figli morti a causa del basso “tasso di successo” della fecondazione artificiale in se’). Pratica che io abolirei del tutto, ma che siccome ormai c’e’ e ce la teniamo, andrebbe mantenuto il limite a coppie uomo-donna.
          Se per farsi inseminare Anna e’ “fuggita” all’estero, il caso sara’ valutato come caso a se’ e non escludo che per il bene del bambino un affido possa essere la soluzione migliore. Eviterei il favorire di queste spiacevoli eccezioni come conseguenza dell’insensata equazione uomo=donna, uomo+donna=uomo+uomo=donna+donna.
          Se Anna, lesbica, ha fatto sesso con un uomo per rimanere incinta a tutti i costi, per alcuni aspetti non siamo poi cosi’ lontani dal caso appena citato e dagli eventuali provvedimenti che ne possono conseguire.
          Sulle adozioni ribadisco quel che, come forse sai, ho detto in altra sede: non esiste, per nessuno, il diritto al figlio, esiste il diritto del bambino, per il suo bene, ad avere dei genitori certi – mamma _e_ papa’ – e una famiglia stabile. E se non e’ detto che la relazione uomo+donna sia stabile, al pari di quella uomo+uomo e donna+donna, nelle omo-unioni di certo mancano o la mamma o il papa’. Quindi, a maggior ragione, no.
          Ciao

          1. albo

            A Renato Scotti Se è proprio contrario vorrà dire che non si sposerà con il suo eventuale compagno

          2. Renato Scotti

            Albo, sicuramente. Sono uomo, quindi nel caso mi sposero’ con una donna, come e’ giusto che sia. Ho altri problemi, ma so ancora distinguere un uomo da una donna.

          3. albo

            Anche gli altri sanno distinguere con chi sposarsi. Ed è giusto che ognono sposi chi vuole se vuole. Se un uomo vuole sposare unaltro uomo o una donna un’altra donna non è un suo problema. Non ostacoliamo la felicità coniugale altrui

          4. Renato Scotti

            Evitiamo per favore il sentimentalismo, nessuno impedisca ad una coppia (o terna, o quaterna, o cinquina,…) di omosessuali di vivere insieme.
            La questione “diritti” e’ risolvibile senza ridefinire il matrimonio. Cosa che, invece, annacqua la differenza (che c’e’, oppure stai dicendo che non c’e’?) fra l’unione uomo-donna e ogni altra forma di unione. E annacqua anche il significato della parole “padre” e “madre”, come se fossero prive di senso. Nonostante le “rassicurazioni”, il passo successivo – se non a questo turno, al prossimo – saranno le adozioni.
            In Francia, in Inghilterra… i “pacs” (o simili) c’erano gia’. Com’e’ che si e’ voluto fare un ulteriore passo in piu’ equiparando cio’ che uguale non e’? Se il problema fossero i “diritti dei gay” e basta, ci si sarebbe fermati molto prima (con qualcosa che addirittura poteva essere non molto diverso da una autocertificazione per essere assistito da chi vuoi tu, omo o etero, single o no…).
            Il problema, per chi e’ in grado di vederlo e lo vuol vedere (e sono sempre meno), e’ la disgustosa ideologia di genere che c’e’ alla base. Per la quale, appunto, la differenza fra uomo e donna non c’e’ e questo dev’essere affermato e riconosciuto, ognuno e’ quel che vuol essere, il dato di natura non esiste.
            E’ sconvolgente che si sia arrivati ad un simile abisso di (promossa) inconsapevoleza su quel che l’uomo e’.

  7. ErikaT

    “garantire ai componenti di una coppia i diritti individuali”

    Ma se è una coppia come si fanno a garantire diritti individuali??? Si riconosce la coppia oppure no????

  8. a.trunfio

    La Roccella sa di certo due cose :
    1. chiunque voglia andare sulla poltrona, alle richieste della roccella e di tutti i questuanti della società, farà una cosa semplice : verificherà con la calcolatrice i voti che si aggiungono e quelli che si perdono. Il conto deve sempre tornare, con il maggior numero di consensi.
    2. chiunque voglia andare su quella poltrona, potrà fare tutte le promesse che vuole e a chiunque anche in palese contraddizione delle une contro le altre. Tanto poi si potrà sempre dire : non ho avuto la maggioranza; la commissione bilaterale non ha fatto in tempo a studiare il caso, la commissione europea ha posto un veto, la corte dei diritti dell’aja ci ha ammonito.

    Viene in mente Veltroni, passato alle cronache e giammai alla Storia, per il suo :
    Le pensioni ma anche il lavoro, un lavoro stabile per la gioventù ma anche la cassa integrazione per i lavoratori, meno burocrazia ma anche più servizi pubblici

    Roccella o ci sei o ci fai. Questo è poco ma sicuro.

  9. Annarosa

    Domanda n.1) PERICOLOSISSIMO! Non c’è una visione univoca su questa materia. MOLTI Catttolici, MOLTI Vescovi sono molto preoccupati di un’eventualità del genere. E’ il solito tentativo di addomesticare una belva ferocissima e infida pensando che basti una museruola per tenerla sotto controllo: una legge del genere sarà attaccata a suon di referendum prima e di ricorsi giudiziari poi e diventerà quello che la mentalità radicale vuole.

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